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mercoledì 22 Gennaio 2020

G7 energia, gli Usa bloccano l’accordo sul clima

Il nuovo corso annunciato da Trump sull’energia, blocca tutto. Stop alla dichiarazione congiunta. Gli Usa prendono ancora tempo. La diplomazia italiana al lavoro fino all’ultimo per una mediazione che non arriva. Di clima si parlerà di nuovo a Taormina, per il vertice dei capi di Stato e di governo, previsto a fine maggio.

G7 italiano, prologo con l’inciampo. Una America stralunata in casa, dove nessuno diplomatico muove foglia in attesa di capire cosa abbia davvero per la testa in neo presidente oltre ai cappelli tinti, e nel frattempo dice solo No, in attesa forse del twitt decisivo. La diplomazia italiana ha provato sino all’ultimo, cercando di convincere gli americani che un riferimento agli accordi di Parigi sul clima non avrebbero compromesso una rivisitazione futura della posizione di Washington. Ci hanno provato ma non ci sono riusciti, nonostante trattative prima e dopo il vertice di Roma, cercando una sintesi che potesse stare bene a tutti e 7 i Paesi del vertice.

La riunione ministeriale sull’Energia di Roma, alla fine ha dovuto prendere atto: niente dichiarazione finale congiunta, niente riferimento agli accordi definiti Cop 21. Dopo che Trump ha annunciato l’intenzione di annullare una serie di accordi internazionali precedenti, da quelli commerciali nell’area del Pacifico a quelli sul risparmio energetico di Parigi, nessuno ha intenzione di prendersi responsabilità su questi argomenti.
A questo punto, si ha quasi la certezza che in Sicilia ci sarà il no ufficiale della Casa Bianca agli accordi di Parigi. Fra gli obiettivi degli accordi Cop 21, con buona pace per gli sforzi nel limitare l’aumento di temperatura e delle emissioni di gas serra. Trump gas nocivo.

Gli attivisti di Greenpeace avevano consegnato ai ministri delle sette grandi potenze mondiali un gigantesco termometro, simbolo della temperatura del Pianeta che continua a salire. Un’azione pacifica chiedendo di isolare le posizioni negazioniste e anti-scientifiche della amministrazione Trump, rappresentata al tavolo dal segretario di Stato del dipartimento energia Rick Perry.
«Oggi Trump ha mantenuto la sua promessa: sarà ricordato come il presidente Usa più legato alla lobby degli inquinatori e come il principale responsabile del fallimento della lotta contro i cambiamenti climatici», dichiarano i Verdi.
Partita anche in casa italiana, quella delle energie fossili. Con l’accusa al ministro Carlo Calenda di continuare a sponsorizzare le energie fossili, il petrolio soprattutto.

L’antiscientifico e anti buon senso e altro ancora Donald Trumpo sul carbone. Lo scorso anno un sorprendente e forse definitivo punto di non ritorno per il carbone, la più importante fonte di emissioni di CO2, con tre dei Paesi del G7, Canada, Regno Unito, Francia, che hanno annunciato le date in cui abbandoneranno completamente questa fonte inquinante.
Nel frattempo, la chiusura di centrali continua sia negli Stati Uniti che in Europa, la costruzione di oltre 100 nuovi impianti è stata fermata in Cina e India e, a livello globale, l’avvio di nuovi progetti per centrali a carbone ha avuto un calo del 62%.

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