Il messaggio di Zelensky per la finale del mondiale che la Fifa non ha voluto trasmettere

«L’Ucraina intende lanciare un summit globale per la pace», scandiva Zelensky nel videomessaggio che era stato pensato per essere trasmesso allo stadio in Qatar prima dell’inizio della finale di Coppa del Mondo. Ma la Fifa ha rifiutato di accendere le telecamere sul presidente ucraino asserragliato a Kiev e l’intervento è stato diffuso stamattina ai media. Uno dei tanti, forse dei troppi.
«La federazione dovrebbe vergognarsi di sostenere i guerrafondai con il suo silenzio», la reazione poco diplomatica di Kiev. Mentre gli incidenti anche politici sul fronte Baltico iniziano a preoccupare, con lanciagranate che vanno e vengono ed esplodono tra Ucraina e Polonia.

Il calcio occasione di gioia e pace, ma non per tutti

«Oggi assisteremo a una vittoria comune, la celebrazione dello spirito umano». Testi un po’ retorici ma sempre molto mirati quelli che il presidente Zelensky e il suo staff sparano a raffica contro i missili russi della prepotenza. Il mondiale di calcio momento di gioia e pace per tutti gli spettatori, l’augurio. E poi l’opportuna osservazione che. «Ogni padre vorrebbe portare il proprio figlio a vedere una partita di calcio, ovunque nel mondo, e ogni madre vorrebbe vedere il proprio figlio tornare dalla guerra», si era preparato a dire alla telecamera il presidente. Con conclusione politica forte che avrebbe certamente rinfocolato le polemiche tra tifoserie mondiali molto più frantumate di quelle del mondo del calcio.

«L’Ucraina vuole la pace più di ogni altra cosa», garantisce il presidente, che però subito rinvia ad un difficile futuro, visto che –frase forte con tanti destinatari anche in casa occidentale-, «non ci sono campioni in una guerra e non può esserci un pareggio».

La guerra sino all’ultimo rigore

Zelensky che nega ogni possibile pareggio, annunciava poi un summit per riunire tutti i Paesi del mondo per la causa della ‘pace globale’. La pace del vincitore, che è ciò che lui e il suo Paese vogliono essere. Il problema è che i risultati sul campo di calcio o di battaglia, non sempre premiano il migliore o il più buono. «Gli stadi rimangono vuoti quando le partite finiscono, così come le città restano vuote dopo le guerre. Ecco perché la guerra deve fallire e la pace deve diventare il campione», dice Zelensky. «Sostenete l’Ucraina e i nostri sforzi di pace. Guardiamo la finale insieme e assistiamo insieme alla fine della guerra». Ma quali il risultato possibile se il pareggio è vietato? E qui la splendida retorica inciampa sulla logica. E tanto sforzo rimane solo per un triste e semiclandestino lancio di agenzia, dopo il No della Fifa allo schermo mondiale nello stadio.

Kiev e il sentore di isolamento

«La Fifa non dovrebbe spaventarsi di sostenere la pace. Dovrebbe invece vergognarsi di sostenere i guerrafondai con il suo silenzio», spara forse fuori misura il capo di Gabinetto del presidente ucraino, esprimendo la diffusa sensazione di Kiev bersaglio di una trattativa con l’aggressore russo che il mondo –amico in più nemico in meno-, sta ormai chiedendo a voce diffusa, prima che chi può arrivi di arrivi ad imporla.

Problemi armati anche in Polonia

Tra il caricaturale e il tragico –salvo altri dubbi-, a Varsavia dove il clima di guerra travolge anche la burocrazia. Jaroslaw Szymczyk, il più alto ufficiale di polizia polacco ha raccontato di aver fatto esplodere per errore un lanciagranate che gli era stato regalato dall’Ucraina. È successo nel quartier generale della polizia, a Varsavia. Poteva essere una strage, invece Szymczyk e un collega hanno riportato ferite lievi. «Quando stavo spostando il lanciagranate regalato dagli ucraini, c’è stata un’esplosione», ha detto il generale. «L’esplosione è stata potente: la forza dell’impatto ha attraversato il pavimento e danneggiato il soffitto».

Regali pericolosi e strana storia

L’11 e il 12 dicembre Szymczyk ha fatto una visita di lavoro in Ucraina, con funzionari della polizia e dei servizi di emergenza ucraini. «Il regalo era di uno dei capi dei servizi ucraini», ha dichiarato in una nota il ministero degli Interni polacco. Kiev non ha ancora rilasciato una dichiarazione pubblica sull’incidente. Diverse fonti raccontano che gli ucraini hanno affermato che entrambe le granate erano già stati utilizzate e non contenevano esplosivi.

Dopo l’incidente, i politici dell’opposizione hanno messo in dubbio l’idoneità del generale Szymczyk a guidare le forze di polizia.

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2 Commenti

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