Oltre alle armi gli aiuti occidentali segreti a Kiev: intelligence, contractors e istruttori Nato

Ottomila volontari stranieri provenienti da 60 paesi tra le fila dei militari ucraini, secondo Mosca. ‘Per un soldo che non supera i 250 euro al mese’. Non ‘mercenari’ quindi, e quasi sempre, soldati di poco conto a tanto entusiasmo. «Poi, nascosti all’ombra dei volontari internazionali operano sia gruppi di contractors altamente specializzati, sia militari in servizio effettivo nelle forze armate di stati NATO», svela Gian Micalessin su Analisi Difesa.
Gli aiuti nascosti da parte occidentali all’Ucraina. Oltre alle tantissime armi, a miliardi di dollari, anche e soprattutto, istruttori per come usarle, contractors per le cose più difficili, e intelligence varia per sapere dove colpire.

Professionisti della guerra spesso nascostamente Nato

«Ai contractors ad alta specializzazione tecnica spetta la supervisione e il mantenimento dei sistemi d’arma forniti al governo di Kiev come i lanciarazzi campali americani HIMARS o i cingolati M-270 forniti da britannici (e italiani), che richiedono procedure di mantenimento e gestione complesse», la premessa. In attesa che i tecnici ucraini addestrati all’estero siano in grado di operare in autonomia e addestrare i loro commilitoni. «Del resto da decenni il Pentagono affida questi compiti in aree delicate a compagnie come KBR o Amentum (ex- DynCorp International) con una lunga esperienza anche in Iraq e Afghanistan».

‘Legione Internazionale’ rivisitata

La “Legione internazionale” creata dal governo Kiev nei primi giorni del conflitto, efficace dal punto di vista propagandistico, ma spesso ininfluente, se non controproducente, sul piano militare. La ‘brigata polacca’ di quasi 2mila volontari in gran parte con esperienza militare e addestramento NATO rappresenta la componente straniera più numerosa e più efficiente, grazie a un buon coordinamento con i comandi NATO, che ne supervisionerebbero i movimenti sulla base di rilevamenti satellitari. Poi Unità albanesi e kosovare, formate nelle guerre jugoslave, impiegate sul fronte nord-orientale a vedersela con i contractors russi del Gruppo Wagner.

I “Dark Angels”

«In alcuni casi i volontari e gli avventurieri entrati inizialmente nella Legione internazionale si sono dati strutture autonome finanziandosi attraverso raccolte di fondi, forniture di armi Nato e dando vita a “compagnie militari private”». In questa categoria rientrano i “Dark Angels”, Angeli molto neri, guidati dall’inglese Daniel Burke, un parà operativo in Afghanistan fino al 2009. A fine aprile in Ucraina Burke crea la Ong “Dark Angels of Ukraine”, raccolta fondi per ‘assistenza umanitaria’, ma soprattutto addestramento dei volontari ucraini. Tra i ‘Dark’, il francese Maxim Barrat, braccio destro di Daniel Burke, e l’americano Christopher Ezell, ex-sergente dei marines veterano dell’Afghanistan.

Gli Angeli neri con missili Javelin

«Già a fine maggio il gruppetto abbandona qualsiasi pretesa umanitaria e si trasferisce sul fronte di Kherson dove filma e porta a termine la distruzione di un blindato russo centrato con un missile Javelin» (la foto oltre la copertina). E qui Micalessin sottolinea l’anomalia di una banda di improvvisati avventurieri che riesce a ottenere in dotazione un missile anticarro Javelin del valore di oltre 90mila euro (la foto oltre la copertina),uscito dagli arsenali della 28a Brigata ucraina. Diffuse preoccupazioni su come vengono gestite le armi dalle nazioni Nato e sul rischio che quelle armi finiscano fuori controllo anche a gruppi criminali.

Il Mozart Group contro i Wagner russi

Oltre gli avventurieri, i professionisti. “Compagnie militari private” in cui lavorano ex-militari reduci quasi sempre da forze speciali. Interessante’attività del Mozart Group, una compagnia militare il cui nome fa intenzionalmente il verso al Wagner Group russo. «Fondato a marzo da Andrew Milburn, colonnello dei marines in congedo che ha prestato servizio da Mogadiscio a Falluja per concludere la sua carriera nel 2019 come vice comandante delle operazioni contro l’Isis in Siria e Iraq». Con Mozart operano una trentina di reduci da Stati Uniti, Regno Unito e Irlanda. Niente combattimenti, sostengono, ma solo addestramento. «Attività in cui Mozart Group investe più di 175mila dollari al mese per corsi d’addestramento». Chi finanzia le attività del gruppo? L’intelligence russa lo denuncia come emanazione del Pentagono.

I ‘fantasmi’ della NATO

«Ufficialmente non esistono, ma sono la più delicata e la più segreta fra le categorie di ‘combattenti stranieri’ attivi in territorio ucraino. Decine o forse centinaia di militari in servizio attivo provenienti dalle forze speciali di vari Stati NATO», sostiene e documenta Gian Micalessin. Presenze rigorosamente nascoste per poter negare un coinvolgimento diretto dell’Alleanza Atlantica. Per gli americani la loro attività, coordinata a quanto sembra dalla CIA, è regolata da un atto presidenziale segreto che autorizza le operazioni clandestine in territorio ucraino. La presenza in Ucraina di personale militare in servizio attivo è stata recentemente confermata dal portavoce del Pentagono generale Pat Ryder.

L’intelligence satellitare Usa

«Gli Stati Uniti gestiscono tutta l’intelligence satellitare ed elettronica messa a disposizione dell’Ucraina, distribuiscono sofisticati sistemi d’arma e partecipano alla concezione e realizzazione dei principali piani strategici». I dati dell’intelligence Usa, scrive il New York Times, avrebbero permesso l’affondamento dell’incrociatore Moskva, la nave ammiraglia della Flotta del Mar Nero, e contribuito all’eliminazione di alcuni generali russi. Il ministro della Difesa russo, Sergey Shoigu, ha dichiarato che il supporto militare USA e NATO all’Ucraina include anche la presenza di «un comando con 150 militari occidentali a Kiev, il vero comando delle forze armate ucraine, composto sia da ex militari che da personale in servizio attivo».

Operazioni gestite dai britannici

Altrettanto diretta è l’attività delle forze speciali di Londra coordinate dall’Mi6, spionaggio estero. I britannici sono stati i primi rendere nota la presenza di alcune unità di forze speciali nell’addestramento delle truppe ucraine. «Il passaggio dal semplice addestramento alla pianificazione di sofisticate operazioni militari è stato rapido». I media britannici scrivono di un distaccamento dello Special Boat Service, le forze speciali della Royal Navy, che ha curato l’addestramento del Centro Operazioni navali speciali ucraino, operativo nel recente attacco con droni navali alla base di Sebastopoli. Sospetti dell’intelligence russa e non solo, su un ruolo britannico anche nel sabotaggio del gasdotto Nord Stream.

Le Sas britanniche per ‘esfiltare’ Zelensky

«Tra le forze istruite dai britannici c’erano anche le forze d’élite ucraine, supervisionate dallo Special Air Service, le SAS, che nelle prime ore di guerra presero in consegna il presidente Zelensky». Sul piano militare l’operazione raccontata da fonti russe, salvò la vita al presidente ucraino ma su quello politico «vanificò, per precisa volontà del governo Johnson e della sua intelligence, i piani della Casa Bianca, decisa a trasferire Zelensky fuori dal paese». Notizia incerta, in attesa di ulteriori verifiche.

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2 Commenti

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  • Cari Tutti di REMOCONTRO,
    tutta questa carneficina finirà, ne son certo, quando le truppe russe rientreranno nei confini della loro Federazione come pre febbraio 2022 (e, dovrei anche dire, come pre 2014… ma varranno le dovute consultazioni popolari degli Ucraini, che certamente si dovranno tenere adeguatamente vigilate da organismi super partes), abbandonando finalmente le terre invase e occupate con la violenza dalla aggressione voluta dal “neo imperialista” presidente della Federazione Russa.
    Fino ad allora credo che “Mozart & Co.” continueranno a comporre ed eseguire la loro “musica”…
    Slava Ukraini !
    Con simpatia (per Voi!), Vostro
    Fabio Alessandro

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