A macchia di leopardo: il disagio sociale esplode in Francia, un oleodotto russo salta in Polonia. Centrale nucleare di Zaporizhzhia, sabotaggi

Dalla Francia assaggio di protesta sindacale dura, sciopero delle raffinerie: caos ai distributori, auto in coda con le taniche e repressione di Stato oltre le leggi che non onorano né la Premier né Macron. Le accuse agli Usa speculatori.
Perdita in un oleodotto comunica l’operatore polacco Pern, porta petrolio da Russia all’Europa lungo il suo territorio. ‘Al momento sconosciute le cause’.
Torna la fornitura di energia elettrica alla centrale nucleare di Zaporizhzhia in Ucraina, parte occupata dalla Russia che così ne garantisce la sicurezza, importante per tutta Europa.
22 tonnellate di esplosivo da Odessa per abbattere il ponte di Crimea.

Caos nelle strade francesi

Sciopero nelle raffinerie TotalEnergies e Esso-ExxonMobil. Una stazione di servizio su tre manca di carburante ma a Parigi e nella sua regione la crisi è più grave ed è quasi impossibile fare rifornimento. La prima ministra Elisabeth Borne ordina la precettazione «del personale indispensabile al funzionamento dei depositi» litigando con le potenti organizzazioni sindacali con l’accusa di aver violato il sacro diritto di sciopero. I dipendenti delle compagnie petrolifere protestano perché nonostante il rialzo dei prezzi e i super-profitti delle aziende i loro salari restano da tempo bloccati.

Stati Uniti speculatori: «gas prezzo quadruplicato»

Il ministro dell’Economia francese ha accusato gli Usa di vendere il loro Gnl «a un prezzo quattro volte più alto rispetto agli industriali americani». «Dobbiamo trovare rapporti economici più equilibrati tra i nostri alleati americani e il continente europeo». Sul Fatto Quotidiano, un report della società Refinitiv dice che gli Usa hanno inviato all’Europa nei primi sei mesi dell’anno il 68% del loro export di Gnl. In totale 39 miliardi di metri cubi di metano da rigassificare. Sottraendolo ad Asia e America Latina. A cui era destinato.

Aiuti a caro prezzo per tutti

E i prezzi? Ad inizio luglio Reuters riportava prezzi medi di 34 dollari per milioni di unità termiche (mmBtu) contro i 30 dell’Asia e i 6,12 dollari del gas Usa. I prezzi sono raddoppiati rispetto al 2021. In estate sono ulteriormente saliti, fino al livello folle di quasi 60 dollari in Europa. Poi sceso di recente in zona 38 dollari. Sempre secondo Refinitiv, a settembre – dopo un parziale calo estivo – i flussi verso l’Europa sono ripartiti su livelli altissimi. A un prezzo di 57,8 dollari nell’Ue e di 8 dollari negli Usa.

Danni ad oleodotto russo in Polonia

Una perdita molto importante lungo l’oleodotto Druzhba. L’operatore polacco Pern dichiara una falla a circa 70 km dalla città di Plock. Le cause al momento sono sconosciute. L’allarme all’alba, quando i media polacchi hanno annunciato la possibilità di uno stop alle forniture di petrolio. Subito dopo l’annuncio, il sospetto di un nuovo sabotaggio, come accaduto per il gasdotto Nord Stream. L’intelligence polacca frena ma non esclude: «Cause ancora da accertare, tutte le ipotesi restano possibili», La seconda linea dell’oleodotto e altri elementi dell’infrastruttura di Pern funzionano normalmente e Berlino conferma afferma che le consegne di petrolio sono “ininterrotte” nonostante la perdita.

Centrale di Zaporizhzhia salva

La fornitura di energia elettrica alla centrale nucleare di Zaporizhzhia è stata ripristinata: lo ha reso noto su Telegram il dirigente delle autorità filorusse regionali, Vladimir Rogov, come riporta la Tass. «La normale alimentazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia è stata ripristinata», ha scritto Rogov. Scampato pericolo, conferma su Twitter il Direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, l’Aiea, Rafael Grossi. Secondo Grossi, l’interruzione di energia è stata causata dal bombardamento di una sottostazione elettrica distante dall’impianto.

Mosca, capo 007 Kiev mente sull’attacco a ponte Crimea

Per l’intelligence russa, l’Fsb, l’attacco al ponte di Crimea è stato pianificato dal capo dell’intelligence militare ucraina, Kirill Budanov. L’intelligence russa ha anche reso noto di avere arrestato otto sospetti complici. «Cinque cittadini russi e tre fra ucraini e armeni che hanno partecipato ai preparativi dell’attentato sono stati arrestati», ha dichiarato l’FSB. Identificati almeno 12 complici nei preparativi dell’attentato. Tre ucraini, due georgiani e un cittadino armeno hanno organizzato la consegna di esplosivi dalla Bulgaria prima alla Georgia e poi all’Armenia.

Esplosivo a tonnellate

Secondo i servizi russi, un altro cittadino ucraino e cinque russi identificati avevano preparato falsi documenti per una società inesistente in Crimea per ricevere gli esplosivi. Nell’attentato di sabato scorso sarebbero stati usati 22.770 kg di esplosivo caricato su 22 pallet da trasporto, avvolto in rotoli di polietilene da costruzione. Ed è stato spedito dal porto di Odessa alla città bulgara di Ruse all’inizio di agosto. Sempre l’Fsb avrebbe sventato un attacco terroristico dei servizi speciali ucraini a un terminale logistico nella città.

Il Kyiv Security Compact Nato, Ucraina come Israele

Di pochi giorni fa la richiesta di adesione dell’Ucraina all’Alleanza Atlantica, con i sostenitori Usa in testa costretti a prendere atto che sarà una eventualità lontana nel tempo e contrastata da più fronti. Ed ecco l’ex segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen a Washington col suo piano, rivela la rivista americana Foreign Policy. Il piano, spiega Foreign Policy, stabilirebbe delle garanzie di sicurezza vincolanti da parte della coalizione di Paesi occidentali.

«Abbiamo studiato diversi modelli, tra cui Taiwan e Israele«, ha affermato Rasmussen, non rassicurando affatto sul futuro di pace nel mondo.

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