
La guerra d’Ucraina scatenata dalla Russia di Putin e la guerra economica sul mercato degli idrocarburi con colpi incrociati e l’inverno ancora da affrontare. Svariate interruzioni nelle forniture di gas russo come assaggio di ritorsione politica di Mosca a sanzioni e fornitura di armi occidentali a Kiev.
«Come alternativa ai giacimenti russi, l’Unione Europea considera strategici i depositi terrestri dell’Algeria e offshore dell’Azerbaigian, sebbene entrambi i paesi vantino stretti legami con la Russia», avverte Mirko Mussetti su Limes. Mentre Bruxelles propone l’acquisto massiccio di gas naturale liquefatto (gnl) da Nord America, Africa, Medio Oriente e Golfo Persico/Arabico.
E scopriamo che l’export del discusso e costoso gas di scisti degli Stati Uniti per gli alleati europei in contanti è aumentato dal 29% al 66% nel 2022.
Per le forniture di ‘gnl’ occorre un numero adeguato di rigassificatori. L’Italia tre impianti attivi a Panigaglia , Livorno, e Porto Viro a Rovigo. A questi potrebbe presto aggiungersi la nave rigassificatrice al porto di Piombino, al centro di contestazioni e ricorsi giudiziari.
Tra Barcellona e Marsiglia è allo studio il progetto di pipeline per gas e idrogeno verde in grado di trasportare nuove fonti di energia nel paese transalpino. Allo studio, e progetti vari da qui al futuro. Come Italia e Turchia a contendersi nel Mediterraneo il ruolo di futuro hub del gas per l’Europa. Ad accordo interno Ue per acquisti congiunti se e quando sarà raggiunto. Trovando dei fornitori credibili per quantità di gas e petrolio disponibile, sicurezza di continuità e prezzi sostenibili.
Dall’inizio della guerra i paesi europei hanno drasticamente ridotto le importazioni di gas naturale della Russia via gasdotto, ma le importazioni di gas naturale liquefatto (gnl) sono invece aumentate del 46% nei primi nove mesi del 2022. Tra gennaio e settembre 2022 i paesi Ue hanno importato 16,5 miliardi di metri cubi di gnl russo, rispetto agli 11,3 miliardi dello stesso periodo del 2021. I principali importatori sono stati Francia, Paesi Bassi e Belgio. Regno Unito e Lituania gli unici paesi ad avere interrotto completamente le importazioni di gnl russo.