Israele, estremismo oltre Netanyahu, e la guerra ai palestinesi che elettoralmente paga

Il premier uscente Yair Lapid ha puntato la campagna elettorale sull’economia e i sui giudiziari del rivale Netanyahu, ma la sua crescita nei sondaggi è frutto del pugno di ferro che sta usando contro i palestinesi sotto occupazione.
L’estremista che potrebbe decidere le elezioni israeliane. Si chiama Itamar Ben-Gvir ed è un avvocato noto per le sue posizioni violente e razziste.

Itamar Ben-Gvir, noto per le sue posizioni violente e razziste.

Elezioni a raffica tra odi radicati e problema palestinese irrisolto

Gli israeliani al voto il primo novembre per la quinta volta in tre anni e mezzo e prevale il pessimismo. Un sondaggio, diffuso martedì sera dalla tv Canale 13, prevede un numero record di seggi, 27, per Yesh Atid (C’è un futuro), il partito centrista del primo ministro ucrente Yair Lapid e il blocco di opposizione stabile a 60 seggi, quindi sotto la maggioranza ma più vicino ad essa rispetto allo schieramento rappresentato da Lapid, fermo a 56. Gli altri seggi in palio sono legati a ciò che faranno i partiti ora sulla soglia di sbarramento del 3,25%, come la Lista araba Hadash-Ta’al, non allineata, spiega Michele Giorgio sul Manifesto.

Netanyau inquisito e guerra permanente

Netanyahu che per la sua sopravvivenza personale, deve tornare al potere per imporre cambiamenti estremi del sistema giuridico, e i suoi elettori che lo considerano accettabile. Lapid invece ha raccolto molti consensi imitando i suoi predecessori, usando il pugno di ferro con i palestinesi sotto occupazione. Le forze armate israeliane prima hanno lanciato ad agosto una «guerra preventiva» di tre giorni contro Gaza (49 palestinesi uccisi, di cui 17 bambini) e poi hanno intensificato quelle che sono descritte come «operazioni antiterrorismo» a Jenin, Nablus e altre città e villaggi nella Cisgiordania occupata.

Troppa destra può far male

Lapid ha rafforzato la sua immagine tra gli israeliani e i risultati si vedono nei sondaggi. Ma l’appello al «voto utile» per battere Netanyahu –avverte Michele Giorgio-, rischia di rivelarsi letale per alcuni dei suoi alleati. I partiti Laburista e Meretz hanno avvertito che cedendo altri voti a Yesh Atid potrebbero non superare la soglia di sbarramento. In quel caso Netanyahu otterrebbe la maggioranza.

Ma c’è una destra molto oltre Netanyahu

A metà ottobre durante una manifestazione di attivisti palestinesi a Gerusalemme un uomo in giacca e cravatta ha tirato improvvisamente fuori una pistola, l’ha puntata in direzione dei manifestanti e ha chiesto alla polizia israeliana di sparare, ci ricorda il Post. L’uomo è Itamar Ben-Gvir, ha 46 anni ed è il capo del partito Potere Ebraico. Fra poco più di una settimana potrebbe diventare l’alleato più prezioso dell’ex primo ministro Benjamin Netanyahu. Ben-Gvir è entrato in parlamento soltanto nel 2021 ma da anni è una delle figure di riferimento dell’estrema destra israeliana.

A destra dell’estrema destra

Nel 1995 Ben-Gvir ebbe il suo primo momento di celebrità. Si presentò a una tv israeliana esibendo il contrassegno dell’auto del primo ministro Yitzhak Rabin che stava portando avanti un complicatissimo processo di pace con i palestinesi molto osteggiati dall’estrema destra israeliana. «Siamo arrivati alla sua automobile, arriveremo anche a lui», disse Ben-Gvir in tv. Il 4 novembre 1995 Rabin fu assassinato da un estremista di destra alla fine di una manifestazione in sostegno agli accordi di Oslo.

Il peggio del sionismo razzista

In quegli anni Ben-Gvir militava dentro Kach, un’organizzazione estremista fondata dal rabbino americano Meir Kahane, poi dichiarata fuorilegge nel 1994 per le sue posizioni razziste anti-musulmane e i suoi ripetuti incitamenti alla violenza contro i palestinesi. Ancora oggi è considerata un’organizzazione terroristica dall’Unione Europea. Lo stesso Ben-Gvir aveva posizioni dichiaratamente violente e razziste, tanto che fu giudicato troppo estremista per prestare il servizio di leva obbligatorio di tre anni. Ancora nel 2007 fu condannato per incitamento al razzismo e per appoggiare Kach.

L’avvocato dei coloni terroristi

Nel 2016 il quotidiano israeliano Haaretz lo descriveva come «l’avvocato a cui rivolgersi per gli estremisti ebraici che sono finiti nei guai con la legge. La lista dei suoi clienti sembra un almanacco dei sospettati nei casi di terrorismo e crimini d’odio nazionalisti». Ben-Gvir ha difeso fra gli altri due ragazzi coinvolti nell’omicidio di una coppia palestinese e del loro bambino di 18 mesi a Duma, in Cisgiordania, nel 2015.

Troppo pensino per Netanyahu

Appena qualche anno fa Netanyahu escluse che Ben-Gvir potesse fare il ministro in un suo governo, ritenendolo troppo estremista. Oggi invece non può fare a meno del suo sostegno, se vuole tornare primo ministro: e infatti diversi funzionari del Likud, il partito di Netanyahu, hanno fatto sapere che il veto nei confronti di Ben-Gvir non esiste più.

«Oggi Ben-Gvir è la figura più importante della destra israeliana dopo Netanyahu», ha detto al New York Times Nadav Eyal, noto commentatore politico e giornalista televisivo israeliano: «Non è soltanto popolare con l’elettorato conservatore, ma sta guadagnando consensi anche fra le persone che non votano».

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AVEVAMO DETTO

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