Cina ed India a Mosca e Kiev, ‘frenate e trattate’. Dagli Usa armi più micidiali

Sin dall’inizio del conflitto in Ucraina, Cina e India, pur alleate o amiche con la Russia, hanno mantenuto una posizione quasi neutrale sulla guerra. Negli ultimi giorni, con l’intensificarsi degli scontri, i due Paesi hanno fatto appello alle parti in campo per mitigare le tensioni e andare verso negoziati di pace.
Contemporaneamente Joe Biden garantisce a Volodymyr Zelensky che «continuerà a fornire all’Ucraina tutto il sostegno necessario per difendersi, compresi sistemi sofisticati di difesa aerea».

Missili terra-aria Usa ‘Nasams’

Cina, ora dialogo e negoziati

La portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning, interrogata dai giornalisti sul bombardamento di diverse città ucraine dopo l’esplosione sul ponte di Crimea: «riteniamo che sia importante che tutte le parti si impegnino nel dialogo e nei negoziati e che lavorino congiuntamente per la distensione della situazione». Sugli sforzi della Cina per andare verso un negoziato ha continuato, «La Cina resta in comunicazione con tutte le parti. Siamo pronti a giocare un ruolo costruttivo negli sforzi di distensione».

India preoccupata

«l’India è profondamente preoccupata per l’escalation del conflitto, compresi gli attacchi alle infrastrutture e la morte dei civili», il comunicato del ministero esteri di New Delhi, contestando assieme sabotaggi ucraini e bombardamenti indiscriminati russi. Un’espressione tra le più forti del governo indiano. ‘The Post International’ cita di Naredna Modi al vertice di Samarcanda, quando aveva detto a Putin che «la nostra era non è l’era delle guerre». Anche se poi, la delegazione indiana all’ONU si è astenuta durante il voto che condannava i referendum nel Donbass.

Samarcanda, crepe Russia-Cina, dubbi indiani

Durante il vertice di Samarcanda erano già emerse delle crepe nell’intesa tra Russia e Cina. Primi segnali di fastidio e da parte di Pechino verso il partner impegnato in una guerra che inizia a costare cara anche alla Cina. Ovviamente i risentimenti tra i due paesi asiatici non superano la rivalità tra Cina e Stati Uniti. Cina ma anche India continuano a godere della loro posizione di non allineati, senza entrare in conflitto con Mosca, che è tra i loro primi fornitori di armi e combustibili. Così si limita a dichiarazioni contro la guerra, senza condannare nessuno.

Stati Uniti sempre più schierati, nuove armi a Kiev

Joe Biden garantisce a Volodymyr Zelensky che «continuerà a fornire all’Ucraina tutto il sostegno necessario per difendersi, compresi sistemi sofisticati di difesa aerea». Dal resoconto della Casa Bianca, però –precisa Giuseppe Sarcina sul Corriere della Sera-, non si capisce se «i sistemi di difesa aerea, siano le due batterie di missili terra-aria, i ‘Nasams’, già promessi lo scorso luglio dal Pentagono, oppure se, come sembra di intendere, ci sarà un ulteriore afflusso di questi ordigni, considerati ‘essenziali’ dai generali ucraini».

Oggi G7, l’Europa allineata e scoperta

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha convocato un vertice urgente del G7, di cui è presidente di turno. All’incontro, in video conferenza, parteciperà anche Zelensky che ripeterà ciò che ha detto ieri a Biden e a Macron. Per il presidente francese, «siamo in presenza di un cambiamento profondo della natura del conflitto». E Zelensky torna a insistere sullo scudo aereo. È dall’inizio del conflitto sollecita la consegna di jet da combattimento. Ora aggiunge alla lista i sistemi per intercettare i razzi nemici.

Zelensky chiede anche missili a lunga gittata, come gli Atacms (Army Tactical Missile System), in grado di colpire bersagli lontani anche 300 chilometri. Ma sarebbe un attacco Usa direttamente alla Russia.

Tra escalation e prudenze europee

Finora Biden ha sempre eluso le richieste del governo ucraino, spiegando anche pubblicamente che va evitato il rischio di allargare lo scontro con la Russia. Ma, questo teorema potrebbe essere superato dall’attualità. Attesa per l’intervento del presidente Usa al G7, ma anche alla mosse del ministro della Difesa, Lloyd Austin, e del capo di Stato maggiore, Mark Milley, alla riunione dei circa 50 Paesi che hanno accettato di inviare armi a Kiev. La Nato allargata per l’occasione Ucraina.

L’occasione per verificare se «gli alleati e i partner» asseconderanno le richieste di armi, comprese contraerea e artiglieria a lungo raggio. A giugno il governo tedesco si era impegnato a spedire quattro batterie anti-missili. Nessuna è giunta a destinazione.

Cina e India sul fronte della Nato asiatica

L’ambivalente ruolo di Delhi verso l’Occidente,  in un suo report l’ISPI e l’alleanza militare con Usa Australia e Giappone, il Quad, Nato asiatica. Secondo I’istituto di Studi di politica internazionale, la crisi ucraina non porterà a cambiamenti significativi nei rapporti tra India e Cina. La loro integrazione economica continuerà, nonostante le spinte protezionistiche visibili nelle politiche economiche dei due Paesi. Il valore del commercio tra India e Cina è cresciuto dell’83% tra il 2012 e il 2022, una tendenza che, da un lato, è destinata a continuare.

India: la sfida alla Cina può attendere

Lo scorso 15 d’agosto, 75° anniversario della nascita dell’India contemporanea, Narendra Modi dalla tribuna sul Forte Rosso di Delhi. Nel 2047, per il centenario, aveva garantito il primo ministro, l’India sarebbe stata una nazione del primo mondo. Il Pil a 12mila dollari, sei volte più di oggi, sottolinea Ugo Tramballi. A Pechino il Partito Comunista aveva deciso per decreto che nel 2035 la Cina si sarebbe proclamata potenza militare “di prima classe”, e nel 2049, nel centenario della nascita della Repubblica Popolare, si sarebbe auto-definita “Superpotenza”.

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