Un 69enne francese già condannato per crimini razzisti attacca un centro culturale curdo. Scontri con la polizia nella capitale e a Marsiglia: «Lasciati senza difesa». Dieci anni fa l’uccisione di tre donne del Pkk, imputata ai servizi segreti turchi.
«Attentato di estrema destra, con intenzioni razziste, ieri verso mezzogiorno al centro culturale curdo molto frequentato, una specie di ambasciata curda nella capitale, in un quartiere molto animato e multiculturale», la sintesi di Anna Maria Merlo da Parigi sul Manifesto. Tre morti, due uomini e una donna, tutti e tre membri del ‘Kurdish Democratic Council in France’ che gestisce il centro: due nell’attacco, una terza poco dopo in un ristorante delle vicinanze. Altri tre feriti, uno gravissimo.
Anche l’assassino è stato leggermente ferito nell’intervento della polizia, dopo essere stato bloccato da persone che si trovavano sul posto. Una folla si è subito riunita sotto le finestre del centro curdo e dopo l’intervento sul luogo del ministro degli Interni, Gérald Darmanin, ci sono stati momenti di tensione e scontri con la polizia, che ha lanciato gas lacrimogeni. Sono state le prime parole del ministro a far reagire le persone raccolte dopo l’attacco, che hanno gridato slogan anti Erdogan e alzato barricate. Per il ministro, «al momento, non è sicuro che l’attentatore «puntasse specificamente ai curdi ma piuttosto a degli stranieri in genere». Forse vero ma detto nel luogo e nella circostanza sbagliata.
Al centro culturale curdo la pensano diversamente. Il portavoce Agit Polat ha affermato: «Una volta ancora le autorità francesi non hanno saputo proteggerci, una volta ancora la Direzione generale della sicurezza interna ci sorveglia invece di assicurare la nostra sicurezza, per noi si tratta di un attacco terrorista, si inserisce in un clima di tensione alimentato scientemente dalla Turchia».
Polat fa riferimento a un altro attacco contro i curdi, avvenuto a Parigi 10 anni fa, il 9 gennaio 2013. Vennero uccise tre donne: la co-fondatrice del Pkk Sakine Cansiz, la membra del Knk Fidan Dogan e la componente del Movimento giovanile curdo Leyla Saylemez. E da subito fu denunciata la responsabilità dei servizi del regime turco.
L’uomo arrestato ieri dopo l’attacco è William M., un francese di 69 anni, ex ferroviere, liberato dal carcere il 12 dicembre dove aveva scontato un anno di pena preventiva per un altro attacco «a carattere razzista». Nel 2021 aveva aggredito con una sciabola un accampamento di migranti, giovani di origine sudanese, ferendone due e distruggendo le tende. Il probabile assassino era sotto controllo giudiziario, in attesa di processo.
Il ministro Darmanin precisa che l’arrestato che era «noto per fatti di ultra-destra, ma non era schedato come radicalizzato né come membro di organizzazioni di estrema destra disciolte». L’uomo molte armi in casa anche se gli era proibito. Una strage evitabile se giustizia e polizia francesi avessero fatto meglio il loro dovere.
Nella notte una veglia funebre e oggi, a Parigi in place de la République e a Marsiglia, altre manifestazioni convocate dal Consiglio democratico curdo, per protestare contro un «attacco terroristico infame che interviene dopo molteplici minacce da parte della Turchia alleata di Daesh».
«I curdi di Francia obiettivo di un odioso attacco nel cuore la Parigi», ha twittato il presidente Macron – «Pensiero per le vittime, per le persone che lottano per vivere, le loro famiglie e amici. Riconoscimento alle forze dell’ordine per coraggio e sangue freddo». La politica istituzionale, segue in coro, salvo la destra di Le Pen, con la leader, Marine, che si complimenta con la polizia per l’arresto. Ma molti mettono sotto accusa il governo. «Ciò che è successo a Parigi deve allertare tutti noi sul pericolo che rappresenta l’estrema destra, dare legittimità al razzismo significa armare gli identitari», la denuncia socialista. La sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, denuncia il proliferare di violenze razziali da parte di militanti di estrema destra.
Per Sos Racisme, «c’è un clima spaventoso tra discorsi razzisti sempre più presenti, atti di violenza e la presenza di 89 deputati di estrema destra, e in un clima di questo tipo un personaggio isolato o teleguidato può entrare in azione».
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