Qatar-Cina: a noi overdose di calcio, a Pechino gas a sprecare sino al 2050

La Repubblica Popolare Cinese ha concluso un importante accordo energetico con il Qatar. L’azienda QatarEnergy fornirà quattro milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto a Sinopec per 27 anni a partire dal 2026. La Russia ‘amica senza  limiti’, ma la saggezza orientale ed il buonsenso strategico impone di diversificare. Cosa che l’Europa patria del capitalismo aveva dimenticato per strada.

Il contratto più lungo mai firmato 

La collaborazione più lunga mai stabilita in questo settore, rileva Giorgio Cuscito su Limes. «Lo scopo di Pechino è diversificare le proprie fonti di approvvigionamento energetico ed essere meno vulnerabile alle turbolenze della Guerra Grande in corso con gli Stati Uniti e ‘l’amica senza limiti’ Russia tra Taiwan e Ucraina». Soprattutto ora che l’invasione russa del paese vicino ha costretto l’Europa a cercare fonti alternative al gas venduto da Gazprom e quindi ha accresciuto indirettamente anche la competizione per il gas liquefatto di più difficile e costoso trasporto.

Cina a tutto gas anche con l’America

Negli ultimi due anni, la Repubblica Popolare ha firmato diversi accordi di lungo periodo per assicurarsi la risorsa gas. Molti persino con compagnie statunitensi, utili anche a soddisfare anche le richieste americane di un interscambio commerciale bilaterale più bilanciato. Nel 2021, la Cina è diventata il più grande importatore al mondo di gnl, con l’Australia che pure è pienamente allineata con Washington in funzione anticinese come primo fornitore, seguita da Qatar e Stati Uniti.

Petrolio dalla Russia

Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina e le sanzioni a Mosca, la Repubblica Popolare è diventato il principale importatore di petrolio russo. Gli obiettivi di Pechino sono almeno tre: incamerare risorse energetiche, alimentare l’economia russa affinché non collassi con i costi del conflitto e accrescere la propria influenza nei confronti di Mosca. «Eppure il Cremlino resta una partner inaffidabile agli occhi cinesi, come testimoniato dalle tensioni emerse tra Xi e Putin durante il famigerato vertice di Samarcanda».

Distanze da Washington e Mosca

L’accordo con Qatar Energy mira a ridimensionare l’esposizione della Repubblica Popolare da Washington e Mosca. In nel più lungo periodo, favorire un’ulteriore crescita del rapporto col Qatar non solo in campo energetico ma anche in quelli infrastrutturale, militare e finanziario. Insomma, altre vie della seta giù dal 2015, quando a Doha è stato aperto il primo centro di compensazione delle transazioni in valuta cinese nei paesi del Golfo.

L’internazionalizzazione dello yuan al pari e oltre il dollaro Usa.

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