Dare il fiore: l’arte delle piccole azioni culturali

Uno scrittore incredibile e gentile, una maestra sorridente a recitare proprio la parte della maestra in uno spettacolo teatrale improvvisato al momento, con i bambini a fare da pubblico e nello stesso momento in scena come protagonisti della pièce. Un esempio poetico e bellissimo di scrittura scenica. Lui, il barbuto e fintamente burbero scrittore, è Roberto Piumini, con la sua voce e la sua classe disegna parole inventando personaggi della fiaba che si dipana davanti a noi che assistiamo al miracolo della bellezza.

Un ricordo di qualche anno fa. La scuola era a Piancastagnaio. Una mattinata indimenticabile, a dimostrare che si può fare promozione alla lettura con fantasia e dolcezza, senza letture forzate o incontri frontali di noia e routine. Ci insegna che il teatro è sempre cura.

Dopo qualche anno, domani, si ricomincia con un progetto straordinario, di diffusione sui territori di cultura fertile. “Leggere rende la vita interessante”, c’è scritto nel comunicato dell’Unione dei Comuni che parla di questa nuova iniziativa nelle scuole e nelle biblioteche: una cinquantina di incontri ad Abbadia San Salvatore, al Vivo d’Orcia, a Piancastagnaio, a Castiglion d’Orcia, a Radicofani e a San Quirico d’Orcia, con una decina di scrittori, giornalisti, illustratrici, cantastorie per bambini (tra chi collabora, ha collaborato o collaborerà in futuro ricordiamo qualche nome oltre a Piumini: Emanuela Nava, Barbara Lachi, Davide Ruffinengo, Vichi De Marchi, Sara Lucaroni, Silvia Borando, Emanuela Da Ros, Bimba Landmann, Valeria Ancione…)

Citando ancora il bel comunicato: “L’idea è quella di modificare la percezione della biblioteca, aprirla a pubblici che magari non la frequentano ancora o non la frequentano più, attraverso il contatto con gli autori in modo da creare una nuova narrazione dei luoghi, dei servizi e delle attività che è possibile svolgervi: quindi non solo biblioteche intese nella loro funzione di infrastrutture per la conoscenza ma veri e propri luoghi sociali”.

Ancora:Il progetto è caratterizzato da una preponderante volontà di integrazione di soggetti, luoghi, persone e servizi del territorio che ha portato a coinvolgere biblioteche ed istituti comprensivi in una comune attività di promozione della lettura.
Le attività sono state progettate in accordo con gli assessori alla cultura dei comuni dell’area, con il supporto del personale del Servizio Associato Biblioteche, Archivi Storici e Musei dell’Unione dei Comuni Amiata Val d’Orcia e dei dipendenti dei comuni associati e grazie alla collaborazione con la libreria e casa editrice Vald’O
”.

Ed è una gioia questa collaborazione. Perché, cari lettori, dopo tanto giornalismo, inchieste, porte sbattute, qualcuna in faccia, progetti di democrazia di informazione e anni e anni a ricamare segni, il senso è questo stare con i piedi su un territorio, farne parte. Per questo ora sono, siamo, Vald’O. Cito un verso perfetto di Gianni D’Elia: restiamo e insistiamo, tra mondo e terra, a dare il fiore.

Già, questo è il fiore.

Così noi ci siamo presi una frase di Simone Weil e ce la siamo incisa nel cuore, come modalità e coerenza: fare del pensiero un’azione. Per vincere l’opacità del tempo e le scorciatoie dei social, dei dibattiti infiniti che restano piantati sullo stesso punto, abbiamo scelto di agire, qui e ora, tra mondo e terra. Affinché il seme, anche sotto la neve, possa avere senso. Per restituire possibilità al futuro. Perché torni la primavera, e questo seme che oggi sembra così piccolo, quasi insignificante, possa diventare una piantina, poi un fiore, insomma vita culturale e sociale nella comunità civile. Il futuro più giusto per i nostri figli.

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