Varsavia, in migliaia contro il governo nazional populista e Super Nato

Più di un milione provenienti da tutta la Polonia in piazza a Varsavia per manifestare contro il governo conservatore guidato dal partito Diritto e giustizia e contro il suo leader Jaroslaw Kaczynski. Una protesta lanciata dall’opposizione che l’ha definita «la più grande da trent’anni».
«La missione dell’opposizione è paragonabile per importanza a quella degli anni ’80 e alla lotta al comunismo dell’epoca, ha detto Tusk, ex presidente del Consiglio Ue, davanti al leader di Solidarnosc Lech Walesa.

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Provenienti da tutta la Polonia, i manifestanti hanno risposto all’appello del leader del principale partito centrista di opposizione, Piattaforma civica, PO, l’ex leader del Consiglio europeo Donald Tusk, a protestare contro «l’alto costo della vita, gli imbrogli e le bugie», l’accusa al governo della destra clericale al potere nella sua rincorda al riarmo –il folle 3% del non ricco Pil nazionale-, per più democrazia, interna, rispetto delle regole Ue su indipedenza della magistratura e libertà di stampa, prime tra tutte. Insomma, più democrazia e meno demagogia nazionalistica e autoritaria, con un premier che si dice  ultra cattolico e che invoca il ritorno alla pena di morte.

La scelta di organizzare la manifestazione il 4 giugno è fortemente simbolica, perché è il giorno a cui si fa risalire il ritorno delle istituzioni democratiche in Polonia, ed è festa nazionale.

Walesa e Solidarnosc

«La missione dell’opposizione è paragonabile per importanza a quella degli anni ’80 e alla lotta al comunismo dell’epoca», ha detto Tusk (che è stato primo ministro del paese dal 2007 al 2014 e presidente del Consiglio europeo dal 2014 al 2019) davanti al 79enne leader di Solidarnosc Lech Walesa, premio Nobel per la pace nel 1983 presente all’iniziativa. A lungo assente dalla scena politica, Walesa ha detto di ‘aver atteso pazientemente’ il giorno in cui il partito nazionalista e il suo leader Kaczynski dovranno andarsene. «Kaczynski, siamo venuti a prenderti. Il giorno è arrivato», ha detto Walesa.

L’appuntamento d’ottobre

La data della protesta, che l’opposizione vede come uno spartiacque nella sua marcia verso un’eventuale vittoria elettorale nel voto di ottobre, è il 34esimo anniversario delle prime elezioni parzialmente libere in Polonia in cui il movimento di Walesa aveva ottenuto 160 seggi alla Camera , il 35% dell’Assemblea, e il 99% dei seggi per i senatori. Elezioni politiche (la data non è ancora stata fissata) indicate come ultima occasione per cambiare la direzione del governo e riavvicinarsi all’Unione Europea, dalla quale il paese è stato più volte accusato di non rispettare lo stato di diritto ed è ormai considerato tra i più euroscettici, al pari dell’Ungheria di Victor Orbán.

Populismo nazional bigotto

Il partito di governo, Diritto e Giustizia, governa dal 2015 e negli anni ha raccolto un grosso consenso grazie a posizioni conservatrici e molto vicine a quelle della Chiesa cattolica, che in Polonia rappresenta la maggior parte dei fedeli, ma anche spendendo molto per le politiche sociali. Allo stesso tempo però il governo di Diritto e Giustizia, attualmente guidato dal primo ministro Mateusz Morawiecki (quello per la pena di morte), è diventato sempre più illiberale: ha approvato leggi molto severe contro l’aborto e si è schierato contro le minoranze, in particolare quella LGBTQ+, ed è accusato dalle istituzioni europee di aver fortemente ridotto l’indipendenza dei tribunali e della magistratura.

Dalla caccia al comunista ai presunti ‘filo Putin’

Tra le tensioni sociali più recenti anche una legge che permette al governo di creare una commissione speciale per indagare su presunte influenze russe in Polonia. Russia molto malvista in Polonia, ma la legge criticata perché alla commissione sono  attribuiti poteri  in base ai quali il governo potrebbe strumentalmente decidere di perseguitare i propri avversari politici con accuse pretestuose ed escluderli dalla vita pubblica per anni. E Tusk è il principale obiettivo di questa nuova commissione, per gli accordi sul gas russo firmari da premier. Gas che ora la Polonia compra dagli Stati Uniti qa prezzo moltiplicato

«Lex Tusk»

I critici hanno iniziato a chiamare ironicamente la legge ‘Lex Tusk’. molti ritengono che la commissione speciale sarò usata dal governo per influenzare le elezioni di ottobre. Guarda caso, i risultati delle sue indagini saranno presentati il 17 settembre, poco prima delle elezioni, e tra le sue facoltà c’è anche quella di bandire politici e funzionari per 10 anni da ruoli che prevedano la gestione di fondi pubblici. La legge è stata firmata dal presidente Andrzej Duda, che fa parte del partito di governo Diritto e Giustizia, il 29 maggio scorso. Dopo molte proteste però, venerdì 2 giugno, lo stesso Duda ha insolitamente proposto degli emendamenti.

Solo esperti super partes e l’esclusione dei parlamentari  della commissione. Gli emendamenti dovranno essere votati, ma intanto la legge entrerà in vigore da lunedì.

Forse un milione e mezzo in piazza

Secondo gli organizzatori a manifestare a Varsavia ci sarebbe oltre un milione e mezzo di persone, arrivate da diverse parti del paese. Le autorità non hanno fornito una propria stima ufficiale. Secondo i media non governativi è una delle più grandi proteste della Polonia post-comunista. Dopo il passaggio della legge sulla commissione speciale, anche altri politici di opposizione, inizialmente dubbiosi, hanno deciso di unirsi alle proteste.

Diritto e Giustizia, per scoraggiare la partecipazione, ha pubblicato un video di propaganda in cui alcune immagini del campo di concentramento nazista di Auschwitz, che si trova appunto in Polonia, venivano associate alla marcia di protesta dell’opposizione. La cosa ha attirato al partito nuove critiche e probabilmente alimentato ulteriormente le proteste.

 

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