Biden e l’Armageddon nucleare, il giorno del Giudizio Universale: allarmi reali e paure strumentali

Il presidente Usa parla della minaccia nucleare russa, citando l’Armageddon, il giorno dello scontro fra il bene e il male prima del Giudizio Universale. Cosa vogliono dire le sue parole? Come salvare la faccia a Putin prima di spingerlo alla disperazione dell’uso di armi nucleari tattiche. Da qui l’altalena della politica Usa anche nei confronti di certe spinte ucraine ritenute eccessive. Michele Marsonet.

Armageddon, Giudizio Universale

Joe Biden ha usato per la prima volta il termine “Armageddon”, lasciando intendere che in Europa potrebbe scoppiare una guerra nucleare innescata dall’invasione dell’Ucraina. Una simile eventualità viene presa in considerazione non solo dagli specialisti, ma pure dalla gente comune. Ne sento parlare nei negozi e nelle conversazioni quotidiane. Segno, questo, che la paura della gente è reale, e tutti temono che tale sia la soluzione che Putin adotterà per vincere una guerra in cui il suo esercito si è dimostrato molto inferiore alle attese.

Vincere senza umiliare Putin

Il capo del Cremlino ha più volte affermato che la Russia non può permettersi una sconfitta, pena la perdita del suo status di superpotenza globale. Del tutto naturale la conclusione. Se le armi convenzionali non sono sufficienti, bisogna ricorrere all’enorme arsenale atomico di cui Mosca tuttora dispone, con tutti i pericoli che ciò comporta.
Con ogni probabilità verrebbero utilizzate sul suolo ucraino le cosiddette “armi nucleari tattiche””. In teoria esse hanno un impatto più limitato di quelle classiche. Dovrebbero infatti colpire soltanto obiettivi militari precisi, lasciando intatto il territorio circostante. Ma è possiamo fidarci?

Bomba atomica ‘piccola quanto’?

In realtà è noto che il fall-out nucleare non è mai controllabile completamente, e che la nube radioattiva, per quanto piccola sia, è destinata a viaggiare e ad espandersi. Ne consegue, tra l’altro, che sarebbe colpita anche la stessa Federazione Russa, che con l’Ucraina ha un lungo confine comune.
Il problema è capire se Putin sia disposto a danneggiare pure il suo stesso Paese. Biden, che lo conosce bene dai tempi in cui era il vice di Barack Obama, ritiene di sì, e invita a non pensare che lo zar moscovita stia bluffando. A causa dei rovesci subiti sul campo, potrebbe tentare quest’ultima carta, anche se è dubbio che lo condurrebbe alla vittoria. Si rammenti, infatti, che in caso di attacco atomico russo gli USA minacciano di reagire colpendo la Russia con le stesse armi e, a questo punto, diverrebbe assai difficile parlare di una vittoria qualsiasi.

Ucraina molto armata e aggressiva

Tra l’altro, i commandos e i servizi segreti ucraini stanno dimostrando di essere assai più efficienti di quelli di Mosca. Una clamorosa conferma giunge dall’attentato che ha messo fuori uso il ponte che univa la Crimea alla Federazione Russa, mettendo quest’ultima in grave difficoltà. E, a questo punto, è plausibile ipotizzare che siano stati ancora gli ucraini a sabotare i due oleodotti Nord Stream 1 e 2. Di sicuro hanno dimostrato di averne la capacità.

L’Apocalisse di San Giovanni

Notevole il fatto che Biden abbia fatto ricorso a una simbologia di tipo religioso. Armageddon è infatti nominata nella Apocalisse di San Giovanni. Si tratterebbe, secondo l’interpretazione più accreditata, di “Tel Megiddo”, una località in Israele assai vicino a Nazareth. Nel testo, che è l’ultimo del Nuovo Testamento, si dice che, alla fine dei tempi, vi verranno convocati tutti i sovrani della Terra per combattere, su ispirazione di Satana, l’ultima battaglia contro Dio. Si tratterebbe quindi della battaglia conclusiva tra il Bene e il Male.

Simbologie e pericoli reali

L’immagine ha senza dubbio un forte potere evocativo, ed è quindi ovvio che abbia impressionato l’opinione pubblica. Tralasciando la simbologia religiosa, è chiaro che siamo di fronte a un pericolo reale. Putin subisce forti pressioni da parte dei molti “falchi” che gli stanno attorno e, compiuti i 70 anni, potrebbe essere indotto a cedere alla tentazione di trascinare tutti in un precipizio da cui risulterebbe difficile uscire.

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