«Difesa comune», dall’Ue 7,9 miliardi. E la beffa Fep: ‘Facilità europea per la pace’

Fed, Fondo europeo di difesa, che nel giugno 2021 ha ottenuto un finanziamento Ue di 7,9 miliardi di euro nel bilancio 2021-27. Scopriamo dal burocratese di Bruxelles che l’Unione investe 1,2 miliardi di euro in ‘61 progetti di cooperazione industriale della difesa’, e che a spartirsi quei soldi saranno 700 imprese di 26 paesi Ue più la Norvegia. Svezia e Finlandia in lista di attesa. Infine, sapore di beffa, Fep, ‘Facilità europea per la pace

Lista della spesa per pessime intenzioni

L’Ue che non era stata capace di raggiungere rapidamente un accordo si solidarietà per i vaccini salvavita nei tempi della moria Covid, si esprime al meglio nel peggio. I settori di intervento ‘Fed’ (sigla da mille possibili confusioni): «prossima generazione di aerei da combattimento, carri armati, veicoli e navi blindate, nuove tecnologie “di rottura” (quantiche, nuovi materiali), Intelligenza artificiale, cloud, semi-conduttori, cyber-spazio, contro misure mediche». Il Fed, aggiungono da Bruxelles ad aumentare eventuali inquietudini pacifiste sopravvissute, ovviamente oltre le politiche nazionali, «spesso molto dipendenti dagli Usa». Che non sia mai che qualcuno al Pentagono si arrabbi.

Tra finestre e scioglilingua

Sviluppo congiunto di attrezzature e tecnologie per la difesa’. Due strutture finanziarie, chiamate “windows”. Una ‘finestra’ per finanziare progetti collaborativi e una seconda ‘finestra’ (capability window) per le fasi successive alla ricerca e sviluppo. Terza ‘finestra’, le cosiddette ‘disruptive technologies’, tecnologie capaci di rivoluzionare il funzionamento di un mercato o di un settore. Tutti i Paesi UE concordi a prendere, divisi invece sulla partecipazione dei Paesi terzi al Fondo. Paesi come Polonia, Svezia, Stati baltici che hanno spinto per l’apertura ai Paesi terzi, ad intendere Stati Uniti e Regno Unito. Ma dato l’alto livello di dipendenza militare dalle attrezzature statunitensi, l’accesso delle società Usa al Fondo europeo risulterebbe decisamente contradditorio.

Senza un esercito e senso del ridicolo: Pesc, Fed e Fep

«La Ue non ha un esercito, ma punta ad una politica comune di difesa. C’è un Alto rappresentante della politica estera e di difesa, Mr.Pesc, oggi Josep Borrell (dopo l’italiana Mogherini)», leggiamo nel comunicato Ue, ma non udiamo applausi. Non solo ‘Fed’ (per fare la guerra), ma anche ‘Fep’ per fare la pace.  Nel marzo 2021 è nata la Fep, ‘Facilità europea per la pace’, con 5 miliardi «per finanziare dimensione militare e politica estera». Tra la contraddizione palese e la presa in giro. E di male in peggio (caduto ogni senso della misura e del ridicolo), dal 25 marzo lo ‘Strategic Compass, con obiettivi di sicurezza verso il 2030’. Triste epilogo di un’Europa che si è abbandonata al sopravvivere senza valori politici alti.

L’Ue si arma ma è la Nato a comandare

Inizio anno a guerra Ucraina appena iniziata. «L’Ue accelera sulla difesa comune, nel solco della Nato», Vertice Nato col ver5o comandante in capo presente. E Joe Biden parla di ‘Bussola strategica’, difficile orientamento nella tempesta dei sospetti tra alleati un po’ troppo costretti. Ognuno con suo interesse nazionale da difendere.

La ‘Bussola strategica’ di Biden

«La ‘bussola strategica’ -riferiva Anna Maria Merlo sul Manifesto del 22 marzo-, è stata rafforzata, per difendere vigorosamente gli interessi della Ue sulla scena mondiale, in particolare verso la Russia, che minaccia direttamente e a lungo termine la sicurezza Ue»- Mancava solo l’antica dichiarazione di guerra di ambasciatori col pennacchio ed era fatta. Ma Putin la guerra vera ‘l’aveva drammaticamente già iniziata.

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