Ungheria modello pericoloso, memoria, storia e inciampi
L’Ungheria tra le due guerre mondiali, follia di un regno senza Re.
-L’ammiraglio Horthy e la vocazione autoritaria, il fascismo e la sconfitta.
-Il dimenticato István Bibó.
L’Ungheria tra le due guerre mondiali, follia di un regno senza Re.
-L’ammiraglio Horthy e la vocazione autoritaria, il fascismo e la sconfitta.
-Il dimenticato István Bibó.
Visegrad: chi sono e cosa vogliono i Paesi del club ribelle d’Europa.
-Ostilità verso i migranti e insofferenza crescente nei confronti della Ue (da cui hanno avuto un fiume di denaro): Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia fanno quadrato.
-Bruxelles guarda con diffidenza, Roma giallo verde con simpatia.
Ungheria paese chiuso ai migranti che non esiterà a punire anche i suoi cittadini che in, varia misura, potrebbero aiutare chi scappa da altri paesi o cerca migliori occasioni per la propria vita. E così dopo per aver costretto la fondazione Open Society, del magnate ungherese, a lasciare il paese magiaro, il premier Viktor Orban vincitore delle elezioni dell’8 marzo, ora è passato ulteriormente a stringere le viti della repressione.
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‘Democrazia illiberale’ alla russa Vittoria scontata con qualche problema sui numeri. Ancora Viktor Orbán ce l’ha fatta, il premier nazionalconservatore e sovranista ungherese, secondo i dati delle elezioni legislative conquista…
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ORBAN COL TRUCCO, rivendica comunque la vittoria del No ad un quesito referendario truccato già nella domanda. Più o meno come, “Vuoi che la Ue possa importi qualcosa anche se a te non piace?”. A domanda scema, un No di pancia, mentre il Paese che pensa -quasi il 60 per cento- il suo No a Victor Orban la ha detto con il non voto. La paura del migrante e l’anti unione europea sostenute dal governo dell’ultra destra, hanno incassato circa 3 milioni di voti sugli oltre 8 milioni aventi diritto. I referendum pericolosi, da Brexit al prossimo referendum italiano di Natale.
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Ungheria, a pochi giorni al referendum del 2 ottobre sulle quote di rifugiati proposte dall’Ue, la campagna del governo di Budapest contro l’immigrazione si sta facendo cattiva grazie all’uso di un linguaggio ancor più aggressivo, di esagerazioni e di disinformazione, denuncia Voxeurop. Nella foto il primo ministro Viktor Orbán mentre ‘ispeziona’ il confine blindato tra la Bulgaria e la Turchia a Lesovo.
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I confini balcanici che tornano ed essere frontiere dopo essere stati fronti e trincee. L’Europa meno ricca e stabilizzata. L’assenza di una politica europea sul tema dell’immigrazione ha fatto regredire i rapporti fra gli stati più esposti. Quei Balcani dove i profughi furono prodotti in casa
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Dopo l’Ungheria che sta completando la barriera di reti e filo spinato lungo i 175 chilometri lungo il confine con la Serbia, anche la Macedonia sta pensando di bloccare le frontiere con la Grecia. Scusa ufficiale i profughi. Ragioni politiche profonde, le vertenza sul nome di ‘Macedonia’.
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L’ungherese che dice no ai migranti. Viktor Orbàn, il primo ministro di Budapest emblema di quel pezzo d’Europa -‘Blocco dell’Est’- che si sta opponendo all’accoglimento dei profughi dimentica di quanto, in anni non tanto lontani, aveva ricevuto da un’Europa persino troppo generosa con loro
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Brutta storia che forse è solo una sbandata politica ma che potrebbe essere molto di peggio. Scopriamo che i Paesi post-comunisti, recuperati non troppo tempo fa alla libertà e al benessere dalla solidarietà altrui, ora si isolano tra contrapposti nazionalismi con l’aggiunta di derive xenofobe
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Chi sono, quanti sono e da cosa fuggono quegli esseri umani dolenti che stanno invadendo l’Europa dall’Asia mediorientale? Parliamo dei siriani e della loro fuga da una guerra infinita tra crudeltà indicibili. I siriani, a isolare il caso più clamoroso di profughi di guerra e dalla follia Isis
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Sì del Parlamento di Budapest alla barriera sul confine serbo per arginare la pressione migratoria. Una barriera di filo spinato lungo i 175 chilometri della frontiera fra Ungheria e Serbia. La legge contestata a livello europeo ha avuto i voti anche degli estremisti nazionalisti di Jobbik.
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Non tutti sanno e pochi ricordano che la ‘Cortina di ferro’ subì la prima breccia e di fatto cadde il 2 maggio 1989 in Ungheria, a Hegyeshalom, a 170 chilometri da Budapest e 80 da Vienna. 350 chilometri di reticolati, e muri lungo la frontiera con l’Austria. Allora per impedire di uscire
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Mentre i Paesi dell’Unione Europea continuano a litigare sulla distribuzione delle quote dei migranti in fuga dall’Africa e dal Medio Oriente, nel Vecchio Continente Budapest minaccia la costruzione di una barriera con la Serbia per fermare il passaggio di immigrati clandestini
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Qualcuno è così matto che vuole lo scontro armato con Mosca? Il Pentagono intende inviare uomini e mezzi lungo i confini che separano la Russia dall’Europa. Una strategia destinata a inasprire le tensioni tra l’Alleanza Atlantica e il Cremlino. Qual’è la logica dell’azzardo occidentale e Nato?
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Ungheria al voto, trionfa Orban. I conservatori del partito Fidesz raggiungono una maggioranza di due terzi nel Parlamento. L’estrema destra xenofoba oltre il 20 per cento. Nei sondaggi Ue socialisti e popolari pareggio. In Italia Pd in testa, Grillo soltanto terzo dopo Berlusconi non candidato
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