TV ucraina di guerra con trionfalismi a perdere e ascolti da dissenso

Da quasi due anni ‘Telemaratona’ racconta al pubblico ucraino, 24 ore su 24, come sta andando la guerra, ma i suoi toni tropo enfatici e patriottici sono diventati un problema…

Leggi Tutto
Guerra televisiva, bombardamento a tappeto

Tutto il giorno devastati da talk show e altri salottini mediatici in cui personaggi talvolta ambigui, spesso senza alcuna preparazione, straparlano di virus, di terrorismo o di guerra. Indifferentemente. È…

Leggi Tutto
Manifesto per un nuovo Servizio Pubblico e la qualità della comunicazione

Subito dopo i successi di Sanremo, ma coscienti delle problematicità generate dalla esistenza in vita di un “servizio pubblico” che deve giustificare il suo ruolo anche oltre la settimana canora, gli “anziani esperti” di ADPRAI, aiutati da alcuni cultori della materia, hanno dato alle stampe il “Manifesto per un nuovo servizio pubblico e la qualità della comunicazione”.

Leggi Tutto
Tv delle lor brame, ormai avete perso quasi tutto il reame

Il discorso alto e colto lo fa Oliver Burkeman, su The Guardian. Ma il fatto che le televisioni possedute o rubate dalla politica avessero perso potere di convincimento era ormai palese. Salvo coltivare attraverso la Tv spazzatura quel populismo incolto e qualunquista che ha prodotto i Trump e i troppi simili attorno.

Leggi Tutto
Premio «Io c’ero» per Cicci e Picci, e la Belgrado segreta

Raccontini ini ini oggi, cosucce estive di una decina d’anni fa, con un minimo sforzo di ricollocazione storica da parte vostra rispetto ad una Rai che forse non esiste più, e anche una certa parte di Belgrado che, dopo averla bombardata esattamente 20 anni fa, abbiamo trovato più conveniente dimenticarla. Nulla di troppo serio, parola d’onore.

Leggi Tutto
Memoria di supermercato televisivo da dietro il teleschermo

‘Raccontini’ il titolo della rubrica: raccontare senza la pretesa di trasmettere contenuti. Semplici storie. Come proporre paesaggi d’epoca, a saper stendere le parole con la morbidezza di un pennello. Curiose cartoline d’altri tempi. La memoria come obbligo nei confronti di se stessi di fronte a modelli di vita votati al consumo dell’oggi e alla proposte mirabolanti per uno splendido domani. Anche in politica, oggi, è tutto futuro. Forse per il passato troppo incerto di molti.

Leggi Tutto
Giornalismo: imparare raccontando quello che si impara

Riflessioni sul mestiere che amo, seduta sul ciglio della Francigena, ascoltando mille storie, progettando riviste e crescendo come donna e come giornalista.

Leggi Tutto
Poco e pasticciato estero nei Tg

‘Illuminare le periferie’, le periferie del mondo, oltre l’uscio di casa. Analisi delle edizioni di prima serata di TG1, Tg2 e TG3 per le reti RAI; Tg4,Tg5 e Studio aperto per Mediaset, e il Tg La7. Quanto mondo, quanti ‘esteri’ nella nostra informazione televisiva. Cresce un po’ l’informazione estera, ma sempre attorno ‘a casa’.
Sulle migrazioni, informazione sui luoghi di transito senza il prima e il dopo.
Anche su conflitti e terrorismo «Il racconto risulta frammentato»

Leggi Tutto
L’«Ecco-cronista» nell’epoca delle bombe d’acqua

Nel giornalismo delle bombe d’acqua (mai di cemento) e del dolore, spiccano due figure mitologiche che incarnano perfettamente gli insegnamenti e il futuro dell’informazione: l’Ecco-cronista e il Microfo-cronista. Polemos si insinua tra le pieghe di queste nuove specie mimetiche, evoluzioni culturali compatibili al dispositivo.

Leggi Tutto
La Tv che cresce le paure del paese più fragile chiuso in casa

Talk del pomeriggio, tutti a dichiarare di voler aprire una finestra sulla vita. Poi l’affollamento di omicidi e “misteri”, balconata sulla morte…
Tutto l’insieme, la pubblicità, l’ansia trasmessa, l’evocazione del mostro, gli omicidi… a rimandare l’immagine deformante di un paese vecchio, asserragliato in casa, tra mille paure.

Leggi Tutto
Perché la ‘tv leggera’ produce certa spazzatura

NON SOLTANTO PEREGO. Problema dell’intrattenimento leggero in Rai e non solo. La ‘pancia molle’ della vecchia televisione. Milioni di euro di pubblicità, ‘accompagnati da stimoli verso sentimenti, convinzioni, abitudini mentali, paure, e anche propensioni al voto di parti rilevanti della popolazione, soprattutto donne, anziani e persone meno colte’.
Chi fa quella Tv? ‘Giornalisti trasformati in autori (per guadagnare di più), programmisti che fanno i giornalisti e non vengono riconosciuti (per pagarli di meno). Autori senza un codice etico, il decadimento delle capacità di controllo delle gerarchie aziendali, e del conseguente aumento del potere esterno, soprattutto agenti e case di produzione’.
Andrea Melodia da leggere.

Leggi Tutto
Non solo Perego: la Rai del vuoto a perdere

Scoppia il caso Paola Perego, e l’Italia ‘normale’ (se ha ancora senso la parola) scopre che simile scemenza esisteva e andava in onda. Adesso il Dg Rai (che scopri esiste) annuncia: ‘Parliamone sabato’ chiude. Bufera dopo la trasmissione sulle donne dell’est da marito, nella rubrica della Vita in diretta, che umilia il mondo femminile con costante pettegolume scemo. La presidente Rai Maggioni si offende da donna. Dg e Presidente, scopriamo, non guardano la Tv che producono e cosa mettono in onda in certe fasce orarie.

Leggi Tutto
Referendum in tv: ‘tempo di parola’ beffa sul bla bla reale

Referendum, tre consiglieri di amministrazione Rai protestano con la presidente Maggioni: “Favorito il sì”. Lei prova a smentire usando il trucco tra ‘tempo di parola’ concesso ai sostenitori delle due ipotesi referendarie, ed il tempo reale in cui il presidente del consiglio -esempio non a caso- infila il sì al referendum in qualsiasi circostanza e occasione in cui compare con cadenza quotidiana

Leggi Tutto
L’informazione e la Rai, un futuro credibile?

Criticità diffuse: sfiducia nelle istituzioni, populismo, disaffezione verso l’Europa, trovare lavoro e fonti di informazione affidabili, quindi anche la Rai. Andrea Melodia, esponente dell’Ucsi, stampa cattolica, sulla Rai, di cui è stato dirigente, vola alto senza senza però concedere sconti sulle cose che andavano e andrebbero fatte che sono state invece accantonate. Pezzo da ‘terza pagina’, dopo le ire di Remocontro ieri, sulla scemenza di vincoli contrattuali violati nel caso Semprini per puro ‘bullismo dirigenziale’.

Leggi Tutto
La Rai e le regole: dopo i superstipendi i dirigenti esterni

Prima la bagarre ferragostana sui superstipendi che alla fine non ha tolto un soldo di tasca a nessuno. Con la vendemmia arriva il pasticcio delle assunzioni di dirigenti esterni fuori da regole e procedure, accusa l’Autorità Nazionale Anticorruzione. Problemi sempre più evidenti di credibilità da parte di un gruppo dirigente che sembra aver interpretato il rinnovamento dei vertici aziendali con l’assunzione di amici degli amici o personali o aziendali.

Leggi Tutto
Il terrorismo non nasce col Califfo e non morirà con lui

LA STORIA PRIMA DELL’EFFETTO EMULATIVO MOLTIPLICATORE DI TV E WEB.
Chiamati troppo spesso col nome sbagliato di terrorismo, gli attentati, le stragi si susseguono. Le ultime con alcune caratteristiche il comune. Nizza o Monaco o Ansbach o Stati Uniti, ognuna è stata eseguita da una sola persona; ogni esecutore ha un vissuto di emarginazione, instabilità psichica, piccoli reati, nessun contatto verificato con organizzazioni islamiste jihadiste, anche se gli attacchi di Orlando e Nizza sono rivendicati da Daesh, non nuova a rivendicare azioni altrui. Un breve salto nel passato utile per una più mirata analisi del fenomeno.

Leggi Tutto