Trump crede di poter rompere l’asse Russia-Cina?

Putin visiterà la Cina all’inizio di settembre. Un alto funzionario del governo di Pechino ha fatto trapelare la notizia. E non si tratta del solito viaggio fatto per ribadire la…

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2 agosto, Bologna ma non solo, gli attentati sui treni italiani

2 agosto 1980, strage alla stazione di Bologna. Da Trento a Bologna, storia degli attentati sui treni italiani, ricostruzione di Saverio Ferrari sul Manifesto. Trent’anni di sangue. 1967-1984: la strategia della tensione corre sui binari. 36 attentati in meno di trent’anni e 4 stragi. I morti sono stati 121 (85 solo a Bologna), i feriti 598. Poi nel ’93 da Capaci inizia l’offensiva stragista di Cosa nostra contro lo stato

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Sri Lanka ancora bombe e dubbi, vendetta dopo la Nuova Zelanda?

Lo Sri Lanka conta le vittime, almeno 310 a salire e all’allerta permanente. Ieri nella capitale Colombo è scoppiata un’altra bomba. Il governo, da tempo preda di un feroce scontro politico, punta l’indice su un gruppo islamista locale.
-Ma le tensioni interne e quelle internazionali attorno sono molto più complesse di quanto appare.

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Midterm, elezioni con pacchi bomba per Obama, Clinton e Cnn

Pacco rimosso dal Time Warner Center, evacuata la sede del network tv. Propaganda di destra nella busta per il governatore Cuomo.
-New York accusa Trump senza nominarlo: «Atmosfera di odio».
-La strategia repubblicana per il voto: ‘America vicina all’apocalissi socialista’

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Stato Islamico predatore mutante

Vittime che ancora rivediamo, stese sul selciato delle Ramblas, nelle riprese spesso crudeli dei videotelefonini che ormai testimoniano il mondo. Barcellona, la Spagna, e domani a chi tocca?
Nel frattempo il terrorismo che si ripete macabro e crudele, in realtà muta.

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Il Putin pensiero sul mondo al ‘think tank’ russo

Potrà piacere o non piacere, tranquillizzare o far paura, ma certo Vladimir Putin, le idee sul mondo le ha chiare, soprattutto se confrontate con quanto sentiamo di politica estera dai due candidati Usa alla presidenza. Putin al Valdai Discussion Club, ogni anno, dal 2004, il ‘think tank’, il serbatoio di pensiero russo. Da allora a Sochi, più di 900 rappresentanti della comunità scientifica internazionale da 62 Paesi. Sulla Siria parole particolarmente dure: «È indecente dare la colpa alla Russia di quanto sta accadendo in Siria».

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Isis sta perdendo la guerra ma altri perdono tempo. Perché?

Orteca su medioriente e Isis. Differenti chiavi di lettura sull’andamento della guerra contro il Califfato. Per qualcuno gli alleati speculano e stanno perdendo solo tempo. Col Califfato trasformato in una sorta di “campo neutro” sul quale Stati Uniti e Russia in primis, e a seguire tutti gli altri, vanno a giocare la loro reale partita di potere nell’area. Ma secondo gli israeliani c’è una palese sottovalutazione delle forze “residue” del Califfato. Errore sia dei russi che degli americani.

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Perché ad Aleppo si decide la guerra in Siria

Tregua ad Aleppo di tre ore al giorno, per permettere l’ingresso dei convogli umanitari. Non è ancora il cessate il fuoco di 48 ore chiesto dall’Onu per rimettere in funzione almeno la rete idrica e quella elettrica, in una situazione che minaccia epidemie. Una tregua che giunge dopo l’ incontro a San Pietroburgo tra il presidente turco Erdogan e quello russo Putin, i due ex grandi nemici che da anni in Siria si fanno la guerra per interposta persona. 

MA PERCHÉ ALEPPO?

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Jihadisti in franchising. Così Isis ha cambiato la filosofia dal terrore

QUASI PREVEGGENZA SU QUANTO ACCADUTO NELLA NOTTE A PARIGI. Una volta il Ramadan era considerato un mese di tregua, oggi è vero il contrario. Isis avrebbe lanciato il segnale atteso ai lupi solitari, i terroristi in sonno. Potenziali killer di massa, spesso senza collegamenti stabili o continui con le centrali del terrore. Terroristi in “franchising”. Agiscono da soli, e subito dopo l’Isis si limita a mettere il suo “marchio di qualità” su qualsiasi attentato.

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SPIGOLATURE 4
Lotta al terrorismo
e guerra alla stupidità

Lotta al terrorismo e guerra alla stupidità (o alla malafede) propone Massimo Nava da Parigi. Dopo l’editoriale di ieri sul Corriere della Sera, Nava sceglie RemoContro per sollecitare i militaristi faciloni a ragionare di strategie e priorità. Le condizioni per una vera e vincente guerra a Isis

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