Il cecchino innamorato nella Sarajevo assediata
Sarajevo 1994, credo di ricordare, terzo anno di guerra. Strana storia quella raccontata, e strana la storia di come nasce quel racconto. Francesca de Carolis, da autentico gatto randagio gira e guarda di qua e di là, e poi le cose che sceglie divengono sue. Ad esempio il racconto di un collega che la Sarajevo assediata frequentava negli allucinanti anni della guerra.
La strana storia di un cecchino raccontata ad una collega fuori dagli eroismi di guerra. Storia lieve di un mancato reportage per il Tg1, per l’impossibilità di dare immagini a quella favola nell’orrore. Il racconto, riesumato da Francesca de Carolis tra le mille belle cose del suo scrivere, ne nasconde un altro, quello dell’inviato speciale amico del cecchino innamorato a Sarajevo.
Quel reporter che forse un giorno di quella strana storia ne avrebbe scritto (o forse segretamente qualcosa scrisse), ma che forse, letta la rivisitazione del cecchino innamorato fatta di Francesca, non volle entrare in gara col bel racconto che state per leggere. Perché anche nei racconti, c’è differenza tra la poesia e la prosa. Oggi poesia, e non sia mai che un giorno arrivi la prosa.
