Cecchini a Sarajevo: bersagli per ricchi assassini, anche italiani

Chi ha vissuto almeno parte dei quattro anni tra il 1992 e il 1995 nella Sarajevo assediata, la parola chiave del vivere e sopravvivere era ‘sniper’, cecchino, e tu eri…

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Bosnia al voto tra divisioni etniche, spinte secessioniste e caos politico

Tra divisioni etniche sempre più marcate e a quasi trent’anni dalla guerra, la Bosnia-Erzegovina al voto per le elezioni generali tra minacce di secessione e timori di nuovo caos politico….

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Troppe guerre e troppi trombettieri che la guerra vera non hanno mai visto

Oggi è la festa nazionale dei bersaglieri e la celebrazione inevitabilmente inciampa nell’enfasi guerresca dei tempi. Col nemico che te lo cerchi in casa. Per schieramenti che da ideologici diventano…

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Assedi e stragi. Sarajevo, la storia e la memoria corta

Markale, mercato rionale nel centro di Sarajevo, subito dietro la cattedrale cattolica lungo viale Maresciallo Tito, 5 febbraio 1994, ore 12.10. Una sola bomba da mortaio piombata dall’alto tra i…

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Sarajevo, Bosnia, luglio 1992. Casse di proiettili vuote per giocare a serbi contro bosniaci

Questo articolo di Faruk Sehic, poeta, scrittore e giornalista bosniaco, fa parte di una serie di Voxeurop dedicata ai trent’anni dalla dissoluzione dell’ex Jugoslavia cominciata nel giugno del 1991 con…

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Sarajevo piange Jovan Divjak, il generale serbo che scelse l’umanità contro il nazionalismo e difese la città
Sarajevo piange Jovan Divjak, il generale serbo che scelse l’umanità contro il nazionalismo e difese la città

Sarajevo piange zio Jovo. Muore a 84 anni Jovan Divjak, il generale serbo che al fianco dei bosniaci difese la città nei 1.425 giorni di assedio. Per alcuni di noi,…

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Sarajevo, 3 ottobre 1993 sul ponte di Vrbanja

Quel maledetto 3 ottobre era domenica e a Sarajevo già faceva un freddo boia. Il ponte Vrbanja sulla Miljacka che scorre attraverso Sarajevo, è ormai diventato fronte di guerra tra…

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Sarajevo all’ultimo respiro, capitale più inquinata al mondo

Per alcuni giorni a inizio dicembre, Sarajevo è stata la capitale più inquinata al mondo, almeno secondo i dati forniti dalle ambasciate statunitensi che badano alla loro salute. L’AQI, Air Quality Index.
-Peggio della Bosnia solo Kim Jong.-un. La colpa della ‘ćevabdžinica’.

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Nato nei Balcani vuole la Bosnia, a colpi di provocazione verso cosa?

La Nato apre alla Bosnia per chiudere a Putin la porta dei Balcani. Sarajevo è stata invitata ufficialmente ad aderire alla Nato.
-Una mossa di rottura che punta a scavalcare l’opposizione dei serbo-bosniaci.
-E isolare la Russia, che dalla Macedonia al Montenegro, sta perdendo terreno nei Balcani

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Il gatto di Admira nella Sarajevo crudele dell’assedio

Gatto randagio oggi, invece del suo solito remare contro, ci propone un vero racconto, breve ma impegnativo.
Racconto comunque alla Francesca de Carolis, che mica può scrivere direttamente, come abbiamo fatto in molti, della tragedia dei due fidanzatini di Sarajevo uccisi sul ponte della fuga dall’assedio.
No, la storia di Admira, ragazza musulmana, e Bosko, ragazzo serbo, nella Sarajevo di quei maledetti primi anni ’90, ce la propone attraverso gli occhi di ‘Yellow’, gatto bosniaco, privato delle coccole di Admira, che vive quella sparizione e si interroga.
Vale la pena di leggerlo e di andare col cuore e la memoria in quella Sarajevo di follia e disperazione tra il 1992 e il 1995, assaggio di odi che si riaffacciano in troppe parti d’Europa.
Chi sta mettendo in pagina il racconto di Gatto randagio e che il quella Sarajevo dei troppi Admira e Bosko c’era, ha i lucciconi agli occhi per ieri, e anche tanta paura per l’oggi e il domani prossimo.

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Turchia alla riconquista dei Balcani, Erdogan a Sarajevo

Il presidente turco Erdogan a Sarajevo, ex impero ottomano. «Guiderò l’islam nei Balcani, gli attacchi dell’Europa non ci divideranno».
-Il leader turco in Bosnia Erzegovina ha fatto leva sulle radici musulmane comuni in una parte di quei territori per allargare l’influenza nella regione.
-E a caccia di voti per le elezioni politiche e presidenziali di giugno.

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New York Times, nei Balcani prove di nuova guerra fredda

Il prestigioso quotidiano liberal americano nei Balcani a riscoprire vecchi nemici di lettura atlantica con nomi aggiornati dopo Milosevic.
– La Russia, dicono analisti di scuola americana, starebbe espandendo la sua influenza favorendo le tensioni etniche in paesi che sperano di entrare nell’Unione europea.
– Ed è per questo, sempre valutazione NYT, che l’Unione europea ha deciso opportunisticamente di tornare a parlare di allargamento per i Paesi dei Balcani sinora esclusi.
– Ma chi sa quando.

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La Sarajevo eroica oltre l’assedio muore di imbecillità nazionalista

Una cronaca commento di Azra Nuhefendić su Osservatorio Balcani e Caucaso che collegando tra loro quelli che appaiono piccoli fatti, descrivono il declino di una città che tanta parte ha avuto nella storia e nel cuore dell’Europa, per scelta di una classe politica reazionaria, corrotta e stupida.
– Azra Nuhefendić è una giornalista e scrittrice bosniaca che ora vive a Trieste.
– La Sarajevo di cui racconta è la città che alcuni di RemoContro hanno condiviso e amato in tempi terribili.

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Italia-Bosnia, bambini di guerra, orfani di pace

Balcani 1992, in piena guerra bosniaca. Dall’orfanotrofio della Sarajevo sotto attacco, partono 46 bambini per essere accolti in Italia. Non hanno mai più fatto rientro in Bosnia nonostante alcuni di loro avessero genitori ancora in vita.
Antica ferita ancora aperta riproposta dalla TGR Rai, col seguito di qualche polemica, antichi sospetti e speranza di soluzione a 25 anni dai fatti.

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Remocontro a Tv2000 su Sarajevo e Srebrenica – VIDEO

Sarajevo e Srebrenica, la Bosnia litiga con la storia.
Milorad Dodik, presidente della Republica Srpska, l’entità serba della Bosnia, contesta il racconto ufficiale della Bosnia-Erzagovina sull’assedio di Sarajevo e sul massacro di Srebrenica e la parola genocidio.
Polemiche storiche di schieramento e rischio negazionismo.

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Il cecchino innamorato nella Sarajevo assediata

Sarajevo 1994, credo di ricordare, terzo anno di guerra. Strana storia quella raccontata, e strana la storia di come nasce quel racconto. Francesca de Carolis, da autentico gatto randagio gira e guarda di qua e di là, e poi le cose che sceglie divengono sue. Ad esempio il racconto di un collega che la Sarajevo assediata frequentava negli allucinanti anni della guerra.
La strana storia di un cecchino raccontata ad una collega fuori dagli eroismi di guerra. Storia lieve di un mancato reportage per il Tg1, per l’impossibilità di dare immagini a quella favola nell’orrore. Il racconto, riesumato da Francesca de Carolis tra le mille belle cose del suo scrivere, ne nasconde un altro, quello dell’inviato speciale amico del cecchino innamorato a Sarajevo.
Quel reporter che forse un giorno di quella strana storia ne avrebbe scritto (o forse segretamente qualcosa scrisse), ma che forse, letta la rivisitazione del cecchino innamorato fatta di Francesca, non volle entrare in gara col bel racconto che state per leggere. Perché anche nei racconti, c’è differenza tra la poesia e la prosa. Oggi poesia, e non sia mai che un giorno arrivi la prosa.

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