Gli acquattati
Ac|quat|tár|si, rannicchiarsi in un luogo nascosto: acquattarsi dietro qualcosa per non farsi vedere. Dicesi di persona che si mette in una zona d’ombra in attesa di eventi che consentano un…
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Ac|quat|tár|si, rannicchiarsi in un luogo nascosto: acquattarsi dietro qualcosa per non farsi vedere. Dicesi di persona che si mette in una zona d’ombra in attesa di eventi che consentano un…
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Sarà breve questo Polemos, per non sentire il peso della storia che ci grava sulla coscienza, per non infierire sulle nostre sconfitte epocali, ma non arrendersi all’evidenza di ciò che…
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L’anno si è concluso con coerenza. E il nuovo comincia con altra violenza. C’è da restare attoniti. E ho paura che sia solo l’inizio di una tragedia la cui rappresentazione…
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Il poeta e paesologo Franco Arminio, qualche giorno fa, si è stupito di fronte a una vetrina di Brunello Cucinelli scoprendo che normali pantaloni costavano 1200 euro, e il cappotto…
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Sono caduto dalle scale rovinosamente, mai avverbio fu più azzeccato. Anche se in cuor mio prende forma un’altra ipotesi esistenziale a precedere la rovina fisica della caduta: sconsideratamente. Eggià, l’avverbio…
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Il periodo delle feste di fine anno, per credenti di ogni tipologia, è periodo di doni. Prendo l’occasione per affrontare il tema dei libri, il miglior regalo possibile perché riceverlo…
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Questa fase storica è spaventosa. L’idea di democrazia, in Occidente, è stremata. Viviamo in un sistema sociale, economico e politico strampalato, in cui i principi etici che dovrebbero supportare filosoficamente…
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“Prevenire il collasso climatico significa proteggerci da una tempesta di bugie”. Lo scrive George Monbiot sul Guardian, tradotto da quell’indispensabile rivista che è Internazionale. Afferma il giornalista inglese: se si…
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Mettetevi nei panni di uno storico, di una filosofa, di un’agricoltrice, di una giovane che studia, di un esperto di diritto internazionale, di un’artigiana, di un’artista o di uno scienziato….
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Viviamo nell’epoca del post qualcosa, dei grandi intellettuali al servizio dell’industria culturale, che è a sua volta al servizio dei poteri forti, di quel mondo che non si può definire…
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Quando sono entrati nelle case i mocassini a punta con le nappine la storia ha tremato. Un vibrare di sentimenti contrastanti, tra le tendine ricamate e le vetrinette. Con un…
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Disobbedire è un esercizio d’ascolto. Questa frase risuona in me con delicatezza, mi prende per mano, orienta i miei pensieri mentre scrivo su carta ruvida le mie idee con inchiostro…
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Il mondo sta cambiando davanti ai nostri occhi. In peggio, visto che il potere è nelle mani di pazzi criminali convinti che la loro narrazione tossica sia definitiva. In meglio,…
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Abbiamo fasci al governo e un’opposizione ancora troppo tiepida perché animata da divisioni su temi fondanti che a fronte di un governo di destra tappetino dei voleri criminali si opponga in tutte le sedi, con tutte le forze per difendere la nostra dignità umana, la democrazia. Lo chiedono i cittadini che spontaneamente scendono in piazza in difesa dei diritti degli oppressi, contro un genocidio in diretta che i fascionzi negano per ordini superiori e i democratici mediatici alla camomilla mettono in dubbio ma solo un filino, sempre pronti ad accorrere in soccorso dei più forti per un richiamo della natura.
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Cambia il vento. Occorre riappropriarsi delle proprie idee, spegnere la tv, accendere il cervello, riprendere la strada della partecipazione come atto di democrazia, e di libertà. “Per chiedere non solo di togliere il coltello dalla ferita palestinese, ma di curarla. Siamo qui per la cura e il diritto. Per la libertà di tutti e quindi per la pace”.
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Come non sentirsi smarriti in un mondo ostile. Spaesati in una solitudine troppo rumorosa, di indifferenze e crudeltà, di leggi morali buttate nell’immondizia a favore di un sistema di potere…
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