Ungheria di Orban, piccolo Paese, poca democrazia, leader esagerato

Da qui alle elezioni europee dal 23 al 26 maggio, giornalisti di 27 nazioni dell’Unione raccontano su Internazionale, in collaborazione con VoxEurop, la campagna elettorale nel loro paese. La nostra sintesi

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Ungheria di Orban e Minculpop, tra Ppe e Steve Bannon

Travaglio Ungheria tra crescita economica e perdita di democrazia. Orban sempre più autoritario e a destra fuori del Partito popolare europeo e dall’ultimo vincolo di moderazione? Ora lui si pente (così’ dichiara) e chiede scusa, ma altri, Steve Bannon e tutto quello che nascostamente rappresenta, vogliono Orban con Kaczynski e Salvini a capo dell’Europa sovranista sfascia tutto

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Vikton Orban cruccio dei Popolari, a chi conviene la rottura?

Viktor Orban dentro o fuori il Ppe? Lo scontro tra diverse anime dei Popolari, primo gruppo politico in Europa in termini di voti, seggi e posti di comando. Poi il voto del Parlamento europeo sulle violazioni dello stato di diritto in Ungheria, fa esplodere le contraddizioni.

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Orban più ‘popolare’ o più fascista? Dubbio democristiano

Cresce la tensione interna al Partito popolare europeo per l’espulsione dal gruppo del premier conservatore ungherese e del suo partito ultra conservatore, nazionalista ed anti europeo.

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In Ungheria Orban arruola anche la Scienza

L’Accademia delle Scienze, la più prestigiosa istituzione scientifica ungherese, è in subbuglio.
-Il governo ungherese attraverso una serie di provvedimenti “senza precedenti” ha minato l’indipendenza di questa istituzione (nata nel 1825) sia dal punto di vista economico che decisionale.

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Imre Nagy e Orban, un po’ di storia contro l’autoritarismo ignorante

Se Orban rinnega gli eroi della rivoluzione ungherese….
-Il premier sovranista, eurofobo e dal manganello facile, ha fatto rimuovere la statua di Imre Nagy, eroe nazionale, tacciato di essere un comunista della peggiore specie.

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Eroe della rivolta contro i sovietici, statua via dalla Budapest di Orban

Quando il sovranismo populista dà alla testa.
Un eroe popolare per tutti, meno che per i piccoli personaggi di potere oggi, apprendisti despoti per il futuro che non sarà pagina lieta. Povera Ungheria nelle mani di Viktor Orban

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Minculpop all’ungherese, stampa plaudente in ode sovranista

Ungheria ormai dentro un regime autoritario. L’informazione indipendente sta morendo. Nasce il Central european press and media foundation, un concentrato di 500 testate filogovernative.
-Un regalo dei maggiori imprenditori editoriali ungheresi al governo di Orban in vista delle elezioni europee. Ma Bruxelles tace.

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Ungheria sovranista e forcaiola, ‘legge schiavitù’ rabbia in piazza

Migliaia di ungheresi sono scesi in piazza per il quarto giorno consecutivo per contro le politiche del premier conservatore e nazionalista, Viktor Orbàn, contro la “legge schiavitù”.
-Orban vuole alzare a un massimo di 400 l’anno le ore legali per lo straordinario, pagabili con calma, in tre anni.

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L’Italia verso Visegrad e l’Ungheria rifugio per despoti spodestati

Due temi in un solo pasticcio. Il Global Compact, trattato ONU sull’immigrazione a cui il premier aveva detto di Si, praticamente assieme a tutto il mondo, e il No di Salvini a spiegare anche ai più distratti chi comanda veramente nel governo.
Poi l’asilo politico concesso dall’Ungheria al ex potente della Macedonia ex jugoslava all’ex premier padrone Gruevski a rischio di arresto. Più a meno come per Saak’ashvili georgiano in Ucraina ad alleanza rovesciate.
I fatti, e come si collegano

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Dai ragazzi della via Pál al 1956, storie ungheresi prima di Orban

-I ragazzi della via Pál, in ungherese ‘A Pál utcai fiúk’, un romanzo per ragazzi di Ferenc Molnár, forse il più popolare romanzo ungherese, e uno dei classici della letteratura per l’infanzia.
-Se non lo avete letto allora e avete ancora in qualche angolo nascosto di voi frammenti di ingenuità e purezza, cercatelo.
-La storia è ambientata a Budapest nella primavera del 1889 e descrive la ‘guerra’ tra due bande di ragazzini.
-Sempre a Budapest, 1956, l’invasione sovietica e la solidarietà del mondo che oggi il suo governo nega ad altri oppressi.
-E l’Austria solidale che non ti aspetteresti dati alcuni personaggi di oggi.
-E le rivelazioni di Giovanni Punzo sull’autore di via Pál, il cui vero nome non era Molnár ma Neumann, ebreo costretto alla fuga dal razzismo.

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Più Europarlamento in poca Unione, guai per Orban e per l’Italia

Un voto storico per il Parlamento europeo che ha chiesto al Consiglio dei capi di governo di punire l’Ungheria di Orbán.
-Unanimità impossibile dei Capi di governo più divisi che mai.
-Nei guai l’Italia del voto contrapposto Lega 5Stelle.
-Salvini batte i pugni e minaccia di rompere.
-La bandiera antimigranti che invece di unire spacca.

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Il Parlamento Ue condanna Orban, adesso cosa accade?

Con 448 voti a favore, 197 contrari e 48 astensioni la Plenaria del parlamento europeo ha approvato la denuncia del rischio di violazione dello stato di diritto nell’Ungheria del governo di Viktor Orban.
-Esisto non scontato perché la procedura richiede una doppia maggioranza super qualificata.
-Fra gli italiani, hanno votato a favore anche gli europarlamentari del movimento 5 stelle.
-Contro invece i parlamentari di Forza Italia e della Lega.

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Orban Salvini amici ideologici, ma quali interessi condividono?

Il Premier ungherese leader dei sovranisti europei e del gruppo di Visegrad, a Milano su invito della Lega.
-Isolata in Europa, la destra xenofoba punta a creare un fronte anti-Ue: obiettivo ridurre il peso di Bruxelles.
-Vicinanza sovranista ma interessi nazionali contrapporti.

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Missione navale Ue al naufragio, Italia rischio isolamento

L’Italia non rispetterà più le direttive della missione Ue per il salvataggio in mare dei migranti, ma resta sola in Europa.
-Rischio di fine della Missione navale europea.
-Procedura di infrazione per Orban, che non vuole neppure un migrante dall’amico Salvini

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La destra europea contro l’Italia: Visegrad, Salvini e la Russia

Migranti, il blocco di Visegrad, ‘chi li accoglie se li tiene’. Solidarietà europea addio (salvo pretendere aiuti da Bruxelles).
-Quasi secessione: “Boicottiamo il minisummit europeo di domenica”.
-La Russia argomento ufficiale di attrito tra i quattro di Visegrad.
-Problema Salvini nel governo.

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