Oerlikon vizio e vergogna: intervento al cuore, licenziato

Il bis dopo il licenziamento poi ritirato di un operaio che aveva subito un trapianto di fegato. Questa volta si tratta di un intervento al cuore. Per l’azienda, lo sfortunato operaio è ora inidoneo, e senza possibilità di ricollocazione, lo licenzia. Oerlikon senza ritegno.

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L’Oerlikon licenzia trapiantati ci ripensa. L’ultramiliardario russo

L’operaio Antonio Forchione, 55 anni, è stato licenziato dopo la convalescenza per il trapianto di fegato. Una disumanità totale che ha suscitato indignazione e scandalo costringendo i responsabili dl decisione sconsiderata a fare retromarcia. L’operaio “potrebbe essere riammesso al lavoro”, prova a concedere un vertice travolto dalla stupidità delle sua scelte che prova ancora a mercanteggiare.
Una lunga storia si autoritarismo in quella azienda e la strano super miliardario padrone con residenza svizzera, nazionalità russa e origine ucraina. E una montagna di soldi, arrivati come?

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Licenziato dopo trapianto, Oerlikon scelta indegna

Antonio Forchione, 55 anni, operaio, ha subito un trapianto di fegato e, dopo 6 mesi di malattia, è stato licenziato. Ai vertici della Oerlikon Graziano di Rivoli, multinazionale svizzero russa ma con dirigenza in gran parte italiana, serve un trapianto di testa, se non di cuore. In attesa di essere cacciati per indignazione popolare incontenibile. Una rabbia che a noi prende alla stomaco e ci impone grande sforzo a contenere gli insulti.
Ora, per il sindacato, per la magistratura, per la stampa, per la politica che ora sa, l’impegno alla resa dei conti con chi ha deciso la vergogna. Direttore generale e capo del personale, come minimo. E niente scuse, per favore. Loro sì da licenziare, per indegnità etica.

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