Gli ex soldati contro la guerra di Netanyahu
La protesta di migliaia di riservisti scuote Israele: cresce ogni giorno il numero delle adesioni alla petizione per riportare a casa gli ostaggi «anche se ciò significa mettere fine allo…
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Ennesima ‘purga’ presidenziale ai vertici delle forze armate, seminascosta dalla fantasiosa proposta di ‘tregua subito’ con l’Ucraina nella Nato, e sui territori occupati si litiga dopo. Il generale Drapatyi promosso…
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«Sempre meno giovani americani sono disposti o idonei a vestire l’uniforme», avverte Limes. Il Pentagono non ha dubbi: la forza interamente professionale, composta da soli volontari, «si trova ad affrontare…
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«La guerra non è un pericolo imminente per l’Europa, quindi non è il caso di spaventare i cittadini». Acqua sul fuoco dal ‘ministro’ esteri Ue Borrell, dopo giorni di insensata…
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Sproporzione etnica nell’ordine di mobilitazione: nelle regioni a maggioranza russa richiamato meno dell’1% degli uomini, nelle altre il doppio o il triplo. E monta la protesta, denuncia Luigi De Biase…
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«L’heure est grave, la France est en péril, plusieurs dangers mortels la menacent. Nous qui, même à la retraite, restons des soldats de France, ne pouvons, dans les circonstances actuelles,…
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Senza preavviso alla Germania, Trump decide che ritirerà 9.500 soldati dal territorio tedesco. Disappunto a Berlino, convinta della ritorsione dopo il no della cancelliera al G7 negli Usa. Imbarazzo anche…
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A ‘Camp Arena’, Herat, Afghanistan, bunker anti talebani e ora anti coronavirus. 750 italiani in divisa e in quarantena, senza possibilità di facili ritorni. Prigionieri in capo al mondo. Riepilogo…
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Nuove marea umana a Kerman per la sepoltura della salma del generale Soleimani. La ‘guida suprema’ iraniana Khamenei chiede vendetta «con il timbro dell’Iran». Il resto che verrà dal mondo sciita indignato sarà una aggiunta. Primo l’Iraq dove gli Stati Uniti rischiano di più. I militari italiani richiamati di corsa o a casa o in Kuwait. Trump mercante parla dei miliardi per la basi Usa in Iraq, Modys fa previsioni nere sul possibile costo della crisi aperta.
(Foto da La Stampa)
Tre sono in gravi condizioni ma non in pericolo di vita. L’attentato in mattinata quando un ordigno esplosivo rudimentale è detonato al passaggio di un team misto di Forze speciali italiane. Il team stava svolgendo attività di addestramento per le forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta all’Isis
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Sui militari scontro aperto tra Maduro e Guaidó. La forza armata bolivariana, punto di forza di Maduro, mentre Guaidó spinge al golpe. -Venezuelani a Caracas in fila per firmare contro l’intervento militare in Venezuela.
-Usa, i democratici contrari a un golpe militare statunitense nel paese latinoamericano.
Attentato dell’Isis a Manbij, in Siria: quattro militari americani uccisi e tre feriti. L’attacco kamikaze nella città controllata dalle forze arabo-curde con l’appoggio Usa è stato rivendicato dallo Stato Islamico.
-Le bugie di Trump, la questione curda, la Turchia.
-Manbij, la città della strage, luogo strategico e assieme simbolo del Rojava curdo siriano.
Afghanistan bomba, crisi grave e vergogna assoluta.
-Uno o due militari afghani che noi italiani stiamo addestrando hanno puntato il loro RPG anticarro contro un blindato italiano e per poco non lo hanno fatto arrosto con i nostri soldati dentro.
-Da notizia di prima pagina a trafiletto di convenienza politica e attenzione giornalistica da post brindisi e cenoni (per essere buoni)
Argentina in crisi. Dallo scorso aprile è iniziata una fase di forte svalutazione del peso. In arrivo una cura da cavallo e provvedimenti economici lacrime e sangue. Il presidente Mauricio Macrì si prepara a chiedere aiuto al Fondo monetario internazionale. Intanto si profila di nuovo l’ombra inquietante dei militari.
Nazi flag flown on Australian army vehicle-
-Le immagini della bandiera nazista su un veicolo dell’esercito australiano durante un’operazione in Afghanistan stanno scatenando una bufera a Canberra.
-Oltraggiata la memoria dei soldati australiani che hanno combattuto e perso la vita per prevalere sulla brutalità nazista in Europa e sul sanguinoso militarismo giapponese in tutto il fronte del Pacifico.
Militari italiani assegnati all’operazione ‘Prima Parthica’ sarebbero impegnati in Siria nell’offensiva della Coalizione internazionale a guida Usa contro lo Stato islamico.
-Lo ha riferito l’Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus), organizzazione non governativa con sede a Londra, vicina ai ribelli anti-Assad sostenuti dalla Coalizione.
-Fonte molto utilizzata dalla stampa occidentale.
-La smentita dal ministero della difesa.