Povera Italia: 1 su 4 campa male mentre l’ambiente frana

Nel 2015, ben 17 milioni 469 mila le persone a rischio povertà o esclusione sociale. Al Sud quasi 1 su 2 a rischio povertà-esclusione. Lo dice l’Istat ma ce ne eravamo accorti anche noi da tempo.
L’Istra ci da invece la fotografia dell’ambiente in cui coltiviamo la nostra povertà, e non induce ad ottimismo: in Italia il 66% delle frane censite in Europa. Beni culturali a rischio terremoti, caldo e scorie radioattive, migliorano invece le acque.
LA VIGNETTA DI MIMMO LOMBEZZI

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Censis: i ‘diversamente giovani’ privilegiati rispetto ai giovani veri

La pessima eredità che noi adulti lasciamo ai giovani. L’Italia prima nell’Ue per giovani che non studiano né lavorano. Rapporto 2016 sulla situazione sociale del Paese: chi è nato dopo il 1980 ha un reddito del 26,5% più basso di quello dei coetanei di 25 anni fa, mentre quello degli over 65 è aumentato del 24,3%. Una Italia di cui chiedere scusa: ‘vecchi ladri e giovani disperati’, ad estremizzare, fanno un Paese senza futuro

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Terremoto continuo, incubo natura nemica e dramma sfollati

OLTRE LA CRONACA – Eventi che si inseguono e drammi che si ripetono aumentando la portata dello strazio. Ora è l’incubo della natura nemica che ti cancella il mondo dove vivevi, il tuo presente e l’idea stessa di futuro. Per 100 mila nostri concittadini, ipotizzano i tecnici. Una guerra, e di quelle feroci. Per il poco di utile che si può fare, cerchiamo almeno di capire la portata reale della minaccia terremoti sul nostro Paese.

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Diplomazia del Signorsì e Italia filo nucleare all’Onu

L’Assemblea Onu a New York avvia il percorso verso un Trattato di messa al bando degli ordigni nucleari. Risoluzione politica che conta poco nei fatti ma che diventa simbolo. Un po’ come quella Unesco sulla spianta delle Moschee a Gerusalemme, che ha fatto tanto arrabbiare il nostro premier e quello Israeliano Netanyahu. Si arrabbierà ora Renzi di fronte al voto voto contrario dell’Italia a quella risoluzione approvata per fortuna da 123 nazioni più pacifiste?

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Noi migranti: più italiani all’estero che stranieri in Italia

Migranti più noi di loro. Sono più gli italiani che scappano che gli stranieri che arrivano. L’Istat segnala il ribaltamento. Paese sempre più multietnico. Gli immigrati sono l’8,3% della popolazione, contribuiscono al sistema pensioni con oltre 10 miliardi di contributi e sono determinanti in diversi settori, dall’assistenza alle famiglie all’agricoltura. Oltre mezzo milione di imprese

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Libia, Isis sconfitta a Sirte ma solo per finta

ISIS SCONFITTA A SIRTE? ERA UNA BALLA – Perché Isis continua a resistere e i perché di tante frottole. I raid aerei americani e le offensive delle milizie di Misurata non sono bastati per riprendere il controllo della roccaforte jihadista. Ma il problema più grande è capire cosa sarà di Sirte, e della Libia, dopo la sconfitta di ISIS

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Isis ora fa propaganda anche in italiano

«Khilafa News Italia», si chiama il canale ufficiale Isis a casa nostra, mentre il califfato lancia i canali Telegram in italiano. L’allerta degli analisti. Aumenta la propaganda jihadista nella nostra lingua. Creato anche un canale “ufficiale” del califfato. L’esperto: «Un dato da tenere sotto osservazione ma, più intenzioni che minacce terroristiche concrete».

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Quella diga in mani italiane alle spalle di Mosul. I conti in tasca

Quaranta chilometri a nord di Mosul. Zona ancora Isis, anche se l’area è ora sotto controllo dei peshmerga curdi. Alla diga ‘Saddam Hussein’, anche se adesso nessuno la chiama più con quel nome. Cosa stanno facendo lì tutti quegli italiani ai margini della grande battaglia? I tecnici della Trevi che dovrebbero salvare la diga e i 500 soldati per lo loro sicurezza, alle porte dell’inferno che sta per scatenarsi lì attorno. Perché non sarà affatto una partita né facile, né scontata quella battaglia.

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Migranti non solo gli altri. Italiani in fuga

Migranti. Quasi cinque milioni di italiani emigrati nel mondo negli ultimi dieci anni. Oltre 100 mila solo nel 2015. Nel rapporto Migrantes la fotografia di un «paese bloccato e senza prospettive per i giovani». Dall’America alla Spagna le mete della speranza. Un commento di Massimo Nava sulla ‘Generazione perduta’.

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2 ottobre 1911, l’Italia in Libia attacca la Tripoli ottomana

105 anni fa, l’avvio dell’avventura libica che fruttò all’Italia coloniale più guai che ricchezze. La guerra in Libia non finì come narrato nel 1912, ma proseguì, nascosta, durante gli anni della Prima guerra mondiale. Il peggio sarebbe venuto dopo, a partire dagli anni Venti, quando si dovette estendere il controllo all’interno e ci furono pagine nere di repressione e crimini italiani. La controversa eredità della guerra italo-turca del 1911, che diventa ammonimento nel presente di nuove avventure libiche. Nonostante che lo “scatolone di sabbia” denigrato da Gaetano Salvemini, espulsa l’Italia, abbia svelato al mondo le sue immense ricchezze petrolifere

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I terremoti prevedibili nell’Italia sismica e fragile

Il terremoto lo decide la natura, il numero di morti lo decide l’uomo con ciò che ha scelto di costruire, per il modo in cui ha scelto di costruire sulla base della tecnica del tempo e, soprattutto dove ha scelto di costruire rispetto ai movimenti più o meno noti della terra. La zone sismiche note. Perché la terra traballa sempre. La storia dei più gravi terremoti in Italia dal 1900.

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«Allucinante» uso delle parole e l’olimpiade del non dire

CHI HA PIÙ CURA DELLA VERITÀ DELLE PAROLE? – Gli istanti dello sprint che ha portato alla vittoria uno dei nostri atleti olimpici. Il cronista urla che sembrava gli scoppino le vene: “ALLUCINANTE! ALLUCINANTEEEE!!!”. Campione sotto effetto di allucinogeni, oppure cosa che colpisce spaventando, impressionante, paurosa? Di allucinazioni verbali siamo certamente sommersi, annota Francesca de Carolis. Che conclude con la frase della Merini: “Mi piacciono le persone che scelgono con cura la parole da non dire”.

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L’Italia, la Libia e il segreto di Pulcinella

La necessità di allargare la coalizione che combatte contro il Califfo assieme alla malizia americana -sostiene Orteca- di ampliare a dismisura il numero dei bersagli, “di coloro pronti a pigliarsi una raffica di bombe (l’Isis non fa sconti) nei ristoranti o in qualche aeroporto”. Lo strano parallelismo di notizie filtrate prima dagli Usa poi in Italia.

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Chi decide se l’Italia va alla guerra?

DUBBI E RIFORMA COSTITUZIONALE –
Gli Stati uniti hanno deciso il loro intervento aereo sulla Libia per la durata di un mese, limite per essere prolungato più che rispettato. Un’azione così prolungata richiede l’utilizzo delle basi di Aviano e di Sigonella. Ma il coinvolgimento italiano, da chi e come è stato deciso e quali passi sono richiesti? Attorno alla risoluzione 2259 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e alla sua cavillosa interpretazione litigano Usa e Russia. Noi italiani usi obbedir tacendo?

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Usa, rivolta nera contro i poliziotti killer. Italia e il razzismo degli altri

Dallas: protesta contro afroamericani uccisi, assassinati 5 poliziotti. Obama: “un problema di tutta l’America, non solo di neri e ispanici”. La rabbia nera che rischia di travolgere l’America. Quattro cecchini hanno aperto il fuoco. Undici in tutto i poliziotti colpiti. Altri sei agenti sono feriti, quattro in modo grave. Una quarta persona è asserragliata in un garage della città.
Poi i drammi di casa nostra. Davvero si può scappare da Boko haram, uno dei gruppi terroristici più efferati del mondo, e non sopravvivere all’Italia? Davvero l’Italia è diventata peggio di Boko haram?

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#ItaliaGermania non solo calcio ma filosofia

Lirico e assieme scaramantico un inusuale Massimo Nava calcistico. La felicità come ricordo, filosofeggia. La felicità di battere la Germania, rovesciando pronostico, logica, una dimensione, forse un destino. Storia benaugurale, quella di Nava, con consiglio finale d’obbligo che RemoContro fa proprio: «Tocchiamo ferro e qualcos’altro!».

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