Israele, genocidio e arroganza assoluta in beffa al mondo

Approvato l’insediamento che divide in due la Cisgiordania. Il ministro Katz chiama alle armi per 60mila riservisti. La politica: «Per ogni vittima del 7 ottobre, 50 palestinesi dovevano morire. Non…

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Nuovi scontri a Belgrado con Vucic che si arma in Israele

Migliaia di manifestanti antigovernativi in Serbia, polizia antisommossa a colpi di manganelli ed arresti, il presidente serbo Vucic che promette ‘grande repressione’ e compra 1,6 miliardi di armi da Israele.

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Netanyahu e i suoi messianici complici in difficoltà

In Israele oltre un milione in piazza per lo sciopero contro il governo. Decine di arresti. IDF a corto di uomini: amnistia per i sempre più numerosi renitenti alla leva che si arruolano. ‘Cellula di legittimazione’: unità israeliana incaricata di collegare i giornalisti di Gaza ad Hamas e farli bersaglio.

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La guerra mostro che divora due popoli e due Stati

Protesta alla Knesset dei soldati israeliani feriti, mentre il governo guarda a Gaza e ai giacimenti offshore da sottrarre alla parte palestinese che ancora sopravviverà e sarà lasciata in ciò che resterà di Gaza. Eric Salerno senza sconti dalla Voce di New York a Remocontro

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Occupazione di Gaza: per Netanyahu ‘rischio Vietnam’

L’occupazione di Gaza, tutti i dubbi dell’esercito. Si teme un «effetto Vietnam». Oltre la riprovazione quasi generale del mondo occidentale. Già una ventina di Paesi arabi condanna il piano israeliano di occupazione della Striscia. Al Jazeera: ‘Uccisi due nostri reporter e tre cameraman’. In migliaia a Tel Aviv manifestano per la fine della guerra

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Rivolta interna Ue: basta silenzio e inazione sul genocidio a Gaza

1.400 funzionari che lavorano nelle istituzioni Ue rompono il silenzio e scrivono alla Commissione: in gioco la credibilità dell’Europa. E la vicepresidente Ribera per la prima volta pronuncia la parola chiave pur cercando di limitarne il peso: «A Gaza molto vicini al genocidio». Qualcosa, in attesa di sentire la denuncia del genocidio in corso dalla presidente Von der Leyen.

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Israele occuperà Gaza City, palestinesi cacciati entro il 7 ottobre

Dieci ore di discussione sulla proposta di Netanyahu. I cinque principi per la fine della guerra: smantellamento dell’arsenale di Hamas, ritorno di tutti gli ostaggi, smilitarizzazione della Striscia, controllo della sicurezza da parte di Israele, istituzione di un’amministrazione civile alternativa. L’esercito stesso: ‘Non c’è risposta umanitaria per un milione di sfollati’.

‘Tutto per restare al comando’, titola il manifesto, mentre Alberto Negri spiega che le elezioni, che con ogni probabilità saranno anticipate, si avvicinano. E tutto si gioca, con il consueto cinismo, sulle vite dei gazawi.

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Il peggio tra far morire di bombe o uccidere lentamente di fame

Eric Salerno consapevolmente feroce. “Il mondo apre finalmente gli occhi sulla fame a Gaza”. E l’impunità che è stata concessa ad Israele sino ad oggi. Una ong britannica racconta «il modello di impunità» seguito dall’esercito: investiga pochi crimini e non punisce i responsabili. Archiviate l’88% delle indagini su Gaza. Mentre nella Striscia di ruderi, oltre ai quotidiani morti ammazzati, si muore sempre più spesso di consunzione

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Per la prima volta in Israele si parla di genocidio a Gaza

Lentamente, troppo, l’opinione di parte della società israeliana sui massacri a Gaza sta cambiando. Due delle più note organizzazioni umanitarie israeliane, B’Tselem e Physicians for Human Rights, hanno concluso che Israele sta compiendo un genocidio. 

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Affamatori assassini e infami: gli aiuti lasciati a marcire

Abbandonati al sole e distrutti mentre Gaza soffre la carestia e la sete. Israele ha la faccia tosta di negare la crisi. Un ex dipendente della americana Ghf conferma: i soldati sparano sui palestinesi affamati. Hamas: ‘senza il latte in polvere, 200mila neonati e bambini sotto i due anni rischiano di morire’

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Israele vota per annettersi la Cisgiordania fatta ‘Giudea-Samaria’

Altro che «Due popoli e due Stati», formula d’ordinanza per l’Occidente complice e parolaio. La Knesset, il Parlamento israeliano, fa i fatti. E, mentre il mondo osserva sconcertato (e distratto)…

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Israele ‘disconnesso dalla realtà’ e sempre più isolato dal mondo

«Disconnessa dalla realtà» per Israele la lettera dei 29 ministri degli Esteri contro la  guerra a Gaza, prima, vera, seria, collettiva protesta perché si ponga fine al conflitto. Arroganza e insensibilità che colpisce ora anche nella comunità ebraica, inclusa quella di New York, avverte Ugo Tramballi nelle sue ‘SlowNews’ da Gerusalemme

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L’«arma infame» di Israele a Gaza che il mondo non riesce a fermare

L’arma infame: il Segretario dell’Onu Antonio Guterres e il Patriarca latino Pizzaballa chiedono di mettere fine alla politica della fame. Nella disperazione totale, assalto ai pochi aiuti che entrano a Gaza. Moshe Zuckermann e la ‘città umanitaria’ del ministro Katz. Salvini premiato come ‘vero amico di Israele’.

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L’Occidente si sveglia? Lettera di fuoco a Israele

Una lettera ‘di fuoco, quella che 25 Paesi occidentali si sono decisi a sottoscrivere contro la sanguinaria gestione israeliana della Striscia di Gaza. Ed un tentativo di rimediare alla vergogna del Consiglio d’Europa quando ha scelto di non denunciare il Trattato di associazione con Israele. La credibilità di Bruxelles in tema di ‘doppi standard’ sui diritti umani

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Gaza-Israele, fame, genocidio quotidiano ed esami di maturità

Gaza, Cisgiordania e Israele, un mondo ormai incomprensibile. Il via ai tank israeliani nella Striscia di Gaza centrale. Strage per il cibo: 73 morti in un giorno. Da maggio, più di 900 persone in cerca di aiuti alimentari uccise a Gaza. Tre camion dell’Oms carichi di medicinali, la popolazione invitata a proteggere il convoglio. Chiesa cristiana colpita, Vaticano: legittimo dubitare dell’errore.

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Israele bombarda Damasco e nella polveriera Siria gli scontri etnici

La Siria è ridiventata una polveriera. Ieri, aerei israeliani hanno bombardato addirittura il centro di Damasco, prendendo di mira il Ministero della Difesa e (pare) anche il Palazzo presidenziale. Tutto questo prima che fosse proclamata una fragile tregua nei combattimenti, che hanno visto opporsi drusi, beduini e forze ‘regolari’ governative.

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