QAnon, complottismo e imbecillità: il cargo bloccato a Suez, Hillary Clinton e Satana
QAnon, complottismo e imbecillità: il cargo bloccato a Suez, Hillary Clinton e Satana

La nuova teoria del complotto dei seguaci di QAnon riguarda nientemeno che la ex first lady degli Stati Uniti. Ma visto che la setta dei complottisti senza senno nata Usa…

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Ricordate Hillary? I veri numeri che hanno prodotto Trump

I conti come devono essere correttamente fatti, con tutti i dati a disposizione, numeri e non emozioni, anche se si tratta della partita elettorale più pericolosa nella storia del secondo dopoguerra: Trump presidente e speriamo in bene per il mondo. Trump scelto da una minoranza di americani, tre milioni in meno di quelli che hanno votato Hillary. Il folle sistema elettorale Usa. L’antipatia di Hillary, la voglia di provocare di molti arrabbiati nel sostenere un ‘presidente impossibile’, e la frittata è fatta.
Orteca, generoso di battute ma severo nei conti, ci dice che l’ex first Lady ha perso per l’infinitesimo 1 per mille, ha perso la Pennsylvania per 68 mila voti su oltre 6 milioni, il Wisconsin per 27 mila voti e addirittura il Michigan per la miseria di 11 mila preferenze.
Ultima la polemica sui ‘polls’ sbagliati a giustificare la sorpresa del mondo su quei risultati da paura. Non erano sbagliati i polls, argomenta Orteca, fuori bersaglio, invece, le “interpretazioni” offerte al di qua e al di là dell’Atlantico

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Usa, comunque vada sarà un pasticcio

Titolo rovesciando la battuta del comico. O Hillary, che qualcuno insiste nel darla per favorita, o Trump, che altri vedono vincitore a sorpresa. Peggio di così non poteva andare. Decidono gli elettori americani ma i guai cadranno sul mondo. E’ la globalizzazione bellezza! Punto della situazione senza il domenicale Piero Orteca, in ‘pausa’ per due mesi, ma non scappa. E noi suppliamo andando negli Stati Uniti anche senza di lui.

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E se fosse Trump il dopo Obama?

PRESIDENZA USA GARA A CHI NON PERDE –
‘Sondaggi, è testa a testa Clinton-Trump’, titola asetticamente l’agenzia Ansa. Ma altrove è panico.
Allan Lichtman, il professore americano che negli ultimi trent’anni non ha mai sbagliato una volta sull’esito delle presidenziali, ha ribadito in un’intervista con il Washington Post, che il prossimo presidente degli Usa sarà Donald Trump.
11 giorni all’election day e l’America si scopre in preda al delirio. Candidati inadeguati, dove chiunque vinca sarà Presidente per evitare che lo diventi l’altro. Campionato del ‘meno peggio’, con la possibilità di sorprese estreme. Tipo la sconfitta di Hillary Clinton

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Usa show: Trump ‘la va o la spacca’, rissa e ferocia

TRUMP, «Non so se accetterò il risultato del voto».

CLINTON, «Il candidato più pericoloso della storia Usa».

La rissa su armi – aborto – Putin e hacker – Immigrati – Donne – Economia

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Chi vi ha detto che negli Usa vince Hillary?

Piero Orteca inquietante nel rileggere i risultati evidentemente apparenti del primo confronto Tv tra Hillary Clinton e Donald Trump. Sondaggi ballerini, quasi fossero su ordinazione. E perché no? E quel pareggio della ex First Lady assomiglia troppo all’ipotetico pareggio tra Juventus e Crotone. Si chiama ‘Herd istinct’, l’istinto del gregge e diversi studi dimostrano che spesso si vota non tanto per il “migliore”, ma piuttosto per chi è più “simpatico”. E Hillary sta sulle scatole a mezza America.

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Basta ‘esportare democrazia’, soldati Usa stanchi di combattere

Basta nuove campagne Statunitensi per esportare democrazia. Lo racconta Military Times, un autorevole gruppo di riviste molto seguito da chi si occupa di uomini in divisa a Stelle e a Strisce. I dettagli alla vigilia del voto presidenziale Usa. Tra Hillary e Trup, un terzo incomodo, per le simpatie in divisa.

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Elezioni Usa tra show e lotteria con due candidati da paura

Non scriviamo dagli Stati Uniti e questa notte, durante il faccia a faccia tra Hillary e Donad, dormivamo. Quindi vi offriamo farina da altri mulini. Con soltanto una percezione tutta nostra. Che tutte le prime pagine del mondo stanno arrampicandosi sugli specchi con rischio di probabili scemenze. Una marea di parole da parte dei candidati alla Casa bianca e una altrettanto friabile marea di parole da parte di ‘media’, ‘analisti’, e ‘teste d’uovo’ troppo simili a delle rape.

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Lo scontro Onu sulla Siria e la partita elettorale Usa

La Russia accusata di crimini di guerra in una drammatica riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, convocata da Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti per le bombe su Aleppo. Lettura alternativa di Piero Orteca: “Il macello anti-russo al Consiglio di Sicurezza Onu solo un altro capitolo del copione elettorale americano”. Francia e Gran Bretagna scatenate più della ambasciatrice Usa. Qualche conto con Obama da portare e saldo ora che non può reagire, ad esempio. E trescare col futuro inquilino della Casa Bianca. Ma quale? I timori di Hillary e la ‘non politica’ di Trump che lo avvantaggia. Intanto un po’ di nuova guerra fredda fa comodo a tutti e tre i sempre più svogliati alleati Nato.

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Guerra in Afghanistan? I candidati presidente Usa l’hanno nascosta

15 anni della guerra statunitense in Afghanistan, ma stranamente, sull’argomento nessuno dei due candidati presidente dice una parola. Un silenzio ‘bipartisan’ sospetto, denuncia l’International New York Times.

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Stati Uniti nei guai tra Hillary, Trump e terrorismo

Stati Uniti: terrorismo in casa e terrorismo di casa, ci raccontano i non ancora chiariti attentati di New York e New Jersey. D’altro canto, ci ricorda Piero Orteca, John Brennan (Direttore della Cia) e Nick Rasmussen (responsabile dell’Antiterrorismo alla Casa Bianca), hanno detto che tempi terribili ci attendono. Indipendentemente da chi si siederà nello Studio Ovale. Ma nel sofferto cambio della guardia, gli Stati Uniti traballano e in molti nel mondo temono un vuoto di potere nel dopo-Obama.

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Trump galoppa e Hillary arranca: ad ognuno i suoi scongiuri

Gli ultimi sondaggi per la corsa alla Casa Bianca, mostrano che, almeno per ora, il vento è girato e il candidato repubblicano si fa sotto. Complesse le cause del cambiamento. Forse pesano gli indecisi e anche gli errori della Clinton. Zone d’ombra e passato. Esempio -punge Orteca- “il disastro libico, dove Hillary ha espresso il peggio di sé, andando appresso a quell’altro incapace e complessato di Sarkozy”. Sul fronte opposto, “Il migliore alleato della Clinton è proprio Trump, l’impresentabile energumeno piovuto sui repubblicani come l’asteroide che sterminò i dinosauri”.

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Tra Vladimir e Hillary non sarà amore

L’intesa di Mosca con i nuovi “amici” di Ankara rischia di scompaginare i piani degli Stati Uniti e creare qualche problema nel mondo curdo. La candidata democratica già parla bellicosamente di nuova guerra fredda. Ankara accentua la crisi con la Nato mentre Mosca frena rispetto ad uno Stato-territorio curdo in una Siria federata modello Iraq con i curdi di Erbil Stato autonomo di fatto.

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Hillary anti Putin, guerra fredda prima ancora di cominciare

La Clinton parla -per molti suoi critici straparla- come se fosse già Presidente degli Stati Uniti. Ed ha confidato a mezzo suo partito che andrà allo scontro con la Russia. Preoccupazioni nel mondo per una neo aggressività Usa modello Ucraina con scenari strategici in Medio oriente completamente mutati. La storia del ‘bottone rosso’ mal ‘resettato’ con Lavrov.

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Non spie russe ma spie di casa gli hacker contro Hillary. Parola di spie israeliane

AMMUCCHIATA DI SPIE. «I RUSSI? NON C’ENTRANO PROPRIO NIENTE». Gli israeliani smentiscono la Clinton: gli “hackers” sarebbero elementi dello stesso Partito Democratico. Dopo le accuse di Hillary a Mosca, e le dure reazioni del Cremlino, gli israeliani di “Debka” a fare da arbitri. Non sono stati i russi del GRU, il Servizio segreto militare di Mosca a sputtanare Hillary con le mail contro Bernie Sanders ma fonti interne allo stesso Partito democratico. Intanto i sondaggi che contano (quelli Stato per Stato) danno Hillary ancora vincente.

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Nella campagna elettorale americana vince Putin

Il russo Vladimir Putin protagonista nella campagna elettorale Usa tra due candidati decisamente deboli. Verso una prossima «October Surprise», Sorpresa di Ottobre, come da gergo politico statunitense vengono definite situazioni internazionali fabbricate o diffuse ad arte per influenzare le urne presidenziali ormai di novembre? Mesi di vigilia feroce, da qui ad allora: di tutto e di più, di pessimo e in peggio.

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