Alice un po’ matta nel mondo matto di Alice

Provate ad immaginare un mondo meraviglioso di Alice popolato da Stregatto, da conigli senza tempo e trecce e cappellai che quella “matta” vorrebbe avere intorno a sé… Alice un po’ matta nel mondo matto di Alice. Francesca de Carolis senza sconti, mai, rispetto agli aspetti della vita che uno preferisce escludere o accantonare. Ad esempio, la follia. «La follia, che è parte di noi e parte del mondo, alla quale dovremmo imparare ad accostarci con meno paure, meno prevenzioni e ostilità, con meno parole che finiscono in ‘zepam’». Psicofarmaci dell’obnubilamento

Leggi Tutto
Il cecchino personale ammazza solitudine

Gatto randagio con l’elmetto in testa, assolutamente poco credibile. La scusa usata da Francesca de Carolis per raccontarci di un libro decisamente controcorrente per ciò a cui ci ha abituato. Un libro grondante sangue fin dall’immagine di copertina. Titolo: ‘Snipers’, cecchini. Quasi una fantasia ‘post trumpiana’, a descrivere la guerra del tutti contro tutti per appropriarsi del sopravvivere. In una solitudine tanto assoluta da desiderare persino un cecchino che ci faccia bersagli.
‘Perché nulla può accaderci di peggio che essere veramente, definitivamente soli’.

Leggi Tutto
Capanne e mangiatoie vuote

Francesca de Carolis non lo sapeva e lo scopre con voi: la sua angosciata confidenza natalizia, quasi una confessione, proposta a tutti noi come ‘editoriale’ per conto di Remocontro. Non solo Gatto Randagio quindi, e non solo i versi di Giuseppe Ungaretti. Perché ciò che scrive Francesca de Carolis, forse lei non lo sa, ma è spesso poesia.

Leggi Tutto
Ad Aleppo uccisa anche la percezione del dolore altrui

Sentimenti imbrigliati da geopolitiche, diplomazie e logiche di guerra, piange Francesca de Carolis, parlandoci del film “Houses without Doors – Aleppo vista dal balcone di casa”, del giovane regista d’origine armena Avo Kaprealian.
Nel film non si fanno analisi, non si cercano ragioni, che possano aiutarci a giustificare l’ingiustificabile. Siamo semplicemente di fronte alla tragedia, nuda.
Fouad Roueiha, giornalista italo siriano, “le riprese sono di poco tempo fa, ma quello che avete visto, in questo momento, temiamo, già non c’è più”.

Leggi Tutto
Un ponte sul fiume e sulla vita, passerella da brividi

Storia, racconto, fiaba ci dice Francesca de Carolis lasciandoci nell’equivoco. Un ragazzino che vive con la nonna e passa molto del suo tempo sopra un ponte a cercare un futuro. Mino, così si chiama, non ha più i genitori e rifiuta il dolore del ricordo. La strada di Mino è quel ponte sul fiume. Passerella da brividi, che oscilla al vento e a ogni passo, sospesa fra la terra e il cielo, che sempre è l’attraversamento della vita di tutti. La differenza è fra chi esita goffo su quel ponte, e chi attraversandolo mette alla prova ogni giorno il proprio coraggio e ne fa addirittura la sua casa.

Leggi Tutto
Il visibile e l’invisibile, fantasmi personali e di famiglia

Francesca de Carolis anticipa novembre. Con Tutti i Santi destinati da sempre ad essere sepolti dalla ricorrenza dei morti. ‘E il pensiero si affolla di presenze altre…’, anticipa Francesca, che, grazie agli insegnamenti di zia Carlotta, ‘zia madrina’, ci parla del suo amico Turi, che forse è stato uomo ma che lei ci racconta come fantasma. O viceversa. Poi le sollecitazione a ‘non chiudere la mente e il cuore alle strade dell’invisibile’. ‘Provate ad esercitarvi anche voi. Iniziando dai vostri fantasmi personali. Magari iniziando da quelli di famiglia’, è la sfida finale.

Leggi Tutto
L’uomo senza nome che viveva su un’auto

Pensiero d’autunno tra la poesia di Rilke e la sensibilità di Francesca de Carolis. Un uomo, scomparso cinque anni fa in un giorno d’ottobre. Aveva vissuto almeno una dozzina d’anni in una vecchia automobile parcheggiata in quella strada… Quel pomeriggio di fine ottobre, la sua casa-automobile circondata da vigili, che delimitavano l’area intorno con strisce di plastica bianca e rossa, le gambe rattrappite che appena si indovinavano sotto il lenzuolo che lo copriva. ‘Molto vile -confessa Francesca a nome di chiunque di noi- neanche quel giorno ho chiesto se qualcuno ne conoscesse il nome’.

Leggi Tutto
Le Cayenne italiane, galere dove morire rieducati

‘Le Cayenne italiane. Pianosa e Asinara: il regime di tortura del 41bis’. Un libro, ma non solo. Cayenne e anche un po’ Abu Ghraib, torture americane in Iraq, negli anno ’90. Francesca de Carolis sempre scomoda. Torna sul regime carcerario del 41bis che, quando non è tortura illegale e violenta, è tormento legale e infinito. Che senso ha parlare di rieducazione se poi teniamo in carcere le persone sino alla fine dei loro giorni? “Per farle morire rieducate”, è l’ironia amara.

Leggi Tutto
«Allucinante» uso delle parole e l’olimpiade del non dire

CHI HA PIÙ CURA DELLA VERITÀ DELLE PAROLE? – Gli istanti dello sprint che ha portato alla vittoria uno dei nostri atleti olimpici. Il cronista urla che sembrava gli scoppino le vene: “ALLUCINANTE! ALLUCINANTEEEE!!!”. Campione sotto effetto di allucinogeni, oppure cosa che colpisce spaventando, impressionante, paurosa? Di allucinazioni verbali siamo certamente sommersi, annota Francesca de Carolis. Che conclude con la frase della Merini: “Mi piacciono le persone che scelgono con cura la parole da non dire”.

Leggi Tutto
Le sirene, il canto ammaliatore e il terribile silenzio

Mica poteva fare un semplice pezzo sulla vigilia di Ferragosto, come la capitava in anni giovanili al Tg1. No, da Francesca de Carolis il consueto mai. O vola alto o si immerge nel mare a caccia di sirene, sì quelle di Ulisse e delle tentazioni a cui ci piacerebbe tanto cedere. Ma pare non ci sia molto da scherzare anche su questo, se un monaco benedettino, a cavallo fra il ‘600 e il ‘700, sulle sirene scrisse che “è il caso di supporre che siano nate dal coito perverso fra individui di due specie”, e visto che marinai e pescatori in Spagna erano spesso costretti a firmare atti notarili in cui giuravano di “non intavolare commerci con le Sirene, qualora le incontrassero”. Mamma mia, le sirene!

Leggi Tutto

Quando l’Europa padrona pensò l’Oceania continente galera

«Nell’anno 1787, ventottesimo del regno di Giorgio III, il governo britannico inviò un flotta a colonizzare l’Australia” (…) ora questa costa sarebbe stata testimone di un esperimento coloniale mai tentato prima e destinato a restar unico nel suo genere: Un continente inesplorato sarebbe diventato una prigione. Lo spazio che lo avvolgeva, l’aria stessa, il mare, l’intero labirinto trasparente dell’Oceano Pacifico meridionale, sarebbero diventati una muraglia spessa ventiduemila chilometri».

Una storia che ci appartiene, viaggio nella nostra ferocia, legittimata dal sentirsi “classe giusta”, cosa che autorizza le peggiori violenze nei confronti di chi non riconosciamo degno di starci accanto, e per la nostra tranquillità è meglio eliminare.

Leggi Tutto
Torturiamo appena appena.. uccidiamo poco poco.. una volta sola..

PESTAGGIO SEMPLICE O TORTURA? E LA TORTURA SONO SOLO BOTTE?

Il reato di tortura che in Italia non c’é. Non c’è il reato, sia chiaro. La tortura, qualche rara volta scopriamo che esiste e viene praticata molto più spesso di quanto riusciamo a sapere. Azzeccagarbugli parlamentari a litigano sugli aggettivi che debbono qualificare la tortura per renderla punibile. Ma il blitz della polizia alla scuola Diaz di Genova, G8 del 2001, “deve essere qualificato come tortura” -senza aggettivi- decide la Corte europea dei diritti umani che ha condannato l’Italia anche perché non ha una legge per punire il reato di tortura. La discussione in parlamento sull’introduzione del reato di tortura va in vacanza. Ma sono tanti a ricordare che, anche se è estate, il dolore non va in vacanza, né dovrebbe la giustizia…

Leggi Tutto
Hello Harry Potter, hi Benny! Magheggi di una mamma straordinaria

Una alternativa all’ottavo libro delle avventure di Harry Potter. Una mamma medico che dialoga con la figlia autistica attraverso Harry Potter, personaggio in cui la figlia si identifica e a cui chiede aiuto. E l’idea fulminante di aprire un indirizzo di posta elettronica attraverso il quale scrivere alla figlia sotto le mentite spoglie di Harry Potter. “Un fantastico uso della bacchetta magica di Harry Potter” conclude Francesca de Carolis.
Da altra fonte leggiamo che Harry Potter potrebbe fermare la corsa di Trump alla Casa Bianca. Merito dei buoni sentimenti e dei valori di giustizia e tolleranza dai libri della saga che aumentano l’avversione verso il candidato repubblicano e i politici autoritari in genere. Francesca ci perdonerà per questa intromissione in prosa tra la poesia di “Hallo Harry! Hi Benny!”. Un magheggio per Benny e tutti noi senza Trump.

Leggi Tutto
110 e lode in democrazia carceraria

L’ergastolo ‘ostativo’, senza possibilità di uscire vivi dalla galera, vìola la Costituzione italiana. Lo sostiene un giurista di prestigio con alle spalle un 110 ‘Cum Laude’. Il fatto che il dottor Claudio Conte in galera ci viva, e non da secondino, è un dettaglio che arricchisce il racconto di oggi.
Francesca de Carolis insiste a volerci scuotere da alcune consolidate prevenzioni e facilonerie sul delinquere e la galera. Galera assoluta e infinita come soluzione alle paure del mondo, si decide al bar. Poi la galera vera, se la intravvedi, ti terrorizza con la sua disumanità.

Leggi Tutto
Vigilia del 25 aprile: «Non era una notte buia e tempestosa»

Noi del secolo scorso -Francesca de Carolis e RemoContro in blocco- abbiamo forte memoria del 25 aprile, della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo. Ed ecco la storia di Teresa Vergalli, staffetta partigiana che dopo il tempo della Resistenza, ha passato tutta la vita a trasmettere conoscenza dalla sua cattedra di maestra. E ora, 89 anni ha deciso di usare ancora una volta i libri, un libro suo come eredità per noi

Leggi Tutto
‘Il nome della Rosa’ vietato in carcere: fa evadere le menti?

Tema delicato quello proposto da Francesca de Carolis oggi. Stiamo ancora litigando sul salotto di Porta a Porta concesso da Vespa al figlio di Totò Riina ergastolano, e lei rilancia sul diritto almeno alla lettura dei ‘fine pena mai’. Il libro di Eco solo un esempio. Libri e cultura vietati al 41 bis. Sicurezza o stupidità? Il libro del figlio di Riina che nega l’esistenza della mafia viene invece sponsorizzato in tv

Leggi Tutto