Europa a più velocità e voglie di retromarcia

L’Europa a più velocità diventa un destino possibile. Merkel a Malta: «Non tutti devono partecipare a tutte le tappe dell’integrazione». Accelerazione nel cambiamento delle regole dell’Unione che diventa necessaria dopo Trump.
Un’Europa che deve affrontare la minaccia terroristica dal sud, la pressione russa da est, e Trump, l’alleato che diventa nemico, a ovest.
Europa circondata, salvo la fuga al Polo Nord.
Poi, oltre alla Brexit, c ‘è chi vuol scappare alla francese, modello Marine Le Pen, sperando di non pagare il conto.

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E Grillo diventa europeista ma l’Europa non diventa grillina

Il teatrino di Grillo sbarca a Bruxelles. Con la votazione online a sorpresa il Movimento 5 Stelle abbandona gli scettici ed entra nell’Alde, il gruppo dei liberali che amano l’euro e sognano gli Stati Uniti di Europa. Intanto il Movimento si spacca e Salvini ringrazia e chiama a sé i delusi.

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Il Parlamento Ue e la guerra di propaganda con Mosca

La pressione della propaganda di gruppi terroristi islamici sull’Unione europea messa alla pari di quella delle Russia ‘nemica’ sul fronte est. Il Cremlino starebbe “finanziando partiti e altre organizzazioni anti europee. E il Parlamento europeo si fa trascinare in un voto anti russo da una proposta polacca nel corso di partita politico strategica sul fronte baltico. I parlamentari italiani a Strasburgo, in gran parte prendono le distanze.

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Politica alla francese contro il «trumpopulismo»

LA FRANCIA CHE CI RIGUARDA – FILLON O JUPPÉ. E SE INVECE FOSSE VALLS? –
Trump e il resto del mondo: vicini e lontani. Fillon, possibile presidente francese, vicino al modello Trump, ma non troppo. Dialogo con Mosca, pragmatismo sulla Siria, accelerazione del sistema di difesa europea, ripensamento della Nato. Destra pragmatica senza cadere nel “trumpopulismo” xenofobo che arriva da est e che, col Front National, le cresce in casa. Ma potrebbe anche vincere il premier socialista Valls, provoca Massimo Nava, che ipotizza un rottamatore anche sotto la torre Eiffel. Appena sfiorato il terreno minato su vere o presunte minacce referendarie alla stabilità italiana e sulle varie sinistre tra ‘velleità rivoluzionarie’ e ‘riformismi saggi’; ma qui andremmo certo a litigare.

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Scontro Ue-Italia. Renzi inquieto per troppi No

Cronaca dall’Europa parlando di casa. Tensione Roma Bruxelles sulla manovra di bilancio italiana, tra il presidente della Commissione Ue Juncker e il premier Renzi. Juncker se la prende con Renzi. “Roma ci attacca? me ne frego”. Mediatori in campo ma troppi nervosismi in casa nostra, dal dopo Leopolda alla vigilia referendaria che incombe con un No vincente sul premier

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Brexit, indietro tutta ma facendo finta di niente

L’Alta Corte inglese chiamata a decidere su un ricorso presentato a proposito del Trattato di Lisbona. È stato chiesto che la procedura sia avviata con un voto parlamentare dove c’è una maggioranza contraria alla Brexit. Si cerca una soluzione che congeli tutto. Come rimangiarsi tutto, magari piano piano e senza perdere la faccia? Visti i chiari di luna a Londra si è aperta una specie di riffa all’insegna del “si salvi chi può”.

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Ungheria xenofoba ma non troppo, Orban senza quorum

ORBAN COL TRUCCO, rivendica comunque la vittoria del No ad un quesito referendario truccato già nella domanda. Più o meno come, “Vuoi che la Ue possa importi qualcosa anche se a te non piace?”. A domanda scema, un No di pancia, mentre il Paese che pensa -quasi il 60 per cento- il suo No a Victor Orban la ha detto con il non voto. La paura del migrante e l’anti unione europea sostenute dal governo dell’ultra destra, hanno incassato circa 3 milioni di voti sugli oltre 8 milioni aventi diritto. I referendum pericolosi, da Brexit al prossimo referendum italiano di Natale.

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Quando i profughi di guerra l’Europa li produceva in casa

Emergenza migranti in Europa oggi? Nel 1926 dieci milioni di europei risultavano profughi. Un milione e cinquecentomila attraversarono il mar Nero in direzioni opposte tra Grecia e Turchia. Trecentomila tra Grecia e Bulgaria. Due milioni di polacchi, due milioni tra russi e ucraini, un milione di tedeschi, duecento cinquantamila ungheresi e altrettanti baltici.

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Forse l’Europa muore a Calais

Muro dopo muro. Forse l’Europa muore a Calais, vittima di un complotto il cui protagonista non è un singolo Stato, ma una strategia stupida e ipocrita delle piccole e grandi patrie. “Allons enfants de la patrie”, ma all’orizzonte non ci stanno giorni di gloria: solamente l’autodistruzione del tutti contro tutti. Una ‘mappa politica’ ragionata del professor Alberto Tarozzi sui muri fisici e su quelli politici che spesso facciamo finta di non vedere.

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Armi agli jihadisti dall’est Europa e dai Balcani

Una inchiesta della Balkan Investigative Reporting Network, Birn, e dal consorzio che indaga su corruzione e crimine organizzato, Organised Crime and Corruption Reporting Project, Occrp, riportata oggi dal londinese Guardian. Quello che si sospettava ora diventa un dato certo: le più recenti guerre balcaniche continuano a riprodursi altrove attraverso i loro arsenali svaligiati.

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Follia armi, oltre la vergogna Usa i peccati europei

Rivolta al Congresso Usa, sit-in dei democratici contro le armi. Un soffio di vergogna che non riscatta la follia politica Usa condizionata dalla lobby corruttiva delle armi. Problema macroscopico negli Stati Uniti, ma non soltanto lì. In Europa le armi non le compri con la carta di credito al supermercato, ma se proprio le vuoi, clandestinamente le trovi. 6.700 morti per arma da fuoco all’anno in Europa, rispetto alle 33mila vittime americane. Nani e per fortuna.

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Non c’è più spazio per la Turchia in Europa

È arrivato il momento di ammetterlo. Senza ulteriori esitazioni. La Turchia non può più entrare a far parte dell’Unione Europea. Bisogna che Bruxelles cancelli ufficialmente la trattativa con Ankara e…

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Europa a rischio guerra? I timori di Cameron e i guai certi

L’allarme di Cameron sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea: “Minaccerà la pace in Europa”. Atene torna nel mirino di Bruxelles. Tsipras ottiene per un soffio il voto del parlamento su 5 miliardi di tagli e tasse, affronta la dura contestazione dei sindacati e chiede all’Europa: «Basta austerità». Austria nel caos, si dimette il cancelliere Faymann. In carica dal 2008, socialdemocratico, ha annunciato il passo indietro dopo la vittoria dell’estrema destra di Hofer alle presidenziali.

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L’Europa e la paura dei migranti: come vivere in Alaska e temere la neve

Fra meno di una generazione, in Europa ci saranno piú centenari che bambini. Austria, Germania, Italia, saranno fra i Paesi piú invecchiati del mondo. La perdita di forza lavoro provoca la perdita di base per le pensioni, la diminuzione di consumi, del Pil, delle entrate dello stato. Generazioni di ottantenni avranno bisogno di assistenza. Chi oggi farnetica sugli immigrati che rubano il posto di lavoro provi a immaginarsi vecchio, non autosufficiente e veda se c’é in giro qualcuno che lo lavi, lo vesta, lo accompagni per la strada, lo assista in ospedale. (La foto di Amos Burg Nunivac, 1942)

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Muri e fili spinati, la storia si ripete e vede nero

Papa Francesco insiste con la solidarietà, Obama in Europa si dimentica nel muro americano col Messico, dai Balcani all’Austria barriere che si moltiplicano. I partiti europeisti perdono iscritti e consensi. Gli autarco-nazionalisti e un po’ fascisti spintonano e a volte vincono. Rischio effetto domino, con Berlino a Roma che ancora resistono, ma fino a quando? si chiede Massimo Nava

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Austria, barriere e soldati al Brennero per gli umori neri dell’elettorato

Vienna inventa un’inesistente invasione di migranti dall’Italia e annuncia «barriere metalliche» al Brennero. E 250 poliziotti austriaci per i controlli di confine. In caso di necessità anche soldati. L’invasione dall’Italia non esiste, mentre è reale l’avanzata dell’estrema destra xenofoba. Renzi: «Decisione sfacciata contro le regole europee». Ma Bruxelles balbetta e chiede spiegazioni

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