African command russo a Sidi el Barrani, tra Egitto e Libia?

Gli israeliani rivelano un pericoloso giro di alleanze che porta l’Italia in rotta di collisione con la Russia.
Forze speciali di Mosca a Sidi El Barrani con il compito di allargare il piccolo aeroporto militare esistente.
La base ospiterà anche jet da combattimento, elicotteri, truppe d’assalto e batterie di micidiali missili antiaerei S-300 e S-400. L’installazione sarà modellata su quella di Latakia, in Siria.
Quei vecchi “Leopard 1” italiani e tedeschi contro Haftar.

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Giulio Regeni, il giorno della trappola – IL VIDEO

Brandelli di verità. Giulio Regeni, il video dell’incontro con il sindacalista Abdallah che l’ha denunciato a qualche polizia politica o apparati di sicurezza. L’esca pronta a vendersi sperando in un Regeni spia che lo compri, filma l’incontro con una micro camera nascosta in un bottone della camicia. Ma Giulio non ci sta. E qualcuno decide di passare alle torture.

 

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Piloti egiziani su elicotteri russi in Siria? Egitto in campo

L’Egitto smentisce, ma non troppo. Smentisce rivelazioni stampa su presenze militari già in campo, dopo che il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi aveva espresso il proprio sostegno alle forze armate siriane. Ma il quotidiano libanese As Safir insiste, e fornisce dettagli su una unità di 18 piloti dell’esercito egiziano che si troverebbero in una base militare di Hama, nel centro della Siria mentre l’emittente al-Masdar riferisce anche dell’arrivo di alcuni cacciabombardieri egiziani.

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Portaelicotteri francesi dalla Russia all’Egitto, giostra e beffe

La Francia consegna la prima portaelicotteri Mistral all’Egitto. La seconda in arrivo a settembre. Le due Mistral erano destinate alla Russia ma il contratto era stato annullato nell’agosto scorso per le sanzioni Ue sulla questione Ucraina-Crimea. Si arma il discusso Egitto di Al Sisi, incassa petro-soldi sauditi la Francia, ma pecunia non olet. E la Russia non va a perderci.

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Francia e terrorismo: dalla sicurezza voli agli europei di calcio

Questione sicurezza dei voli dopo la tragedia EgyptAir, i dubbi e i timori: sicurezza aeroporti ma non solo. Attacco alla Francia o all’Egitto o doppio bersaglio, se di terrorismo si tratta? Da Parigi Massimo Nava.
Intanto la Francia ha prolungato per la terza volta lo stato d’emergenza proclamato dopo gli attentati del 13 novembre 2015, ritenuto necessario per la sicurezza durante gli Europei di calcio e il Tour de France.

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Aereo EgyptAir e la sindrome da terrorismo

LE IPOTESI A CONVENIENZA VARIABILE. Terrorismo o non terrorismo? E l’interrogativo già terrorizza. L’aereo scomparso e i suoi resti che prima sembravano esserci e poi scompaiono a lor volta. La EgyptAir ha ritrattato l’affermazione che i resti dell’aereo scomparso nel Mediterraneo sono stati trovati. Lo ha riferito la Cnn, che in precedenza aveva rivelato il contrario intervistando il vicepresidente della Egyptair

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Ex Cia rischia la galera in Italia per Abu Omar. Riflessi sul caso Regeni

LA CORTE COSTITUZIONALE PORTOGHESE DÀ IN VIA LIBERA ALLA ESTRADIZIONE DELLA EX SPIA CIA IN ITALIA. L’arcinoto ma sempre oscuro sequestro Abu Omar. A rischiare la galera italiana, l’ex agente Cia Sabrina De Sousa, nel 2003 coinvolta nel rapimento. Imbarazzo politico diplomatico italiano anche rispetto al caso Regeni, rileva il quotidiano britannico The Times (nella foto di copertina l’ex agente Cia)

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Regeni vietato in Egitto, email violata e bocca cucita ai giornalisti

Giulio Regeni, violata dall’Egitto la sua email e il profilo Google. Misteriosa intrusione un mese dopo la morte. Il Cairo ha sempre negato di aver forzato il suo account. Gli inquirenti italiani chiedono aiuto alla società californiana per trovare le tracce dell’intrusione informatica.

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Vergogna Regeni e galere turche. Giornalismo tra dittatura e autoritarismo

«Turkey is not Egypt». La Turchia non è l’Egitto, ma è il più grande carcere per giornalisti al mondo, come viene definito il paese di Erdogan da Repoters Without Borders. In Egitto gli ‘impiccioni’ più facilmente muoiono, lo abbiamo imparato da Giulio Regeni, ma i due paesi islamici ma quasi laici e filo occidentale che rapporto hanno con la democrazia e con la libertà di stampa?

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Il segreto delle isolette cedute dall’Egitto ai sauditi col placet israeliano

La devastante crisi mediorientale regala ogni giorno novità diplomatiche sorprendenti. Un comando unificato sull’isoletta di Tiran che metta assieme gli ufficiali dei tre Paesi sunniti e di Israele, per un controllo militare sul Mar Rosso, dal Golfo di Aden al Mediterraneo. E partita aperta con l’Iran

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Regeni: dall’Egitto accenni di verità e omertà ufficiale

Qualcosa di nuovo, accenni di verità dall’Egitto sul caso Regeni, almeno sul fronte giornalistico. Il racconto dell’agenzia Reuters dice che Giulio Regeni era stato fermato dalla polizia e poi trasferito in un compound dei servizi di sicurezza il giorno in cui scomparve, il 25 gennaio. Poi la solita smentita poco convincente dalle autorità egiziane di polizia responsabili di tanti depistaggi

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Al Sisi, il caso Regeni e il potere vero in Egitto

È davvero Al Sisi a comandare oggi in Egitto? L’Esercito solo ‘garante’ certo a stabile del Paese: lo sosteneva il generale Al Sisi nel 2014 quando l’esercito stava per farlo capo di Stato con un golpe. Ma oggi? Spaccature tra gli apparti della sicurezza sul caso Regeni, chi ha torturato e per colpire chi? Gli interessi francesi in concorrenza con l’Italia

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Regeni, la guerra all’Egitto e il ‘rischio Marò’

L’Egitto insiste: «Il caso Regeni sfruttato politicamente in Italia». Il nostro governo ha scelto la linea della fermezza sul caso Regeni. Braccio di ferro con un Paese arabo e con una dittatura militare. Quella che ha inghiottito il povero Giulio è la stessa che ha liquidato i Fratelli Musulmani, che ha dato un colpo al terrorismo e che è un attore indispensabile per la stabilità dell’area. Il generale Al Sisi gioca a suo vantaggio la posizione. La memoria degli errori sui Marò.

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L’Egitto si arrende ai torturatori. Regeni delitto di Stato

Fine del grande bluff dell’Egitto sul caso Regeni. L’Italia richiama l’ambasciatore Massari dopo la beffa del vertice romano con gli investigatori inviati dal presidente al Sisi. Poche e lacunose le carte arrivate dal Cairo, quasi da presa in giro. Negati i tabulati telefonici richiesti “perché l’Egitto difende la privacy”.

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L’Egitto e la tortura sistematica

L’enigma Regeni”, lo chiamano a Il Cairo. Enigma? In attesa che chi sa parli, la delegazione investigativa egiziana è a Roma per fornire ai colleghi italiani i risultati delle indagini sulla morte di Giulio. Prova verità per l’Egitto delle inverosimili ‘verità di Stato’ tentate sino ad oggi. Il generale Khaled Shalabi è il nome sul quale potrebbero ricadere le colpe ufficiali del massacro di Giulio. Ma scopriamo che la pratica della tortura in Egitto non è certo un caso isolato con un solo colpevole.

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Regeni, ormai caso internazionale, e l’Egitto ci ripensa

Il New York Times a Obama, rivedere rapporti con l’Egitto. Il caso Regeni scuote anche i media americani. Roma, Washington, il Cairo. E come una partita a domino, da Il Cairo una telefonata agli inquirenti italiani. Il procuratore dall’Egitto, “l’indagine prosegue in ogni direzione e quella sui criminali non è l’unica pista”.

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