Quando l’antimafia era battaglia d’opposizione e Rosario Di Salvo non era poliziotto

GAFFE SUL SITO DELLA PROCURA DI PALERMO. Rosario Di Salvo, il braccio destro del segretario del PCI siciliano Pio La Torre, ucciso con lui dalla mafia, che nelle memorie di Stato diventa ‘agente di scorta’. Forse perché sarebbe stato naturale che un bersaglio della mafia avesse una scorta. Ma così non era fino agli anni ’80. Memoria e testimonianza di Vincenzo Vasile.
LA TORRE E DI SALVO LE ULTIME DUE VITTIME DELLA GUERRA FREDDA ITALIANA, CHE USAVA LA MAFIA COME STRUMENTO DI ESCLUSIONE A SINISTRA.

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La ‘non storia’ di Giovanni, quando Falcone non era ancora Falcone

Memorie siciliane. Una vita centrale con tante vite attorno, segnate da alcune ‘fotografie’, flash, tappe di un percorso. Dal liceo Umberto di Palermo alla facoltà di giurisprudenza, dalla pretura di Lentini al palazzo di giustizia di Palermo. C’è anche il palazzo della taccagna principessa di Ganci, dove Visconti girò il gran ballo del suo Gattopardo. E poi le foto più note di un Giovanni già Falcone. Memorie non più soltanto siciliane. Frammenti di tragedie e volti per lapidi in gran parte dimenticate. Memoria che è anche commozione, grazie a Vincenzo Vasile

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Il vero Boris Giuliano raccontato da Vincenzo Vasile

Palermo tra anni ’60 e ’70, la prima guerra di mafia, il neo commissario e l’apprendista giornalista. La ‘pax mafiosa’ per riconvertire l’organizzazione al traffico planetario della droga, e lo sbirro Giuliano va a curiosare in America. La mafia in affari con Sindona e l’antimafia giudiziaria con Chinnici e Falcone. E’ l’investigatore Boris Giuliano, a fornire a Falcone gli elementi per il processo “mafia e droga” prologo per il maxiprocesso. Più storia che cronaca.

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Sui vaccini tv irresponsabile, in Rai il Virus della stupidità

IL RAGIONIER RED RONNIE E L’ATTRICE BRIGLIADORI CONTRO LE VACCINAZIONI DEI BAMBINI in una trasmissione Rai, e il conduttore Nicola Porro li lascia liberi di disinformare, come se fosse una questione di opinioni e non di medicina e scienza.
-Ora nel mirino la trasmissione “Virus”.
-Il virologo Burioni: «Serve un’adeguata informazione».
-Dalla commissione di Vigilanza Rai la promessa di intervenire. Vedremo. 

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Re Riccardo III di Leicester e la corona che sembra un pallone

A pochi passi da Leicester, a Bosworth, nelle Midlands, nel 1485 muore Riccardo III Plantageneto, re d’Inghilterra, discendente di Riccardo I, Cuor di Leone. Shakespeare gli dedica una delle sue più famose tragedie ma non lo tratta molto bene. Leincester, dopo aver ritrovato le ossa del sovrano e averle difese dalle pretese di Londra, riscopre il suo orgoglio di nobile borgo, ricco di valori, aperto alle idee, protagonista della storia. Una città che, improvvisamente, anche nello sport, è riuscita a trovare una dimensione regale.

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World Press Freedom Day, giornata mondiale della libertà di stampa

Articolo 21 della Costituzione, «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione».
3 maggio, giornata mondiale della libertà di stampa. I Paesi dove il giornalismo è in pericolo sono molti: dall’Egitto alla Turchia, dalla Cina alla Russia, dal Congo all’Iran. L’Europa non è da meno.

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Rai, campionato del peggio tra dirigenti interni e supervertici paracadutati

Antonio Campo Dall’Orto e la Rai, matrimonio tormentato. Il nuovo amministratore delegato di nomina renziana, o non fa o fa male, denuncia il sindacato UsigRai di fronte a troppe assunzioni di dirigenti esterni, antichi collaboratori del nuovo. Andrea Melodia, ex dirigente Rai ed esponente dell’Ucsi, stampa cattolica, prova a ragionarci sopra. I nuovi inserimenti utili e le forzature del già visto. Le innovazioni che non innovano e in cambiamenti necessari che non arrivano.

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Vergogna Regeni e galere turche. Giornalismo tra dittatura e autoritarismo

«Turkey is not Egypt». La Turchia non è l’Egitto, ma è il più grande carcere per giornalisti al mondo, come viene definito il paese di Erdogan da Repoters Without Borders. In Egitto gli ‘impiccioni’ più facilmente muoiono, lo abbiamo imparato da Giulio Regeni, ma i due paesi islamici ma quasi laici e filo occidentale che rapporto hanno con la democrazia e con la libertà di stampa?

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Piano industriale Rai: più tecnologia meno informazione. Servizio pubblico dove?

Riflessioni e studi su cosa deve essere il servizio pubblico a cui ha contribuito anche l’autore, Andrea Melodia, Ucsi. Ma non una di queste proposte pare compresa nel nuovo piano industriale della Rai. Le incertezze di Campo Dall’Orto: meno edizioni di Tg1, Tg2, Tg3 e meno canali, ma come? Ancora la Tv con licenza di straparlare invece di puntare sulla qualità, sul ragionamento, sulla competenza? Perplessità sull’era Campo Dall’Orto /Maggioni in Rai da parte di Michele Anzaldi, deputato PD, renziano. Soltanto un caso?

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Libertà di stampa, Italia pessima, ma come è fatta la classifica?

Per l’anno 2015 l’Italia è al 77° posto, dopo paesi come El Salvador e Burkina Faso: è possibile? Come sono decise le posizioni? Come funziona il World Press Freedom Index, la classifica in cui ogni anno l’organizzazione non governativa Reporter Senza Frontiere ordina i paesi del mondo sulla base di quanto è libera la loro stampa

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Vespa è ciò che gli è stato concesso essere, ‘confessa’ l’ex dg Rai Celli

Un inizio scoppiettante quello di Pier Luigi Celli con Remocontro. Personaggio che non s’è mai tirato indietro anche quando governava la Rai, non lo fa di fronte allo scottate caso Vespa. Che ‘crede di avere ragione per il solo fatto di essere sopravvissuto a tutto e a quasi tutti’. Il mito di unicità come modo paraculo per rendersi indispensabile. La bravura dell’attore e la rassegnazione degli impresari. Una liturgia cerimoniale in cui la levità della chiacchiera dovrebbe togliere ogni veleno alla pesantezza dei contenuti più scottanti. Ma poi Riina…

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Ventennio di Vespa in Rai, epilogo necessario

Andrea Melodia, ex Tg1, ex dirigente Rai, vertice Ucsi, stampa cattolica, Bruno Vespa lo conosce bene. «L’unico direttore Rai mai sostituito, mai sostanzialmente messo in discussione, protetto da una rete capillare di appoggi politici che hanno sempre compreso maggioranze e opposizioni alterne, e mai ha consentito all’azienda di decidere alcunché sulla linea editoriale dell’intera seconda serata di Raiuno, e questo negli ultimi vent’anni, è Bruno Vespa. Un giornalista molto bravo, non c’è dubbio. Ma è lui a dover rappresentare il servizio pubblico?»

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La Porta in faccia

Un tempo intervistare i tre magistrati nella foto era impresa giornalistica nobile e per pochi. Intervistare il figlio di chi ordinò le stragi che uccisero Falcone e Borsellino assieme a molti altri poteva riuscire soltanto a Bruno Vespa nel suo salotto extraterritoriale da ogni regola e buon gusto. Lancio in grande stile del libro di Salvo Riina, il figlio del capo mafia autore della strage di Capaci. Il servizio pubblico salotto di famiglie criminali, dai Casamonica ai Riina. Un fiume di proteste non ferma la messa in onda. Il direttore generale Campo Dall’Orto prova a mediare ma perde su tutta la linea rispetto all’immarcescibile Vesp.

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Panama Papers e Paperoni: numeri, smentite, dubbi

Per Edward Snowden – l’ex contractor della National Security Agency americana – che ne svelò i segreti ‘Panama Papers’ è «la più gigantesca soffiata nella storia del giornalismo». ‘Soffiata’, strana parola. Dietro ci sono 11,5 milioni di documenti segreti analizzati dai giornalisti per oltre un anno. 140 tra politici, imprenditori, personaggi famosi o persone a loro vicine. 12 i leader politici tra re, presidenti e primi ministri coinvolti dallo scandalo. 33 persone e società nella ‘lista nera’ Usa per legami col terrorismo.

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Addio «The Independent» in edicola, da Pasqua solo online

Il “The Indipendent” smette definitivamente di stampare le sue copie cartacee. Finisce così la storia durata 30 anni per il quotidiano più europeista, anticonformista e fuori dal coro fra le testate del Regno Unito. Dal 1986 era un punto di riferimento del mondo liberal, ora i suoi lettori dovranno spostarsi sul digitale.

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Gruppo Espresso-Repubblica, arrivano gli Agnelli, la Fiat lascia il Corsera

Il gruppo L’Espresso, proprietario di Repubblica e del settimanale oltre a una serie di giornali locali verso la fusione con Itedi, la società che controlla La Stampa e il Secolo XIX. La nuova società controllerà circa il 20% del mercato. L’ex Fiat scende a Roma e cede la sue quote di RCS, Corriere della Sera. Meno pluralismo.

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