Sole 24 ORE, ma non le ultime. Crisi del grande quotidiano

Il più prestigioso quotidiano economico italiano edito da Confindustria taroccava i conti di casa per fingersi in salute mentre accumulava debiti che ora rischiano di strangolarlo mettendo a rischio 1200 posti di lavoro. Il 2 maggio il Sole 24 ORE ha festeggiato i suoi 150 anni alla Scala di Milano presente il presidente della Repubblica Mattarella, mentre direttore e amministratore delegato annunciavano gli ottimi risultati del gruppo. Ma erano conti truccati. Paradosso e resa dei conti all’associazione industriali. Nei primi sei mesi del 2016 il Sole ha perso circa 50 milioni di euro. 300 negli ultimi 7 anni, a partire dalla direzione Riotta.

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Dieci anni di WikiLeaks, rivelazioni e sospetti

La storia dell’organizzazione fondata da Assange nel 2006, dai primi ‘leaks’ alla pubblicazione delle mail del partito democratico che hanno fatto rischiare a Hillary Clinton la candidatura alla Casa Bianca. e proprio oggi Assange,m il fondatore rilancia promettendo nuove rivelazioni esplosive sulla campagna elettorale Usa. Nel 2006 l’organizzazione di Assange pubblica le prove sulle torture di Guantanamo. Nel 2010 WikiLeaks svela al New York Times, al Guardian a Der Spiegel documenti sui gravi crimini commessi dagli Stati Uniti durante la guerra in Afghanistan. Nel 2013 la figura di Assange viene messa in ombra da quella di Edward Snowden, protagonista delle rivelazioni sul Datagate. Infine i sospetti americani di collusioni con il Cremlino.

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La ‘Telepolitica’ nella ‘NonTv’

Overdose di politica in Tv, e il pubblico la scansa a colpi di telecomando. Soprattutto la politica raccontata con spocchia. ‘A domanda rispondi e guai a te se sgarri’, era più o meno l’infelice lancio di Politics. L’indifendibile ‘Politics’ su Rai Tre che sta per costare la carriera a due professionisti appena paracadutati in Rai, il conduttore Semprini, la direttora di Rete Bignardi, mentre il dg che voleva reinventare la Tv, Campo Dall’Orto, cerca ancora di salvarli non sapendo come girare la frittata di 682.000 telespettatori, che sono poco più del monoscopio al martedì in prima serata.

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L’informazione e la Rai, un futuro credibile?

Criticità diffuse: sfiducia nelle istituzioni, populismo, disaffezione verso l’Europa, trovare lavoro e fonti di informazione affidabili, quindi anche la Rai. Andrea Melodia, esponente dell’Ucsi, stampa cattolica, sulla Rai, di cui è stato dirigente, vola alto senza senza però concedere sconti sulle cose che andavano e andrebbero fatte che sono state invece accantonate. Pezzo da ‘terza pagina’, dopo le ire di Remocontro ieri, sulla scemenza di vincoli contrattuali violati nel caso Semprini per puro ‘bullismo dirigenziale’.

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Rai, inciampo dopo inciampo, casca su Semprini

Era l’ondata innovativa dalla ‘tv concorrente’ da importare in Rai. Come al supermercato, compri uno ma talla cassa te ne trovi due o tre. Arrivi da la Sette o da Sky, da Daria Bignardi all’ennesimo conduttore esterno per settimanali Rai che poi, sistematicamente, falliscono. Questi ultimi almeno la televisione l’hanno fatta, oltre che vista. Ma nel caso del povero Gianluca Semprini, conduttore di Politics, è accaduto di più e di peggio, colpevoli, un gruppo dirigente di sprovveduti o di incapaci. Vediamo come.

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La Rai e le regole: dopo i superstipendi i dirigenti esterni

Prima la bagarre ferragostana sui superstipendi che alla fine non ha tolto un soldo di tasca a nessuno. Con la vendemmia arriva il pasticcio delle assunzioni di dirigenti esterni fuori da regole e procedure, accusa l’Autorità Nazionale Anticorruzione. Problemi sempre più evidenti di credibilità da parte di un gruppo dirigente che sembra aver interpretato il rinnovamento dei vertici aziendali con l’assunzione di amici degli amici o personali o aziendali.

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Dario Fo bandito in Turchia: «È il secondo Nobel»

I suoi testi teatrali censurati insieme a quelli di Shakespeare, Cechov e Brecht «Sono tutti morti tranne me, speriamo che Erdogan non lo venga a sapere». Con la consueta ironia Dario Fo commenta la sua messa al bando dai teatri turchi assieme alle opere di cotanti autori: «Un’ottima compagnia. Lo considero un secondo premio Nobel».

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Burkini libero. La Francia del diritto sospende il ridicolo

Burkini, provvedimento ferragostano a caccia di consensi balneari, poi la Francia, Paese di antiche tradizioni democratiche, ritrova il diritto e il senso del ridicolo. Il Consiglio di stato boccia il provvedimento anti-burkini di Villeneuve-Loubet, uno dei circa 30 comuni francesi che avevano vietato di indossare sulle spiagge il costume integrale islamico. Questo mentre l’ex presidente Nicolas Sarkozy promette che, se tornerà all’Eliseo, il divieto del burkini diventerà legge nazionale.

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Il mondo che non si ferma a ferragosto

Rassegna stampa planetaria della settimana di più alta disattenzione giornalistica per la convenzione tutta occidentale delle ferie latine di Augusto e per la chiusura di uffici e luoghi di lavoro vari che il latino proprio non lo conoscono. Ma il mondo non si ferma e non si fermano purtroppo i suoi guai. Ecco come li leggono i più accreditati osservatori occidentali sul pianeta.

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GIOSTRA RAI, nuove nomine antiche vergogne

«OCCUPAZIONE DI POSTI E LOTTIZZAZIONE SENZA NESSUN PROGETTO», denunciano Fnsi e Usigrai. Nuovi direttori dei Tg Rai, Ida Colucci al Tg2, Luca Mazzà al Tg3, Andrea Montanari a Radio 1 Giornale radio e Nicoletta Manzione, a Rai Parlamento, sono i nuovi direttori delle testate giornalistiche Rai. Con 6 voti favorevoli e 3 contrari, il Cda dell’azienda ha approvato il pacchetto di nomine proposto ieri dal Dg Campo Dall’Orto nonostante il difficile clima registrato in Commissione di Vigilanza.

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Stipendi Rai. Questi due valgono 1 milione di euro?

IL PESCE PUZZA SEMPRE DALLA TESTAStipendi Rai, come i golpe d’estate, si ripetono ciclicamente ma, come in Turchia, spesso non riescono. Purtroppo sussurra qualcuno. La questione degli stipendi di giornalisti e dirigenti Rai finisce davanti alla Corte dei Conti: il Codacons scopre che l’acqua calda brucia e presenta una denuncia alla magistratura contabile sugli abnormi compensi elargiti dalla tv di Stato ai propri dipendenti».

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Cordoglio a intensità variabile e gerarchia tra ‘vittime innocenti’

Attentati e «vittime innocenti». Esiste una gerarchia dell’innocenza? si chiede Massimo Nava. E afferma che il cordoglio, il dolore, la solidarietà, la voglia di comprendere vengono espressi a geometria variabile. E quel cordoglio condizionato, non solo offende le vittime, ma ne prepara molte altre, perché nasconde le cause del terrore e lascia inalterati i meccanismi che hanno generato terroristi.

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‘Il manifesto’ chiude, ‘il manifesto’ rinasce

Due copertine per due notizie, l’una il contrario dell’altra ma ambedue vere. Titolo sintesi come ci ha abituati ad apprezzare ‘il manifesto’ : «È la Fine.» il primo, a dirci della liquidazione coatta amministrativa della testata. Il manifesto sino ad oggi. Seconda copertina, secondo titolo: «È l’inizio», “L’inizio di un quotidiano nuovo: il manifesto”.

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Ieri delle passioni forti, l’oggi delle passioni tristi

Questa è una rapina, anche se autorizzata dal rapinato. Michele Gambino è un eccellente giornalista e un vecchio amico in tempi in cui il giornalismo d’assalto ti imponeva le peggiori frequentazioni: dai mafiosi ai brigatisti a spie varie. Chi aveva i contatti con i peggiori soggetti era considerato il più bravo. Michele era cresciuto alla scuola di Pippo Fava, nella redazione de i Siciliani. Ne vediamo gli allora eredi in una foto d’epoca fatta copertina. Nelle vite intense del mestiere, la geografia crea le lontananze, ma non annulla la memoria, e quindi ritrovo Michele via web e anticipo una nuova grande firma per RemoContro, con questo sue breve ma intenso post in cui in molti vi riconoscerete.

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Beppe Ferrara regista, il cinema di denuncia e un pessimo figurante

Giuseppe Ferrara, detto Beppe, non era un tipo facile, ci racconta Vincenzo Vasile che, per fortuna del cinema e del giornalismo, disse in tutto tre parole tre, costate quattro scene ripetute e bestemmie da parte del grande regista. Docufilm e Istant Muvie nella Palermo primi anni ’80 dove la mafia non solo ammazzava ma pretendeva anche di comandare. Un omaggio ad un importante testimone delle più significative vicende italiane del secolo scorso fatto con irrituale e simpatica delicatezza.

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Modigliani, un dipinto maledetto e Massimo Nava a stupirci

RemoContro a sorpresa. Qualche volta, grazie ai suoi prestigiosi autori, parla anche di delitti non in serie come nella guerre di cui ci occupiamo di solito. Ad esempio, delle indagini del commissario Bastiani sulla morte di un mercante d’arte stregato da una tela di Modigliani, nel nuovo romanzo di Massimo Nava, che si rivela anche giallista coi controfiocchi ne, «Il mercante di quadri scomparsi».

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