Irlanda anni bui: per 800 orfanelli solo la fossa comune

Una fossa comune per 800 bambini in un ex orfanotrofio cattolico gestito da suore nella Repubblica d’Irlanda. Figli di madri nubili, considerati orfani e affidati alla carità non certo amorevole dell’orfanotrofio. Accadeva tra il 1925 e il 1961; realtà vicina. Una storica locale aveva trovato gli elenchi dei bimbi morti per malattia, ma nessuna tomba. Poi il ‘mea culpa’ della chiesa cattolica irlandese che aveva in gestione molti di quei centri, aveva favorito la trasparenza su fatti di una insensibilità crudele, dopo anni di segreti e insabbiamenti.

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Dj Fabo felice nel sorriso di Valeria

Una quantità di sofferenza tale nella non vita che la morte è liberazione. Una dimensione terribile soltanto nel provare ad immaginarla. Poi ci sono le questioni etiche e morali per i credenti che, polemizza Mimmo Lombezzi in questa sua breve nota, tendono a straripare, cercando di imporre valori propri ad altri nel nome di una loro presunta universalità. Noi rimaniamo alla sofferenza di Fabo, e all’amore infinito che la sua Valeria gli ha espresso accompagnandolo e sostenendolo nella sua difficile scelta.

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Ai vertici Rai stipendi ‘socialisti’, ma non provate a piangere

Rai socialista nel senso del tutti uguali o quasi, visto che parliamo solo di superstipendi. Poco socialista la cifra massima consentita ai più in alto. 240 mila euro anno, il tetto massimo di retribuzione Rai, e non sono bruscolini. Certo, per chi come l’ad Campo Dall’Orto, il ‘dimagrimento’ dello stipendio arriva a 400 mila e passa, la dieta risulta pesante. Dubbio: ad essere sconvolgente, quei 400 mila euro di taglio, o quei 650 mila che qualcuno aveva deciso che dovesse guadagnare, prima dei tagli, l’ineffabile personaggio?

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‘Cybercrime’, banditi via web, altro che hacker russi

Allarme Cybercrime, il 2016 l’anno peggiore di sempre. Allarme dell’associazione Sicurezza Informatica: ‘phishing’, la truffa via internet cresce dell’enormità del 1166 per cento, assieme alla ‘cyber warfare’, la ‘guerra di informazioni’, come quella durante la campagna elettorale Usa, che fa registrare il numero di attacchi più elevato degli ultimi sei anni. Oltre al caso di cyberspionaggio contro la Farnesina. Cyberspie e cybercriminali. I ‘botnet Mirai’, il ‘ransomware’ ed i ‘malware’, che sembrano bestemmie più che malvagità informatiche che ti uccidono il computer con tutti i sui dati.

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Rai, tagli ai compensi delle Star. Verità o un pacco?

Il Consiglio di amministrazione Rai taglia i compensi agli ‘artisti’, con contratti d’oro: “Da aprile scatterà il tetto anche per voi” Il limite, fissato a 240 mila euro, che è già stato applicato ai manager interni, direttore generale e Presidente compresi. Per le star di trasmissioni di grandi ascolti, compensi spesso milionari. Tra loro Conti, Fazio, Insinna, Clerici, Vespa, Giletti, Piero e Alberto Angela, Amadeus, Annunziata

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Con i Caschi blu l’Onu va a puttane

A dispetto dei nobili intenti di promozione dei diritti umani, gli scandali legati a casi di abusi sessuali commessi da caschi blu o da funzionari Onu segnano la storia recente dell’organizzazione, denunciano le giornaliste Delphine Bauer ed Hélène Molinari, del progetto ‘Zero impunity’. Secondo il rapporto 2015 su sfruttamento e abusi sessuali del personale delle missioni di pace, ben 480 denunce di abusi dal 2008 al 2013, episodi ritenuti ampiamente sottostimati per occultamento e omertà.
(I disegni sono firmati da Damien Rondeau)

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‘Fake-news’, balle a mezzo stampa, chi le spara più grosse

L’ultima sul fronte ‘fake-news’, arriva dalla Russia, solitamente bersaglio delle accuse di parte occidentale di fabbrica di notizie false o abilmente ‘aggiustate’. Sul sito del ministero Esteri di Mosca parte la rubrica ‘fake-news’, tra gli esempi di conta frottole, news del New York Times, Washington Post, Telegraph. Insomma, nessun riguardo reverenziale.
Sul fronte opposto le accuse riguardano soprattutto la tv russa e l’agenzia Sputnik. Ce n’è per tutti, e spesso a ragione.
L’Italia e la legge anti bufale, e le ‘regole per proliferazione delle balle via web’.

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Quando i giovani non votano la democrazia rischia

Democrazia a rischio per abbandono giovanile. Lo sostiene il prestigioso settimanale britannico ‘The Economist’ che, in una sua inchiesta che spazia per tutto il mondo, scopre il rifiuto al voto da parte di molti giovani come protesta politica spesso impegnata. Contraddizione apparente e spunti di riflessione. Col qualche segnale preoccupante in più. I giovani che spesso non scelgono, quando lo fanno sono sovente mossi da stimoli superficiali.

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La lettera di Michele,
‘Troppi No per vivere’

La lettera di Michele, il trentenne di Udine che giorni fa si è tolto la vita. I suoi genitori hanno deciso di renderla pubblica, e parlarne è anche accompagnarli nel loro dolore, ci dice Francesca de Carolis, che abbiamo trascinato oltre il suo tradizionale ruolo di ‘Gatto randagio’, per aiutarci leggere quella sconvolgente vicenda.
L’accusa dei genitori: «Nostro figlio ucciso dal precariato».
Le ragioni di Michele: «Perché di no come risposta non si vive, di no si muore».
«Io non ho tradito, -ci ha scritto Michele- io mi sento tradito, da un’epoca che si permette di accantonarmi, invece di accogliermi come sarebbe suo dovere fare».

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Oliver Stone e ‘Ukraina on Fire’. Bugiando solo il giornalismo?

Chi è il responsabile della circolazione delle tante “fake news”, le notizie false in circolazione nel mondo? Oliver Stone, i regista americano non ha dubbi: non sono i canali non convenzionali, il web, ma, al contrario, le testate giornalistiche più prestigiose. Dimostrazione, l’Ucraina, golpe emericano contro la Russia. Tutto alla presentazione del documentario ‘Ukraine on Fire’, a Los Angeles che racconta la rivoluzione ucraina del 2014 letta in maniera alternativa. Con qualche affermazione categorica di troppo

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Giornalismo in crisi e sindacato da ripensare

Un giornalista di antico e nobile lignaggio, splendida penna e lingua velenosa. Vincenzo Vasile comincia il mestiere nel 1972 muovendosi nelle acqua limacciose della stampa di sinistra (L’Ora e l’Unità) nella Sicilia scopertamente mafiosa che quando non ammazzava, querelava e intimidiva e colpi di costosi processi.
Da sempre esiste il sindacato unitario dei giornalisti, la Fnsi, mentre tra gli editori (anche a sinistra) si moltiplicavano i banditi.
Perché ancora Fnsi, si chiede Vasile nell’inviare la lettera di dimissioni dal sindacato visto che il sindacato, a suo dire, non attacca abbastanza certa editoria d’avventura.
Perché non Cgil o Cisl o Uil e quello che preferite?
Ma forse il sindacato giornalisti, quello storico, è ancora in tempo a confrontarsi con le ragioni di Vasile, ma non soltanto. Dandosi una mossa.

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Vaticano contro cavalieri di Malta, tra storia e ridicolo

La cronaca è tratta da ‘Le Monde’, ripresa da ‘Internazionale’ citando ‘The Guardian’ che ribatte a ‘The Independent’. Sembrerebbe una cosa seria. ‘Malta Today’ allarma il mondo: ‘avrebbe potuto portare a uno scisma in seno alla chiesa cattolica? Cose serie o scemenze? Remocontro è incerto. Decidete voi.

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Memoria, il fascismo in piazza che sporca Milano

Sabato 28 a Milano, Ornella Coen, 72 anni, aprirà una catena umana che arriverà fino al Memoriale della Shoah. Venerdì scorso, di notte, hanno imbrattato la “Pietra d’inciampo” in memoria di Dante Coen, il padre di Ornella, che prelevato dalle SS o dai fascisti, il 26 luglio 1944, venne deportato nel campo di sterminio di Auschwitz e poi assassinato a Buchenwald. Memoria.

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Classifica corruzione, Italia sul podio dei peggiori

Terzultima in Europa, appena prima di Grecia e Bulgaria. O se vuoi rovesciare la classifica, medaglia di bronzo tra i Paesi più corrotti in Europa, dopo Grecia argento e Bulgaria…

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CHARLIE NO! Oltre il cattivo gusto c’è solo vergogna

Da vignettista a vignettista, Mimmo Lombezzi oggi getta via la matita per non confondersi con certa satira disegnata e usa la penna, o il computer se preferite, e scrive. E Remocontro in ciò che dice Mimmo Lombezzi si ritrova pienamente. Persino troppo buono oggi Mimmo.

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Si temeva e sta accadendo: Sky Tg24 trasferita a Milano

La pay tv di Murdoch taglia i dipendenti e trasferisce Sky Tg24 da Roma nella sede milanese. Piano lacrime e sangue quello annunciato da Sky: nei prossimi mesi sono previsti un totale di 200 esuberi in molti settori operativi sia a Roma sia a Milano, ma soprattutto, il trasferimento nel capoluogo lombardo di circa 300 dipendenti, fra i quali la redazione di SkyTg24. Ovviamente, o il trasferimento o l’addio. Un dramma occupazionale e personale per molti, una perdita tutta ancora da valutare per il giornalismo.

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