Il terrorismo non nasce col Califfo e non morirà con lui

LA STORIA PRIMA DELL’EFFETTO EMULATIVO MOLTIPLICATORE DI TV E WEB.
Chiamati troppo spesso col nome sbagliato di terrorismo, gli attentati, le stragi si susseguono. Le ultime con alcune caratteristiche il comune. Nizza o Monaco o Ansbach o Stati Uniti, ognuna è stata eseguita da una sola persona; ogni esecutore ha un vissuto di emarginazione, instabilità psichica, piccoli reati, nessun contatto verificato con organizzazioni islamiste jihadiste, anche se gli attacchi di Orlando e Nizza sono rivendicati da Daesh, non nuova a rivendicare azioni altrui. Un breve salto nel passato utile per una più mirata analisi del fenomeno.

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Terrorismo, autodifesa impossibile, attenzione utile

Ancora un contributo di Carlo Bocchialini su un tema che coinvolge tutti noi: come può la società difendersi dal terrorismo, come è possibile per ognuno di noi difendere la propria vita e la propria famiglia dalle diverse violenze dilaganti. Dopo Nizza, Monaco e prima ancora le troppe stragi Isis. Nessun manuale di autodifesa o una rincorsa alle armi modello americano, ma qualche semplice ragionamento. Condivisibile o meno, un approccio a un problema che ci coinvolge tutti.

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Dopo golpe: ora quei jiadisti su e giù dalla Siria via Turchia?

Secondo i Servizi segreti francesi dal Paese di Erdogan entrano (ed escono) almeno cento “foreign fighters” alla settimana. L’Isis istruisce i combattenti e li rimanda in Europa a mettere bombe. “Il Califfo, difficilmente utilizza come carne da cannone i combattenti occidentali che arrivano da Francia, Gran Bretagna, Belgio eccetera”, ci racconta Piero Orteca con la sua prosa ornata. “Preferisce istruirli per bene, imbottirli magari di armi e munizioni, e rispedirli al mittente, “in sonno”, nell’attesa di combinare macelli in Europa”. Le fabbriche di armi Isis e i loro fornitori preferiti sempre via Turchia

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La scia di sangue del terrorismo in Europa

Gli attentati di matrice islamica avvenuti in Europa negli ultimi anni. Dagli zainetti bomba di Madrid nel 2004, ed era ancora Al Qaeda, al camion assassino del lungomare di Nizza, e siamo a Isis. L’assenza di memoria rinnova ogni volta le paure rimosse

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Dai matti finti Napoleone a chi si inventa jihadista Isis

Europol sui ‘Lupi solitari’: “Sebbene l’Isis abbia rivendicato gli attacchi di Orlando, Magnaville, Nizza e Wurzburg, nessuno dei 4 sembra essere stato pianificato, logisticamente sostenuto o eseguito direttamente dall’Isis, e in nessuno può essere stabilito un legame certo con il sedicente Stato Islamico.

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A Dacca l’Italia si scopre bersaglio

Secondo gli analisti israeliani l’attentato di Dacca dimostra che anche per il nostro Paese cominciano i guai. Paghiamo l’impegno in Libia? Gli attentati sono in ogni caso ispirati dall’Isis che comunica indirettamente con le sue “cellule”. L’escalation di attentati secondo il Global Terrorist Database. Nel 2007, nel pianeta, il terrorismo ha fatto “solo” 12.586 morti. Diventati 22.235 nel 2013 e ben 43.554 nel 2014.

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Isis alla conquista della rabbia nel Sud-est asiatico

Il Bangladesh della strage, ma non solo. Anche Indonesia, Filippine, Malesia. Ecco dove lo Stato Islamico sta estendendo la propria rete rispondendo alla nascita di Al Qaeda nel Subcontinente Indiano, una concorrenza tra integralismi che prevede ora anche occasionali collaborazioni e spartizioni di territori e obiettivi.

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Isis, marchio del terrore in franchising per massacri

Strage di Dacca, il governo del Bangladesh insiste: ‘I killer non erano dell’Isis’. Giovani, altamente istruiti e provenienti da famiglie bengalesi benestanti, membri del gruppo jihadista bengalese Jumatul Mujahedeen Bangladesh, affiliato a Daesh solo recentemente. Terrorismo autoctono che cerca un ‘marchio di garanzia’ nel mercato del massacro copiandone le efferatezze. Il terrorismo ceceno a Istanbul, la vendetta sunnite a Baghdad con 200 morti tra gli sciiti

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Terrorismo globale, antiterrorismo frammentato e assurdi steccati

Terrorismo, allarme rosso. Lo jihadismo rivendicativo in Bangladesh. Con l’attacco di Istanbul il cambiamento di strategia del “Califfo”. Aumentano i timori su nuovi possibili sanguinosi attentati dell’Isis in tutti gli aeroporti. Serve un piano di collaborazione internazionale che superi i vecchi steccati ideologici tra Est e Ovest. «Chiunque, oggi, alimenti divisioni o contrapposizioni con la Russia di Putin, finisce per schierarsi dalla parte del Califfo».

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Bangladesh, le ingiustizie sociali e il «mercato jihadista» in Asia

20 vittime, 9 italiane, tutti imprenditori tessili. Il governo locale ha sempre negato un pericolo terroristico, mentre Isis e al Qaeda si spartiscono il «mercato jihadista». Mentre in altre zone del mondo il radicalismo ha origine della disintegrazione dello Stato o per le guerre occidentali, nel Bangladesh la violenza sociale e lo sfruttamento manifatturiero delle multinazionali hanno creato un terreno di disperazione che aiuta l’integralismo a crescere.

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Ramadan di sangue. Isis attacca in Bangladesh. 9 Italiani uccisi

A DACCA NOVE VITTIME ITALIANE ACCERTATE, DICE IL MINISTRO DEGLI ESTERI GENTILONI. Sono almeno venti i civili uccisi da un commando terrorista che ha assaltato ieri sera un bar-ristorante nella capitale del Bangladesh. La maggior parte delle vittime sarebbero italiani e giapponesi. Il Ramadan di sangue promesso dal Califfo sotto attacco che non si arrende

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Mosul, 29 giugno 2014, nasce il Califfato di Al Baghdadi

Due anni fa i miliziani dello Stato Islamico entravano a Mosul e cambiavano il volto di Siria e Iraq e la percezione di sicurezza sul pianeta. Oggi quei miliziani, combattuti da mezzo mondo, sono ancora lì. Una sconfitta militare prossima, contrastata da un terrorismo incontrollabile di disperati feroci e allo sbando

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Jihadisti in franchising. Così Isis ha cambiato la filosofia dal terrore

QUASI PREVEGGENZA SU QUANTO ACCADUTO NELLA NOTTE A PARIGI. Una volta il Ramadan era considerato un mese di tregua, oggi è vero il contrario. Isis avrebbe lanciato il segnale atteso ai lupi solitari, i terroristi in sonno. Potenziali killer di massa, spesso senza collegamenti stabili o continui con le centrali del terrore. Terroristi in “franchising”. Agiscono da soli, e subito dopo l’Isis si limita a mettere il suo “marchio di qualità” su qualsiasi attentato.

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Nuovo allarme Usa sui ‘foreign fighters’ operativi in Europa

Per la seconda volta in 10 giorni, le autorità americane allertano l’Europa su nuovi possibili attacchi terroristici. Dopo l’allarme lanciato dal capo della National Intelligence James Clapper, è la volta di Lisa Monaco, consigliere dell’antiterrorismo della Casa Bianca in visita in Belgio che avrebbe segnalato un flusso di jihadisti di ritorno “come non si era mai visto”.

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Crisi finanziaria dello Stato Islamico, ma sale il rischio terrorismo

L’Isis sta affrontando ristrettezze finanziarie senza precedenti dalla nascita del ‘Califfato’ fra Siria e Iraq, nel giugno 2014. E gli attentati di Parigi e Bruxelles sarebbero anche una risposta a queste difficoltà, dovute all’offensiva della coalizione a guida Usa.

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«Grande Fratello» distratto quando c’è da spiare il terrorismo?

Terrorismo e gli attentati di Bruxelles. Dalla tecnologia, oltre che dagli apparati di intelligence e sicurezza, ci si aspettava di più per la prevenzione. Ma la tecnologia ci riprova. In Italia è pronto un sistema creato da ENEA, basato su laser in grado di rilevare ovunque tracce di esplosivi. In Italia lo studio su come rilevare a distanza la presenza di esplosivi basato su sensori laser.

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