Isis, marchio del terrore in franchising per massacri

Strage di Dacca, il governo del Bangladesh insiste: ‘I killer non erano dell’Isis’. Giovani, altamente istruiti e provenienti da famiglie bengalesi benestanti, membri del gruppo jihadista bengalese Jumatul Mujahedeen Bangladesh, affiliato a Daesh solo recentemente. Terrorismo autoctono che cerca un ‘marchio di garanzia’ nel mercato del massacro copiandone le efferatezze. Il terrorismo ceceno a Istanbul, la vendetta sunnite a Baghdad con 200 morti tra gli sciiti

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Terrorismo globale, antiterrorismo frammentato e assurdi steccati

Terrorismo, allarme rosso. Lo jihadismo rivendicativo in Bangladesh. Con l’attacco di Istanbul il cambiamento di strategia del “Califfo”. Aumentano i timori su nuovi possibili sanguinosi attentati dell’Isis in tutti gli aeroporti. Serve un piano di collaborazione internazionale che superi i vecchi steccati ideologici tra Est e Ovest. «Chiunque, oggi, alimenti divisioni o contrapposizioni con la Russia di Putin, finisce per schierarsi dalla parte del Califfo».

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Mosul, 29 giugno 2014, nasce il Califfato di Al Baghdadi

Due anni fa i miliziani dello Stato Islamico entravano a Mosul e cambiavano il volto di Siria e Iraq e la percezione di sicurezza sul pianeta. Oggi quei miliziani, combattuti da mezzo mondo, sono ancora lì. Una sconfitta militare prossima, contrastata da un terrorismo incontrollabile di disperati feroci e allo sbando

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Jihadisti in franchising. Così Isis ha cambiato la filosofia dal terrore

QUASI PREVEGGENZA SU QUANTO ACCADUTO NELLA NOTTE A PARIGI. Una volta il Ramadan era considerato un mese di tregua, oggi è vero il contrario. Isis avrebbe lanciato il segnale atteso ai lupi solitari, i terroristi in sonno. Potenziali killer di massa, spesso senza collegamenti stabili o continui con le centrali del terrore. Terroristi in “franchising”. Agiscono da soli, e subito dopo l’Isis si limita a mettere il suo “marchio di qualità” su qualsiasi attentato.

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Nuovo allarme Usa sui ‘foreign fighters’ operativi in Europa

Per la seconda volta in 10 giorni, le autorità americane allertano l’Europa su nuovi possibili attacchi terroristici. Dopo l’allarme lanciato dal capo della National Intelligence James Clapper, è la volta di Lisa Monaco, consigliere dell’antiterrorismo della Casa Bianca in visita in Belgio che avrebbe segnalato un flusso di jihadisti di ritorno “come non si era mai visto”.

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Crisi finanziaria dello Stato Islamico, ma sale il rischio terrorismo

L’Isis sta affrontando ristrettezze finanziarie senza precedenti dalla nascita del ‘Califfato’ fra Siria e Iraq, nel giugno 2014. E gli attentati di Parigi e Bruxelles sarebbero anche una risposta a queste difficoltà, dovute all’offensiva della coalizione a guida Usa.

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Parigi, il jihadista pentito che raccontò tutto e l’antiterrorismo ridicolo

«Parigi ci sarà una carneficina», l’allarme inascoltato del jihadista pentito. Prima delle stragi di novembre un combattente islamista avvertì gli 007 francesi delle intenzioni di Abaaoud. Ma nessuno intervenne. Emni, l’unità speciale dello Stato islamico incaricata di dare la caccia alle spie in Siria e in Iraq e colpire l’Occidente.

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Le armi ucraine alla base della potenza militare dell’Isis?

Il giornalista Franco Fracassi affida al libro Isis – la storia non autorizzata una teoria tanto suggestiva, quanto inquietante, sull’ambiguo ruolo dell’Occidente nello sviluppo del Califfato. Che oggi controlla uno stato e pianifica attentati nel cuore dell’Europa

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Il regista del video Isis su Bruxelles scarcerato dall’Italia nel 2012

Il libico Moez Fezzani, regista del video di Isis su Bruxelles, detenuto a Milano, fu scarcerato dall’Italia nel 2012 e poi espulso. Per l’intelligence Usa ora si trova in Libia a capo dei corpi scelti di Isis e della divisione media Al Battar. Fezzani era stato consegnato alle autorità italiane nel dicembre 2009, dagli Stati Uniti. Fezzani, noto come Abu Nassim, era stato detenuto a Guantanámo dopo essere stato fatto prigioniero in Afghanistan.

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L’Isis in Europa secondo il New York Times

Quasi 2 anni prima degli attentati di Parigi e di Bruxelles. Una storia di piccoli attacchi spesso falliti e di incapacità investigative, secondo quanto ci racconta il New York Times. Vecchi verbali di interrogatori insieme a molte informazioni raccolte da fonti dell’intelligence, ripresi per provato a capire come abbia fatto lo Stato Islamico a creare una struttura in Europa senza che nessuno se ne accorgesse

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Chi finanzia il terrorismo, i profughi e l’Europa disonorata

Giulio Albanese, giornalista di attenzioni sempre acute e spesso insospettate, lancia il sasso sui legami tra il terrorismo e la finanza. Vecchia storia, ci ricorda, quasi mai denunciata dalle grandi democrazie euro-atlantiche per i loro stessi interessi immediati. Poi un punto dolente sulla ‘soluzione profughi’ con la Turchia

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Attentati Isis, ora tocca alla Russia?

Intelligence e antiterrorismo di Putin hanno già sventato diversi tentativi dell’Isis. I capi dell’FSB, l’agenzia che ha sostituito il KGB sono da tempo sul chi vive, avverte Piero Orteca nella sua analisi. A colpire sarebbero elementi caucasici. Obiettivi prevedibili Mosca o San Pietroburgo e bersagli infiniti. Non più, non solo Cecenia ma vendetta per la Siria, ci dice la nota di Osservatorio Internazionale sulla Gazzetta del Sud

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Il terrorismo integralista e gli errori che lo hanno allevato

Massud, il leader afghano nemico dei talebani e di Bin Laden, fu ucciso alla vigilia dell’attentato alle Torri Gemelle. Gli attentatori partirono da Moolenbek, Belgio. «Un po’ schematico -si giustifica Massimo Nava- bisognerebbe spiegare e aggiungere molto. Ma é Pasqua, accontentiamoci di rinfrescare la memoria». Dalle origini saudite di Bin Laden -e non solo- alle follie di Bush in Afghanistan e Iraq.

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«La madre di satana», l’esplosivo fai da te dei jihadisti

Si chiama TATP, sigla che indica il “perossido di acetone”, ma è stato ribattezzato “la madre di Satana”. Si tratta dell’esplosivo che ha ucciso a Parigi e Bruxelles. L’esplosivo fatto in casa preferito dai terroristi per la facilità di preparazione e che ormai è soprattutto il “marchio di fabbrica” degli attentati dello Stato Islamico.

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Settimana santa e giorni di paura: 13 attacchi nel 2016

Massima allerta in tutte le capitali dopo gli attentati di Bruxelles con la Pasqua ormai alle porte. Una settimana già considerata ad ‘altissima attenzione’, ma che alla luce degli attacchi terroristici di ieri è diventata ancor più delicata. Tredici attacchi, almeno 138 vittime, centinaia di feriti la mappa del terrore di marzo 2016

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Un’unica trama da Parigi a Molenbeek

Una riflessione sui fatti che da ieri terrorizzano il mondo. Per RemoContro Piero Orteca, giornalista, analista e studioso di politica estera, già visiting researcher dell’Università di Varsavia, borsista al St. Antony’s College di Oxford, e ricercatore all’università di Maribor, in Slovenia. Notista della Gazzetta del Sud è responsabile di Osservatorio Internazionale

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