Deutsche Bank sotto schiaffo Usa: i segreti dei «subprime»

Tempi difficili per il governo di Berlino, batosta elettorale e 14 miliardi di dollari di multa dagli Usa per il pasticcio “subprime”. Nelle elezioni regionali di Berlino il partito di Angela Merkel perde voti e forse il governo del Land. Salgono i populisti anti migranti che però fanno il gioco dell’avversario e imporranno un governo a sinistra. Ma la vera bomba arriva da Washington, dove il governo chiede alla Deutsche Bank di pagare una montagna di soldi di multa. Ci spiega di cosa si tratta Antonino Di Stefano.

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Dramma lavoro, morti bianche in Italia e la rabbia in Francia

Due nuove morti bianche in Italia, una all’Ilva di Taranto e una a Roma. Lavoro che uccide, lavoro che manca, lavoro che sfrutta. A Parigi e nel resto della Francia proteste anche violente contro la nuova legge sul lavoro -qualcosa di simile al nostro ‘Jobs act’- con una ventina di feriti e numerosi arresti.

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Bayer-Monsanto, matrimonio al veleno

La chimica in agricoltura verso una agricoltura sempre più chimica, dai fertilizzanti ai semi geneticamente modificati. La tedesca Bayer compra la statunitense Monsanto per 66 miliardi di dollari. «Camposanto», è una dei titoli allarmati. Agricoltori e ambientalisti: «Biodiversità a rischio». Coldiretti: il monopolio planetario farà salire i prezzi. Greenpeace, allarme glifosato.

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Fusione Leonardo-Finmeccanica con Airbus? Chances e rischi

Leonardo-Finmeccanica, il più importante gruppo manifatturiero ad alta tecnologia ancora italiano, ed il gigante Airbus che fa capo a tre nazioni: Francia 11%, Germania 11%, Spagna 4%, e il resto la Borsa. Una possibile integrazione tra le principali industrie europee dell’aeronautica e della difesa? Fattibile, non fattibile, e a quale prezzo? E i rapporti privilegiati di Leonardo con l’industria inglese per elicotteri, aerei militari (Eurofighter) ed elettronica per la difesa, o con gli Stati Uniti con Boeing? Prova a sciogliere qualche interrogativo Antonino Di Stefano.

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Trattato commerciale Usa-Ue addio, Ttpi sepolto a Berlino

Per la Germania il Ttip è definitivamente fallito e gran parte dell’Europa, felicemente, prende atto. Secondo il ministro tedesco dell’Economia, Gabriel, “Gli europei non possono capitolare alle richieste americane”. Ma anche gli Usa esitano. Vinca Hillary Clinton o Donald Trump, ambedue promettono di mettere il sigillo finale su un trattato di cui Roma e Berlino si erano fatte decise sostenitrici assieme all’amministrazione Obama

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Superato ferragosto è subito referendum avvelenato

Segnali di vacanze finite. Ed è subito referendum a cui ognuno sembra dare un significato diverso, tra Costituzione, legge elettorale, politica ed economia. La valutazione del biennio renziano oltre la maschera della comunicazione. Remocontro sarà narratore parsimonioso (sarà già inondazione televisiva), ed equilibrato nei limiti in cui ciò è possibile. Oggi parliamo dell’economia che ovviamente chiede stabilità, salvo poi speculare sulle crisi come ci racconta Antonino Di Stefano.

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Salvataggio banche, troppa burocrazia poco mercato

La troppo lunga attesa del provvedimento salva banche. Analisi di Antonino Di Stefano, tra esponenti di governo “bimbominkia” e la saggezza tecnica a rilento di Padoan. Il problema dei crediti deteriorati delle banche italiane. Scopriamo che “le quattro banche salvate” valgono appena 500 milioni per i fondi stranieri che hanno avanzato offerte di acquisto. Un regalo, insomma. Antiche proposte inascoltate di ‘bad bank’ dove mettere ‘in castigo’ crediti difficilmente esigibili. Critiche ma non soltanto per aiutarci a capire. Solo attesa degli ‘stress test’ del 29, a borse chiuse?

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Ttpi addio, stop patto commerciale Ue-Usa 2016. Chi piange, chi ride

Non se ne farà più niente, almeno per un bel po’. Il TTIP, il misterioso accordo tra Ue e Stati Uniti, quel patto commerciale su cui nemmeno i parlamentari hanno potuto mettere bocca pare saltato. A dire che il Re era nudo è stata la Francia: “impossibile chiudere i negoziati con gli Usa entro il 2016”, e Obama se ne va. I rimpianti del ministro dello Sviluppo Economico italiano Calenda e le paure di un patto iniquo contro

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La banca d’Italia, il detto e il non detto

“Equilibrata, per molti versi esaustiva -concede generosamente Antonino Di Stefano- la relazione di quest’anno del governatore della banca d’Italia, Vincenzo Visco. Apprezzabile la conclusione, con il suo richiamo all’Europa ed il ricordo di Altiero Spinelli, uno dei padri fondatori”. Ma ovviamente c ‘è dell’altro. Cerchiamo di scoprire cosa.

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Non è un Paese per giovani: Italia/Istat 2016

Il Rapporto Istat 2016 fotografa gli scenari della crisi economica e sociale del paese. L’analisi si concentra sulle generazioni e rileva l’aumento delle diseguaglianze. Il 62% dei trentenni vive in famiglia e va a ingrossare l’esercito dei poveri che sale dal 9,4 al 14,2%. Sei milioni di persone vivono senza redditi da lavoro.

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Da Parigi «Nuit Debout», notte in piedi per il lavoro che non c’è

«OMAGGIO FRANCESE» È IL TITOLO CREATIVO DEL MANIFESTO. Tutti in piazza, è l’appello del movimento nato a marzo nella capitale francese contro la Loi travail, molto simile al nostro Jobs act, la nuova legge di riforma del mercato del lavoro approvata in Francia. Coinvolta tutta Europa, Italia compresa, per quella è già stata battezzata sui social come la #globaldebout. 

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1° maggio 2016, più morti sul lavoro che non c’è. Rebus Jobs Act

Nel 2015 è tornato a crescere il numero di morti sul lavoro. Secondo l’Inail gli episodi aumentati del 16% rispetto al 2014. Festa di quale lavoro per la Generazione voucher, figlia di quella dei mille euro e nipote degli ormai tramontati cocoprò? 7 persone su 10 non crede alla ripresa ripartita. Solo l’8%, invece, ritiene che il Jobs Act abbia funzionato. 3 persone su 10 sono convinte che abbia peggiorato la situazione

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La Germania furbetta che vorrebbe l’Euro tedesco

La Germania pensa di fare da sola la politica economica e monetaria dell’Europa? Ma se la Germania tornasse al Marco a guadagnarci sarebbe proprio l’Eurozona senza Berlino. E qualcuno in Europa l’ha finalmente capito. Le furberia salva banche di Berlino che passa attraverso l’alleata Olanda. Ma forse la possibilità di comprare l’Italia a prezzi da saldo sta per finire.

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Panama Papers, altri italiani, il G20 e il regalo al fisco americano

Altri nomi italiani nei Panama Papers: Stefano Pessina e società legate a Briatore e Silvio Berlusconi. Ma secondo molti le rivelazioni anonime di Panama Papers sono state un regalo al fisco americano. Certo è una grana per i leader del Vecchio continente, dove si rilevano le singolari assenze di evasori Usa. Ora Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito si appellano al G20. «Per affrontare e infliggere un nuovo duro colpo all’evasione fiscale serve una risposta globale». Già, ma se qualcuno sull’evasione fiscale in casa d’altri ci guadagna?

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Panama Papers, i soldi segreti dei potenti del mondo. Sputtanamento planetario

Panama Papers, 11 milioni di documenti svelano il paradiso fiscale dei potenti del mondo. Amici vicini a Putin e a Cameron nei file segreti trafugati da una talpa dello studio legale Mossack Fonseca. Italiani come Luca di Montezemolo. L’inchiesta di più giornali svela le strade battute dalle fortune dei ricchi di tutto il mondo

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‘Bad banks’, banche cattive
o cattiva soluzione?

Una invenzione degli istituti bancari per liberarsi dei crediti ‘deteriorati’, quelli che non torneranno mai indietro. Le banche si sdoppiano e cedono quella parte di soldi teorici a una nuova società. La Banca ‘buona’ si ripulisce e la ‘Bad bank’ si offre ad acquirenti d’azzardo o aiuti di Stato

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