Il karoshi giapponese, quando si muore di superlavoro

Può sembrare strano ma in Giappone si muore per troppo stress legato al lavoro. Può sembrare un caso isolato quello di Miwa Sado, ma sono 2 ogni anno i lavoratori a morire. Li chiamano workalcholic, stakanovisti 2.0, straordinari senza fine, ferie non volute. Muoiono davanti un tablet o un computer mentre preparano l’ennesimo servizio giornalistico o con le bacchette a pranzo mentre si controllano e revisionano progetti. E’ il karoshi, la morte da super lavoro, ed è un problema grande per il governo giapponese.

 

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Accordo al ribasso Italia Francia sulla cantieristica

Coreani sì, italiani no. Accordo 50-50 Francia e Italia, sul controllo dei cantieri navali Stx di Saint Nazaire venduti ai coreani e poi falliti. La Francia di Macron prima li nazionalizza, e ora impone metà e metà, salvo ‘prestare’ l’1% a Fincantieri per comandare, ma non troppo. Zuccherino, una ipotetica alleanza per la cantieristica militare.
Partita francese
L’accordo sarà ufficializzato nel bilaterale Macron-Gentiloni in corso a Lione.

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Cina e Russia energie del futuro, per Trump solo carbone

Mentre gli Usa tornano al carbone, in uno scenario da film in bianco e nero. La Cina e la Russia si portano avanti in ricerca e sviluppo nelle risorse. Future Energy si chiama l’Expo in Kazakistan in cui le due forze faranno da regine mentre l’uragano Trump si abbatte sul riscaldamento globale c’è chi con strategia pianifica lo scacco matto nella guerra delle risorse.

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Festa del lavoro che cambia, scontri nel mondo

Primo maggio come? La festa del lavoro che cambia. Scontri nella Parigi elettorale, 4 poliziotti feriti. Disordini a Istanbul, 200 arresti. In Germania arrestate 100 persone. In Venezuela, scontri a Caracas in due contrapposte manifestazioni pro e contro il governo Maduro.
Primo maggio, dall’orgoglio alla memoria. Cosa è cambiato e cosa sta ancora cambiando.

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Alitalia, l’eterna crisi, la rabbia dei lavoratori, le colpe

Dopo il NO dei lavoratori al piano mediato dal governo tra azienda e sindacati, Alitalia verso il commissariamento e la possibile liquidazione. Assemblea dei soci il 27. I voli continuano. Nessuno intende accettare la fine di una compagnia da 30 milioni di passeggeri annui con 130 aerei e circa 12 mila dipendenti. I troppi aiuti di Stato sino ad oggi. I colpevoli più evidenti e noti.

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In Venezuela non c’è neanche più il pane

In Venezuela è iniziata la guerra ultima, quella del pane. Code interminabili e prezzi alle stelle davanti i panifici. L’inflazione è schizzata dal 70% all’800% in meno di un anno, manca poco alla bancarotta. Il petrolio non basta più, nessuno presta più soldi e le riserve di Stato sono prosciugate ma il presidente Maduro se la prende con i fornai in rivolta.

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Oerlikon vizio e vergogna: intervento al cuore, licenziato

Il bis dopo il licenziamento poi ritirato di un operaio che aveva subito un trapianto di fegato. Questa volta si tratta di un intervento al cuore. Per l’azienda, lo sfortunato operaio è ora inidoneo, e senza possibilità di ricollocazione, lo licenzia. Oerlikon senza ritegno.

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L’Oerlikon licenzia trapiantati ci ripensa. L’ultramiliardario russo

L’operaio Antonio Forchione, 55 anni, è stato licenziato dopo la convalescenza per il trapianto di fegato. Una disumanità totale che ha suscitato indignazione e scandalo costringendo i responsabili dl decisione sconsiderata a fare retromarcia. L’operaio “potrebbe essere riammesso al lavoro”, prova a concedere un vertice travolto dalla stupidità delle sua scelte che prova ancora a mercanteggiare.
Una lunga storia si autoritarismo in quella azienda e la strano super miliardario padrone con residenza svizzera, nazionalità russa e origine ucraina. E una montagna di soldi, arrivati come?

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Licenziato dopo trapianto, Oerlikon scelta indegna

Antonio Forchione, 55 anni, operaio, ha subito un trapianto di fegato e, dopo 6 mesi di malattia, è stato licenziato. Ai vertici della Oerlikon Graziano di Rivoli, multinazionale svizzero russa ma con dirigenza in gran parte italiana, serve un trapianto di testa, se non di cuore. In attesa di essere cacciati per indignazione popolare incontenibile. Una rabbia che a noi prende alla stomaco e ci impone grande sforzo a contenere gli insulti.
Ora, per il sindacato, per la magistratura, per la stampa, per la politica che ora sa, l’impegno alla resa dei conti con chi ha deciso la vergogna. Direttore generale e capo del personale, come minimo. E niente scuse, per favore. Loro sì da licenziare, per indegnità etica.

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Giovani disoccupati 1°partito, 40% e maggioranza senza premi

Sono i giovani il primo partito in Italia, quello disoccupato che col 40,1 per cento conquisterebbero quel premio di maggioranza che Pd e Cinque Stelle se lo sognano. Numeri che sembrano elastici a sentire alcune valutazioni. La disperazione giovanile di quel 40 e più, e chi, per opportunità politica, esalta quel 12% di disoccupazione generale, che è comunque una catastrofe.
Un cronista giovane e un po’ arrabbiato a raccontarcelo

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In Italia in sette possiedono quanto il 30% della popolazione

Mondo folle col ricco sempre più ricco e il povero sempre più povero. Rapporto Oxfam. In Italia in sette hanno i beni del 30% della popolazione. Gli otto super miliardari censiti da Forbes possiedono la stessa ricchezza che è riuscita a mettere insieme la metà della popolazione più povera del globo: 3,6 miliardi di persone.
L’impietosa critica al neoliberismo che arriva da Oxfam, una delle più antiche società di beneficenza con sede a Londra, ma anche una sfida lanciata ai Grandi della Terra, che domani si incontreranno a Davos per il World Economic Forum.
Ai governi Oxfam chiede di fermare sia la corsa al ribasso sui diritti dei lavoratori, sia le politiche fiscali per attirare le multinazionali. Oppure nel giro di 25 anni assisteremo alla nascita del primo trilionario, una parola oggi assente dai dizionari.

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L’Italia che non vola, i manager e i fumi delle Fiat Usa

Un milione di perdite al giorno, tanto per gradire. Buon volo.
Dei nuovi guai di Alitalia si è ricominciato a parlare lo scorso dicembre, quando il Sole 24 Ore ha pubblicato alcune stime secondo le quali la compagnia aerea avrebbe perso nel corso del 2016 circa 400 milioni di euro, poco più di un milione al giorno. Chi ripiana e par fare cosa? Un altro buco?
L’agenzia americana per l’ambiente accusa Fiat Chrysler: usa software proibiti per truccare le emissioni dei suoi suv. La paura di un nuovo «dieselgate» affonda il titolo Fca. Marchionne si infuria e punta tutto su Trump: «Chi pensa che siamo come Volkswagen fuma roba illegale, spero non sia una guerra politica, troveremo un’intesa con la nuova amministrazione»

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Se la Francia oltre a Telecom si prende Mediaset, l’Italia è colonia

Cosa accadrebbe a noi italiani se i francesi si prendono Mediaset? Lo abbiamo chiesto ad Antonino Di Stefano. Accadrebbe che con Mediaset si prendono pure Telecom e fanno un colosso europeo delle telecomunicazione e dei media. A scapito degli italiani, dopo che i francesi si sono già comprati mezza economia italiana. Il tutto arricchito dalle spiegazioni tecniche e storiche necessarie.

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Brexit da casa: grandi banche britanniche in fuga

Le grandi banche britanniche lasceranno il Regno Unito a inizio 2017, a causa dei crescenti timori sui futuri negoziati per l’uscita del Paese dall’Unione europea. Ad affermarlo è Anthony Browne, direttore della British Bankers’ Association, citato dall’Observer. Le piccole banche lo faranno entro Natale. La linea di una Brexit dura con Bruxelles che si profila fa paura a Londra.

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Gas russo attraverso la Turchia e Putin aggira l’Ue

Russia e Turchia hanno firmato l’accordo per la costruzione del gasdotto Turkish Stream, che porterà attraverso il Mar Nero il gas russo in Turchia e poi, secondo il progetto, in Europa se l’Ue si metterà d’accordo con Mosca. Prossima partita Mosca Europa oltre le sanzioni e l’Ucraina. La firma del ‘Turkish Stream’ a Istanbul, alla presenza dei due presidenti, Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan.

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Sole 24 ORE, ma non le ultime. Crisi del grande quotidiano

Il più prestigioso quotidiano economico italiano edito da Confindustria taroccava i conti di casa per fingersi in salute mentre accumulava debiti che ora rischiano di strangolarlo mettendo a rischio 1200 posti di lavoro. Il 2 maggio il Sole 24 ORE ha festeggiato i suoi 150 anni alla Scala di Milano presente il presidente della Repubblica Mattarella, mentre direttore e amministratore delegato annunciavano gli ottimi risultati del gruppo. Ma erano conti truccati. Paradosso e resa dei conti all’associazione industriali. Nei primi sei mesi del 2016 il Sole ha perso circa 50 milioni di euro. 300 negli ultimi 7 anni, a partire dalla direzione Riotta.

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