martedì 18 giugno 2019

Spazio

Guerre stellari di Trump

Guerre stellari. Era il 9 agosto scorso quando il presidente Usa Donald Trump scriveva trionfante su Twitter: “Forza spaziale avanti tutta”. Quattro mesi dopo, quello che sembrava uno dei consueti annunci a sorpresa dell’inquilino della Casa Bianca potrebbe tradursi in qualcosa di reale. Trump infatti vuole un Comando Spaziale e starebbe per firmare un decreto per farlo. Sarà poi compito del vicepresidente Mike Pence illustrare il progetto, probabilmente nel corso di una visita al Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida, nei prossimi giorni. Regalo di Natale molto discutibile.

Lo Space Command

Starebbe dunque per diventare reale quell’armata spaziale fa fantascienza tante volte raccontata dall’amministrazione Trump. Armata Spaziale, dalla promesse ai fatti, per il 2020 (rielezione bi di Trump permettendo e favorendo). In attesa, sarà preceduta dalla costituzione di uno Space Command che, almeno da quanto già detto quest’estate da Pence (strana delega sllo strano Vice), avrà risorse dedicate e sarà guidato da un generale a quattro stelle che dovrà rispondere direttamente al Pentagono. Nelle intenzioni tutte ancora da verificare nei fatti, la forza spaziale dovrebbe aggiungersi  alle altre branche del complesso militare statunitense (esercito, marina, guardia costiera e corpo dei marines) e dovrebbe dipendere dall’aviazione.

Contro Cina e Russia

Il compito della nuova armata (che avrà anche una divisa propria, logo di riconoscimento, un sottosegretario alla Difesa dedicato), sarà quello di vigilare sullo spazio, probabilmente perché il vero progetto è quello di riprendere la corsa oltre l’atmosfera terrestre, ferma sostanzialmente dalla fine dell’avventura dello Shuttle della Nasa. Infatti il piano dovrebbe prevedere nuovi satelliti e tecnologie per contrastare Cina e Russia che negli ultimi anni avrebbero compiuto grandi progressi: Mosca e Pechino, almeno a quanto dicono gli esperti statunitensi, sono a un passo dallo sviluppare armi in grado di distruggere i satelliti americani, sia quelli per le comunicazioni che quelli usati per l’intelligence.

Costi proibitivi e dubbi del Congresso

Le guerre stellari di Trump però devono prima superare alcuni ostacoli di non poco conto. Innanzitutto il parere del Congresso. Per creare la nuova forza armata indipendente serve l’approvazione delle due camere parlamentari. I costi dell’operazione Space Force ammonterebbero, secondo quanto ha calcolato il Pentagono, a otto miliardi in cinque anni, forse troppo rispetto alle priorità e alle sfide future per gli Stati Uniti.
Ci sono poi da scavalcare le perplessità esistenti nella stessa Amministrazione, come quella del segretario alla Difesa Jon Mattis, che inizialmente aveva considerato più che sufficiente la struttura militare attuale per garantire la difesa dello spazio. La preoccupazione era quella di un appesantimento dell’apparato burocratico e dei contrasti che sarebbero potuti nascere tra le diverse armi (in primis aeronautica e marina, ognuna con una sua forza aerea). Ora Mattis però sembra aver cambiato idea schierandosi con Trump.

Le preoccupazioni della Nasa

Critica anche la posizione degli ambienti vicini alla Nasa. Scott Kelly, veterano delle missioni spaziali ha detto in una recente intervista alla tv Msnbc: «Per me la domanda numero uno è:  stiamo parlando di nuove capacità offensive nello spazio? La mia grande preoccupazione è che lo spazio finora è stato un ambiente dove lavorare in modo pacifico con tutte le nazioni del mondo».