25 anni fa la tragedia del ‘Kursk’ oggi attraverso i memoriali

Agosto 2000. Vladimir Putin il 7 maggio, aveva giurato sulla Costituzione, un mese dopo aveva accolto al Cremlino il presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton e pochi giorni dopo, a Roma aveva incontrato Papa Giovanni Paolo II. La comunità internazionale cercava di costruire su nuove basi i rapporti con Mosca, voltando pagina al difficile periodo della ‘guerra fredda’.

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Agosto 1974: dimissioni di Nixon e un certo potere in America

L’8 agosto 1974, dopo una tormentata catena di eventi dal 1972, il trentasettesimo presidente degli Stati Uniti Richard Nixon annunciò le proprie dimissioni. Incalzato dalle inchieste, indebolito da continue rivelazioni, Nixon cedette il potere evitando un imbarazzante processo. Parallelismi facili con l’attualità americana e sul mondo che lasciamo ai nostri lettori.

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Quando Gino Strada chiedeva di fermare Israele

Gino Strada il 4 agosto del 2014. A Gaza sono state colpite scuole, strutture sanitarie, infrastrutture. Un massacro di civili inaccettabile, portato avanti in nome del ‘diritto all’autodifesa’, fingendo di ignorare che questa guerra, così come quelle che l’hanno preceduta, non porterà sicurezza o pace né ai cittadini israeliani né a quelli palestinesi. Porterà solo nuovi lutti, nuova distruzione, nuovo odio, nuova guerra.

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Turismo: la Russia apre agli stranieri, l’Europa ostacola

La mobilità internazionale modello vecchia Unione Sovietica ma all’incontrario: la Russia apre ai turisti stranieri, europei e italiani compresi, e l’Unione Europea limita e ostacola l’arrivo dei russi sia per vacanza che per motivi privati.

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‘O compri o ti bombardo’: il commodoro Perry prima di Trump

L’8 luglio 1853 una squadra navale americana al comando del commodoro Matthew Perry si schierò nella rada di fronte ad Edo (l’antica capitale), oggi la baia di Tokyo. E ai rappresentanti dello ‘shogunato’, il consiglio di alti ufficiali e feudatari che governava il Giappone, consegnò un ultimatum: o l’apertura del paese ai commerci – primi quelli con gli Stati Uniti –, o il bombardamento navale.

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I russi penetrano a Pokrovsk e Kupyansk e per l’Ucraina è grave

Letture di guerra: se certi fatti bellici sono quasi del tutto assenti da giornali e tv allineati alle politiche governative, vuol dire che sono cose importanti. I russi sono penetrati in profondità nelle difese ucraine della roccaforte di Pokrovsk, documenta Analisi Difesa.

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Occidente amaro di sanzioni e la Russia cambia dolciumi

Il dolce simbolo ad essere colpito è la barretta di cioccolato e caramello Mars che ‘costa troppo’ e la Russia la toglie dal mercato. Prodotta per la prima volta nel 1932, simbolo dell’Occidente, viaggiava in ogni continente. Ma la nuova America tra dazi e sanzioni alleate, la rende troppo amara in Russia.

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Crisi delle democrazie nel mondo e cattivi pensieri

Ormai da troppo tempo costretti ad inseguire guerre e conflitti sociali dilaganti nel mondo, scrivendo della crisi della Germania, Piero Orteca aveva sollevato il pauroso dubbio sul Cancelliere Merz politicamente troppo simile al suo lontano predecessore Franz von Papen. Un riferimento per pochi, ed ecco il compito domenicale del nostro investigatore tra gli infiniti paralleli della storia con la nostra tormentata attualità.

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Rompere lo schema, pensare in modo spiazzante

Sopraffatti dalla ferocia del tempo, dalla presa di potere dei più malvagi, dal mondo nelle mani dei criminali, sembra impossibile non restare annichiliti. L’unica possibilità è quella di invertire il verso. Rompere lo schema, pensare in modo spiazzante. Mettere in dubbio quelle certezze assolute che ci rendono schiavi.

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‘Taikong’, cosmo in cinese. ‘Taikonauti sulla Luna’ entro il 2030

L’incontenibile Cina spaziale con centinaia di satelliti in orbita. ‘China Aerospace Science and Technology’  con ‘China National Space’, la Nasa cinese, avrebbero effettuato una settantina di lanci spedendo in orbita centinaia di satelliti, oltre a navicelle cargo e veicoli con equipaggio. Oltre altri 30 lanci programmati dal fiorente settore privato spaziale di Pechino.

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La Russia, le sanzioni, l’Italia e la cultura

Se la Russia viene esclusa da tutto e da tutti come si può arrivare ad un dialogo, ad una tregua, ad una pace? Cultura, musica e sport si dice sempre siano strumenti di unione, di amicizia, di pace ma di questi tempi non è proprio così.

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La guerra primo nemico della democrazia

Attualità drammatica. Nel corso di una guerra le istituzioni civili sono sempre costrette ad adeguarsi alle circostanze. Probabilmente il primo a rilevarlo fu Tucidide, ad Atene, circa 400 anni prima di Cristo. Anche nella Roma repubblicana in caso di guerra il potere passava dalle mani dei due consoli a quelle del dittatore. Diversi i casi di democrazie che in previsione di gravi emergenze dispongono in anticipo leggi straordinarie per limitare comportamenti che, vero o falso, potrebbero nuocere allo sforzo bellico.

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L’avamposto culturale

Antonio Cipriani. Da quando non faccio il giornalista mi batto sulla strada della nostra epoca come libraio e attivista. Molti dei Polemos seguono la traccia di questo “fare del pensiero un’azione”, parlano della pratica quotidiana della resistenza e della costruzione di utopia concreta. È stato un modo – cambiare vita – per restare fedele al sogno di bambino: credere in un mondo migliore. Nella realtà, non virtualmente e a suon di fanfare retoriche.

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Le sanzioni europee alla Russia nelle tasche italiane

Sanzioni europee alla Russia. «È arrivato il momento di porsi delle domande. Quanto ci costano le sanzioni alla Russia?». Dubbi degli imprenditori italiani in quell’enorme Paese. «E le sanzioni  hanno o non hanno funzionato?». A guardare la realtà sembra proprio di no. Anzi, la cura (sanzioni) che ha dato il medico non ha funzionato, in compenso si è ammalato il farmacista.

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Sulla ‘Città umanitaria’ a Gaza, l’utile memoria di ‘Theresienstad’

Nella seconda metà del Settecento l’imperatore asburgico Giuseppe II, figlio di Maria Teresa, fece costruire a una sessantina di chilomtri da Praga una fortezza per difendersi dai prussiani. Un secolo dopo la fortezza ormai obsoleta fu trasformata in carcere. Vi furono internati detenuti ritenuti pericolosi, come Gavrilo Princip, il serbo che aveva ucciso a Sarajevo nel 1914 l’arciduca Francesco Ferdinando. Tra le mura della fortezza anche migliaia di prigionieri di guerra italiani, dopo Caporetto. Ma il peggio venne dopo, col nazismo.

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Diamo il Nobel al capitalismo feroce

L’idea è questa. Non stiamo lì a vedere se merita il Nobel per la pace più Trump o più il criminale di guerra israeliano; non importa se in coppia, o se alla memoria vogliamo aggiungerci Hitler. Usiamo un filo di coraggio. Diamo un simbolico Nobel al Capitalismo feroce, massima espressione filosofica, religiosa ed economica del tempo.

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