110 e lode in democrazia carceraria

L’ergastolo ‘ostativo’, senza possibilità di uscire vivi dalla galera, vìola la Costituzione italiana. Lo sostiene un giurista di prestigio con alle spalle un 110 ‘Cum Laude’. Il fatto che il dottor Claudio Conte in galera ci viva, e non da secondino, è un dettaglio che arricchisce il racconto di oggi.
Francesca de Carolis insiste a volerci scuotere da alcune consolidate prevenzioni e facilonerie sul delinquere e la galera. Galera assoluta e infinita come soluzione alle paure del mondo, si decide al bar. Poi la galera vera, se la intravvedi, ti terrorizza con la sua disumanità.

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Il ‘gabbianino’ che alla fine ce l’ha fatta ed è volato

«Grida strazianti, lunghissime, poi a singhiozzo… che vengono dal tetto più alto, e si incrociano e rispondono al pigolio che arriva da qualche parte laggiù nel giardino. Pigolio che è come un fischio, a tratti prolungato, a tratti si acquieta… Pulcino caduto dal nido, dunque, e la mamma che lo chiama…». Francesca de Carolis animalista convinta per riuscire ad accettare i meno amabili umani, ci narra di una famiglia di gabbiani. ‘Il gabbianello e il gatto randagio che gli insegnò a volare’, parafrasando un noto film d’animazione nato da un racconto di Luis Sepúlveda.

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La memoria prigioniera della Sardegna di Mario Trudu

Gatto Randagio-Francesca de Carolis in Sardegna, per portare in giro il libro di Mario Trudu, che vive, per sequestro di persona, un durissimo, lunghissimo ergastolo che neppure chi ha avuto condanna per feroci stragi in Italia… Mario Trudu, da “Presone de Santu Giminianu su 22 de austu de su 2015”. Il libro, dove si intrecciano parole e disegni, spazi onirici che sono sorprendenti narrazioni nella narrazione…

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La sicurezza madre del pericolo e nonna della distruzione

Titolo rubato a Thomas Fuller, scrittore inglese del Seicento. Il presidio di militari armati per le strade delle nostre città che diventa quasi normalità. Terrorismo e antiterrorismo. La sicurezza del potere, disse Sciascia, si fonda sull’insicurezza dei cittadini. Colonna sonora nel racconto di Francesca de Carolis, la voce di de André con la sua Guerra di Piero… “Sparagli Piero , sparagli ora / e dopo un colpo sparagli ancora / fino a che tu non lo vedrai esangue / cadere in terra a coprire il suo sangue”. Un pugno di papaveri rossi anche per Jo Cox

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«T’amo da morire», gli Otello nascosti e le troppe Desdemona

Sara a Roma, Michela a Pordenone, Deborah a Milano, Assunta ancora a Roma. L’omicidio di Sara, come un rogo di strega… Ma non meno terribile la morte di Assunta, che neppure ce ne siamo accorti. “Donne oggetto di possesso. Per cui è preferibile vederle morire che non magari passare di mano…” Francesca de Carolis declina la logica senza sconti, “Molto simile all’idea che per tutelare le nostre proprietà sia lecito tutto, anche avere una pistola di scorta e farsi giustizia da sé”.

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I muri che parlano

«L’INTELLIGENZA È UN’ARMA, MA VOI SIETE PACIFISTI»: non è un nostro insulto ma un geniale graffito. I muri, non solo per fermare i migranti. Alda Merini sul muro alle spalle del letto prendeva appunti. Il muro degli angeli, lo chiamava. Poi i muri delle prime birbonate di bambini. I matti e i bambini. I matti venivano imprigionati, e i bambini educati. Francesca de Carolis indaga il sito Star Walls che raccoglie graffiti, passa dalla ‘Vida’ di Bogotà e arriva alla ‘Cosette dei Miserabili’ dell’inglese Banksy.

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L’indifferenza a bordo strada una domenica di maggio

L’indifferenza micidiale per l’anima come la muffa per le cose, diceva J. Conrad. Tentazione di titolo per il ‘Gatto randagio’ meno letterario e più arrabbiato di Francesca de Carolis. L’indifferenza dentro cui siamo costretti a muoverci raccontata come se fosse una scoperta. La traiettoria degli sguardi che fingono di non vedere, scuola da camerieri, e finti difetti della visione laterale. E il contesto da mare, con ‘pantaloncini molto corti’, ‘gambe troppo magre’, ‘anche molti ciccioni e tanti muscoli tatuati’. Ben tornata tra noi umani Francesca.

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Gorgona, un pezzo di isola-prigione, la terra, gli uomini e gli animali

Il carcere senza sbarre, espiazione che redime, e altre favole ‘buoniste’. Non è fiaba, ma esiste. Gorgona, isola-prigione dove nelle celle si sta solo per dormire. L’intera giornata è dedicata al lavoro della terra e alla cura degli animali. Tempo del lavoro e di relazioni che possono rieducare. Quasi privilegio per i pochi detenuti che scontano lì la loro pena. Sempre dalla parte dei reietti, Francesca de Carolis oggi ci propone una realtà di espiazione molto vicina alla fiaba, all’irreale.

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Libri, librerie, biblioteche e giovani che intorno ai libri costruiscono visioni

SOGNI DEI VISIONARI

Due foto dalla sua Napoli, ci propone oggi Francesca de Carolis. La storica libreria Dante&Descartes di Giancarlo Di Maio che rischia di chiudere, e i 300 mila volumi del filosofo Gerardo Marotta che rischiano l’ergastolo di magazzini. Sullo sfondo di pareti di libri che sembrano fondersi l’una nell’altra.

«Le strade della conoscenza e del pensiero libero, a capo di un piccolo grande esercito di giovani, generosi, ostinati sognatori… Immagine visionaria? Forse. Ma è con i sogni dei visionari che il mondo è sempre andato avanti. E mai come ora ne ha bisogno…»

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Mamma Felicia Impastato

Felicia, moglie di un uomo di mafia e madre di un militante di sinistra che la mafia volle combattere. Peppino Impastato, ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978. “Non era solo lui, erano quindici ragazzi.. certo, il mio era più intelligente degli altri… e faceva i comizi… Lo immaginavo, lo immaginavo che me l’ammazzavano..”. “I colpi di pietra in testa… l’hanno trascinato sul binario… come si fa a sopportare, come si fa…”. Felicia Impastato è stata fra le prime donne a costituirsi parte civile, insieme al figlio Giovanni, in un processo di mafia. “Non era solo lui, erano quindici ragazzi.. certo, il mio era più intelligente degli altri… e faceva i comizi… Lo immaginavo, lo immaginavo che me l’ammazzavano..”. “I colpi di pietra in testa… l’hanno trascinato sul binario… come si fa a sopportare, come si fa…”. Felicia Impastato è stata fra le prime donne a costituirsi parte civile, insieme al figlio Giovanni, in un processo di mafia.

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Le notizie che non fanno notizia chiuse nella galera del silenzio

Stati Generali sulla parte finale del giustizia, l’esecuzione pena. Una sfilza di ministri, professori, direttori di carcere, giuristi, magistrati per due giorni a Rebibbia. Quasi da clandestini. La Rai le dedica un minutino a Uno mattina. L’eccezione Avvenire, ma è altro mondo; per il resto, ‘non sono argomenti che vanno di moda in questo momento’. Sistema penale e persone in carcere fanno notizia solo se scorre il sangue? si chiede accorata Francesca de Carolis. ‘Forse perché si parlasse della conclusione dei lavori bastava invitare, che so, Adriana Faranda. Immaginate la levata di scudi…’

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Vigilia del 25 aprile: «Non era una notte buia e tempestosa»

Noi del secolo scorso -Francesca de Carolis e RemoContro in blocco- abbiamo forte memoria del 25 aprile, della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo. Ed ecco la storia di Teresa Vergalli, staffetta partigiana che dopo il tempo della Resistenza, ha passato tutta la vita a trasmettere conoscenza dalla sua cattedra di maestra. E ora, 89 anni ha deciso di usare ancora una volta i libri, un libro suo come eredità per noi

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L’ostinazione delle radici, l’uomo, l’arroganza e le trivelle

Guardando le radici farsi strada nell’asfalto. In questi tempi d’arroganza, d’inviti a voltarsi dall’altra parte e di trivelle… Eco di un racconto delle Mille e una notte nato nella terra d’Avelllino, dove si legge che la terra e gli animali tremarono il giorno in cui Dio creò l’uomo. Visione profetica dell’oggi. Francesca de Carolis non fa sconti: “A proposito, siete andati a votare? A piantare il vostro seme di democrazia, in difesa della Terra…”.

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‘Il nome della Rosa’ vietato in carcere: fa evadere le menti?

Tema delicato quello proposto da Francesca de Carolis oggi. Stiamo ancora litigando sul salotto di Porta a Porta concesso da Vespa al figlio di Totò Riina ergastolano, e lei rilancia sul diritto almeno alla lettura dei ‘fine pena mai’. Il libro di Eco solo un esempio. Libri e cultura vietati al 41 bis. Sicurezza o stupidità? Il libro del figlio di Riina che nega l’esistenza della mafia viene invece sponsorizzato in tv

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Dirottamento e selfie, fotografia di questo tempo stralunato

Tempi stralunati, ammette Francesca de Carolis, che non è certo espressione della banalità. “Verità e follia, sospesi nell’attimo della posa. E non so quale dei due volti […] dia più da pensare. Se quello smarrito del dirottatore che già sembra vedere la fine della sua avventura, o quello dell’inglese, pure a un drammatico bivio della propria esistenza e che… ‘che volete? non avevo niente da perdere’, dicono abbia risposto alle polemiche scoppiate a proposito appunto dell’idea di quella foto.

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Pasqua e terrorismo: Cristo e Giuda, bene e male tragicamente intrecciati

Randagiando intorno alla Pasqua… inciampando ogni volta nella figura di Giuda, che senza di lui forse nulla si sarebbe compiuto… Un pensiero, oggi, per Giuda iscariota, accomunato a Cristo da un destino di amore e morte. Tutto il Bene e tutto il Male (condannato ad essere tale per il trionfo del Bene), abbracciati insieme… Bene e male tragicamente intrecciati, nella terra comune della violenza, del denaro, della miseria, dell’ironia, della disperazione e dell’innocenza, delle periferia delle nostre anime. Mentre qua e là, sullo sfondo, a tratti fa eco l’esplosione di attentati.

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