alt="Scuola di gomme, cuori di pietra"
Scuola di gomme, cuori di pietra, la rabbia del vento

Gatto Randagio in trasferta oggi, Palestina, nell’attualità straniante di un Medio Oriente che ormai, di medio, ha soltanto governanti mediocri accanto ad assolute sofferenze e prepotenze. Oggi, l’ordine di demolizione della scuola fatta di gomme a Khan al-Ahmar, ragazzi palestinesi e beduini, o Gaza, gli ultimi uccisi a fare solo numero.
Trent’anni fa, iniziativa umanitaria ‘Salaam, ragazzi dell’Olivo’, memorie, speranze deluse, rabbia.
“La Rabbia del vento”, aveva scritto S. Yizhar, uno dei padri della letteratura ebraica, oltre cinquant’anni fa. La cacciata della popolazione araba dalle sue terre e i dubbi sulla liceità morale e l’opportunità politica di queste azioni.

Leggi Tutto
I gatti di Istanbul, da farne un film

Gradisci una tazza di çay? Gatto randagio legittimamente incantato dai tanti suoi simili nella aggattatissima (folla di gatti) Istanbul. Perché l’ex Bisanzio o Costantinopoli, è città di mare e i gatti sui velieri di un tempo erano l’assicurazione del carico contro la voracità dei topi. E perché, nella successiva Istanbul musulmana, vale la memoria di Maometto che concede un lembo del suo mantello a un gatto.
Gatto Randagio nostrano oggi ci parla di “Kedi, la città dei gatti”, un documentario per gattofili ma non soltanto. Da leggere il pezzo, da vedere il film.
Francesca de Carolis, trasposizione umana del Randagio, invece si rivela distratta.
Immemore del fatto che chi mette in pagina i suoi sempre creativi (e spesso impegnativi) ‘domenicali’, a Istanbul ha trascorso gli ultimi 5 anni di Rai, tra i gatti di Cihangir (leggi Gianghir), quartiere tra Galata (la torre di noi genovesi) e il Bosforo.
Cihangir dove i gatti superano per numero i cristiani (i musulmani forse no), spostando la loro flemma a coda alta tra Orhan Pamuk, che lì scriveva per prendere il Nobel, o l’attrice Serra Yılmaz, che recita anche in italiano. Lì dove un tempo passeggiava anche un antico corrispondente Rai.

Leggi Tutto
Pisacane e l'amore di Enrichetta
300 giovani e forti a Sapri, Pisacane e l’amore di Enrichetta

Ripasso scolastico: Carlo Pisacane, patriota e rivoluzionario italiano, amico di Giuseppe Mazzini, Goffredo Mameli e Giuseppe Garibaldi. Il duca Pisacane, nel 1857 decide, assieme a 300 giovanotti armati, di tentare una rivolta popolare contro il regno borbonico nel salernitano.
Sbarca a Sapri ma a Sanza, la popolazione sta col Re, e lui, assieme ai suoi, che “Eran 300, eran giovani e forti, e sono morti’, poeteggerà Luigi Mercantini.
Ma gatto Randagio-Francesca de Carolis legge la storia a modo suo, e ci racconta di cosa si lascia alle spalle il 39enne Pisacane. Semisconosciuta splendida storia d’amore dove scopri che più eroica dell’eroe è Enrichetta di Lorenzo, la donna che lo ha amato contro tutto e contro tutti. Prima di quei 300 giovani e forti.

Leggi Tutto
woman-and-child cop
L’aquila e il bambino, e perché gli uomini si uccidono tra loro

L’aquila e il bambino, fiaba antica che prova a spiegare perché gli uomini si uccidono tra loro.
-Un bel racconto che arriva dal Burkina Faso col suo leggendario presidente, Thomas Sankara, a cui il sogno di un’economia di pace che potesse sollevare il paese dalla miseria costò la vita.
-E la fiaba narra del primo omicidio… E la maledizione che ne è seguita ancora grava su di noi. “Giusto in questi giorni, che abbiamo letto della follia delle spese in armi nel mondo…”, confessa Francesca de Carolis, ingenuo gatto randagio. Ingenuo come i disegni dei ragazzi di Aiwa, Aliou, Ibrahim…

Leggi Tutto
Il pazzo, il Re, Basaglia e il saggio Bertoldo

“-Qual è il più gran pazzo che sia?” chiese il re.
-“Colui che si tiene il più savio” rispose Bertoldo.
-I quarant’anni della legge Basaglia che “restituì ai ‘matti’ libertà, diritti e dignità”.
-“Guida alla salute mentale, per la conoscenza delle cure e dei servizi”, propone Oggi Gatto randagio-Francesca de Carolis.
-516 milioni le persone affette da disturbo mentale, dice l’organizzazione mondiale della sanità.
-A cui aggiungere circa 1120 milioni di persone con disagio più o meno grave.

Leggi Tutto
‘Stanze sospese’ pure fuori Bollate, gli ICAM e Moke

‘Stanze sospese’ anche fuori Bollate. ‘Mica siamo a Bollate’, quasi a dire del lusso. Ma parliamo di galere. Semplice dignità carceraria, cosa rara.
-Progetto di designer e detenuti al Fuorisalone milanese.
-Gli arredi per bambini degli ‘Istituti di custodia attenuata’, gli ICAM, dove sono le donne con bambini, solo 5 in tutto il Paese.
-Creature tra le sbarre.
-Per Francesca de Carolis, il parallelo facile con Moke, emozione diffusa del momento, il gorillino nato nello zoo di Washinton, anche lui tra le sbarre.

Leggi Tutto
alt="Faber cattivi maestri"
‘Fuoco di legna, anime in cielo’, Faber e i suoi ‘cattivi maestri’

Un viaggio che parte da Omero e arriva a Saramago, passando per Caproni, Gramsci, Tenco, Pavese, Fernanda Pivano, la Beat Generation, Pasolini, Marcuse, la Scuola di Francoforte, Mutis, Céline… che di De André tutti furono “cattivi maestri”, e la traccia di ciascuno viene letta, indagata, scovata quando a noi profani nascosta, nei testi del cantautore.
– Franca Canero Medici, che è docente di storia e filosofia in un liceo romano e al cantautore genovese ha già dedicato altri saggi, e Francesca de Carolis, lettrice ma non soltanto.
– Con la voglia di ritrovarli tutti, “questi artisti e i tremendi maestri, che pure hanno affollato le nostre letture inquiete di gioventù”.

Leggi Tutto
Wali e l’Afghanistan talebano dove ora volano i bambini-bomba

«Io invio la mia storia per trasmettere la voce di centinaia di bambini che vengono usati come bombe… miei amici che ancora si arruolano con i talebani e poi vanno con il giubbotto esplosivo e la chiave del paradiso al collo per uccidere gli altri…».
– Walimohammad Atai, Wali, afghano in Italia, il suo racconto attraverso le sensibilità di Francesca de Carolis.
– L’Afghanistan che qualcuno a Remocontro ha conosciuto direttamente risale al 2001. Wali racconta il dopo ‘liberazione Usa’, gli anni terribili dei bambini bomba e il prima ormai dimenticato..
– Anni ’70… «un tempo in cui le donne neanche portavano il velo e il diritto all’istruzione era libero… e questo in un paese musulmano… cosa che sta a significare che il problema non è l’islam ma gli interessi che girano intorno all’Afghanistan».

Leggi Tutto
Dove è sempre venerdì di passione, apocalisse Siria o Gaza o…

Per i credenti la Resurrezione, per la storia sofferenze e morte. ‘Quale resurrezione nei luoghi, così vicini così lontani, dove la vita sembra essere un solo eterno venerdì di passione… dove solo la morte trionfa…’, si chiede Francesca de Carolis.
– «E se fosse tuo figlio?», la domanda da porsi nell’assistere a certi fatti del mondo.
– «… oggi, rimane il dolore impossibile delle madri delle nostre guerre… sullo sfondo di cieli grigi e polvere, e pietre aspre che sono ossame. Nessuna resurrezione per i figli di queste madri (e dei padri)… quando non sono anche loro a morire… quando non riescono a fuggire…»..

Leggi Tutto
‘Domenica delle salme’ di De Andrè e i ‘cattivi per sempre’

Domenica delle palme per noi che, volendolo, potremmo celebrarla andando in chiesa. ‘Domenica delle salme’, citando De Andrè, che Francesca de Carolis usa per raccontarci ancora una volta dei ‘Cattivi per sempre’. Ergastolani senza possibile redenzione nella pena. E del digiuno nazionale indetto dall’Associazione Liberarsi per venerdì santo…
– Gatto randagio-Francesca de Carolis questa volta sostiene la sua battaglia contro la ‘pena di morte in carcere’, con una forte dose di indignazione. Recenti minime riforme del regime carcerario, e “politici che parlano senza aver letto ciò su cui si esprimono”.
– Ma come cantava De Andrè.. ” La domenica delle salme / nessuno si fece male / tutti a seguire il feretro / del defunto ideale…”

Leggi Tutto
Il decoro di Genova nei cassonetti

Decoro, dignità oltre l’aspetto, sopratutto nei modi, nell’agire, dall’enciclopedia Treccani. Scarse letture, sembrerebbe, della nuova giunta al comune di Genova che ha deciso di multare chi rovista nei cassonetti.
Quelli che per povertà, per fame, per disperazione?
– “Applicheremo il provvedimento con criterio e con rispetto nei confronti delle persone indigenti”, cita Gatto randagio-Francesca de Carolis, che, con feroce ironia, ricorda Goebbels col grande regista Lang, su chi avrebbe deciso chi era ebreo o non lo era.
– Un dubbio: «Chi è che davvero sottrae decoro al mondo? Di chi bisogna davvero avere ribrezzo?».
– La risposta di Elias Canetti: «Diventiamo tutto ciò per cui abbiamo avuto un particolare ribrezzo. Ogni ribrezzo era un cattivo presagio. Ci siamo visti in uno specchio deformante del futuro, senza sapere che guardavamo noi stessi».

Leggi Tutto
‘Il Marina’ e Lucia, 100 anni diversi

Marina, che quando nacque, nel 1914 si chiamava Enrico Ferrari. ‘El Marina’, che un po’ tutti conoscevano nella zona del Basso Sarca, lassù, nel Trentino…
Dolci e amari i ricordi che Lucia Calzà raccoglie fra Arco, Priò, Val di Non… per le valli dove Marina girovagava a piedi, spingendo un carrozzina con una bambola, seguita da un cagnetto… benvoluta un po’ da tutti …
Gatto randagio-Francesca de Carolis, su temi delicati e complessi come l’intersessualità, la transessualità, l’omosessualità, ma anche di quel veleno sottile che è la discriminazione..
Marina, biasimata, derisa, “messa all’indice come perversa peccatrice contro la natura e contro dio”, col fascismo diventa minaccia per la razza e viene spedita al confino, a Ustica. Poi arriva la democrazia, e lei finisce nel manicomio criminale di Volterra, poi in quello civile di Pergine…

Leggi Tutto
Ofelia e i mostri tra le pareti di casa

‘Dopo la terribile strage di Latina.. Provate a digitare in rete due paroline. “Orrore” e “famiglia”… non c’è paese o ceto sociale che si salvi. Inferni familiari…’.
Francesca de Carolis tra l’attualità e la necessità di capire, di trovare una ragione nell’assoluto irragionevole.
In Italia la violenza può celarsi nel quotidiano non solo di famiglie che vivono nell’emarginazione. Mostri nati fra le pareti di casa.
Con Lady Macbeth attraverso Shakespeare per arrivare a ‘Cercando Ofelia’ di oggi, finto triller psicologico di Antonella Lia, psicoterapeuta, da anni impegnata contro la violenza in famiglia.

Leggi Tutto
Querce di Sardegna il vento e Faber

‘Buon compleanno Faber…’ non solo in televisione, nella Sardegna seconda patria di De Andrè dove, a Carloforte, lui poteva sentire il genovese antico dei suoi avi.
Francesca de Carolis, molto gatto domestico oggi, si coccola attorno a Cagliari, a ‘Casa Madda’, Madda da Maddalena, e alla vicina quercia piegata dal maestrale ma che sempre resiste.
Vite contese, come tutte quelle che attirano i racconti di Francesca.

Leggi Tutto
Bea e tutti quei bambini volati ad abbracciare la luna…

Nella foto di copertina i funerali di Bea, peluche e palloncini per l’addio alla bambina di 8 anni affetta da una malattia senza nome che imbrigliava il suo corpicino in un’armatura.
– Bea, tanti al bimbo sofferenti, e un libro ad esorcizzare l’indifferenza.
– La “Brevissima storia di una bambina e una gatta che volevano vivere aggrappate alla luna”.
– Gatto randagio-Francesca de Carolis oggi ci costringe a leggere di una gatta di panno, una gatta anemica… perché costretta tra le pareti di una stanza d’ospedale.

Leggi Tutto
La macchina degli abbracci, l’amore e l’autismo

Una macchina per gli abbracci. Una gabbia che si stringe e ti protegge senza la minaccia di un rapporto umano. Come l’arla, la gabbia usata dal veterinario per le mucche che le calma e le aiuta. Una diciottenne autistica che aiuta prima se stessa e poi, divenuta docente universitaria, cerca di suggerire come, ‘se ti abbraccio non aver paura’.
L’amore al tempo dell’autismo… “Autismi, meglio si dice. Perché molto ampia è la variabilità nello sviluppo delle manifestazioni del disturbo (più diffuso di quanto si pensi… anche se i dati sono piuttosto eterogenei, si può parlare di un’incidenza di 1/130)… la variabilità anche nei gesti dell’amore…”.
Francesca de Carolis incorreggibile portatrice di temi onerosi con parole lievi.
Che ovviamente l’autismo lo fa passeggiare anche in carcere.
“Ascolta i miei passi”, l’invito. Rimando alle parole di Pirandello: “Ascolta i miei passi. Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io”.

Leggi Tutto