Quando Mosul era Ninive e Siraq era Mesopotamia

Ninive, la più famosa delle capitali dell’impero assiro il cui nome ci arriva dall’Antico Testamento, mentre gli Assiri pare la chiamassero diversamente, ma la traduzione dal sumero, la lingua parlata da Cristo, risulta incerta. Ninive era edificata sulla sponda sinistra del Tigri, dirimpetto sull’altra sponda del grande fiume all’attuale Mossul, attuale ‘capitale’ dell’effimero califfato Isis sul mondo islamico di Iraq e Siria, l’Assiria di un tempo. Battaglia di Mosul oggi, rispetto a ben altri scontri nella storia. Civiltà eccelse alle origini note della storia dell’uomo, lungo la Mesopotamia sino al Paradiso terrestre creato alla foce tra Trigri ed Eufrate. Ora, da quella parti è solo inferno.

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Battaglia di Jena e le provocazioni di confine verso il Baltico

Alle ricerca sempre difficile di un parallelo tra storia e attualità, oggi Giovanni Punzo ci porta alla battaglia napoleonica di Jena che inventò le guerre dell’Ottocento. Che c’entra quel 14 ottobre 1806 con i fatti nostri oggi? Già da allora, il valore della propaganda che, a forza di insistere con le parole, trasforma guerre fredde in guerre vere, a cannonate. Napoleone vuole imporre alla Prussia certi compromessi sui confini. Non era Lituania ma lì attorno, sulla strada verso il Baltico. Da allora e per un secolo, fino alla Prima Guerra mondiale, la guerra diventò allora la continuazione della politica con altri mezzi. La partita con Nato con la Russia oggi è molto diversa?

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Vajont, l’impossibile lasciato accadere

Vajont, memoria necessaria da quel 9 ottobre 1963. Il ripetere senza mai riuscire a capire sino in fondo come quel dramma sia potuto accadere. Dalla natura crudele colpevolizzata sul momento, alle colpe umane, in una catena di responsabilità mai pienamente definire e colpite. Non solo omaggio alle vittime e alle sofferenze dei sopravvissuti ma memoria monito rispetto ad una tutela del territorio che in Italia continua ad essere assolutamente carente e irresponsabile.

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2 ottobre 1911, l’Italia in Libia attacca la Tripoli ottomana

105 anni fa, l’avvio dell’avventura libica che fruttò all’Italia coloniale più guai che ricchezze. La guerra in Libia non finì come narrato nel 1912, ma proseguì, nascosta, durante gli anni della Prima guerra mondiale. Il peggio sarebbe venuto dopo, a partire dagli anni Venti, quando si dovette estendere il controllo all’interno e ci furono pagine nere di repressione e crimini italiani. La controversa eredità della guerra italo-turca del 1911, che diventa ammonimento nel presente di nuove avventure libiche. Nonostante che lo “scatolone di sabbia” denigrato da Gaetano Salvemini, espulsa l’Italia, abbia svelato al mondo le sue immense ricchezze petrolifere

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Quando i profughi di guerra l’Europa li produceva in casa

Emergenza migranti in Europa oggi? Nel 1926 dieci milioni di europei risultavano profughi. Un milione e cinquecentomila attraversarono il mar Nero in direzioni opposte tra Grecia e Turchia. Trecentomila tra Grecia e Bulgaria. Due milioni di polacchi, due milioni tra russi e ucraini, un milione di tedeschi, duecento cinquantamila ungheresi e altrettanti baltici.

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Tensioni Usa Russia, spie, e il ‘Pillow talk’, chiacchiere da cuscino

‘Pillow talk’, chiacchiere da cuscino. Non la vostra intimità, ma quella della spia che sta sottraendo segreti nell’alcova di chi si illude di aver fatto una conquista. Una delle tecniche della spionaggio vero abusata da quello cinematografico. Ora che le spie tornano di moda con l’intelligence americana che dichiara Mosca bersaglio strategico, un ‘ripescaggio’ dello spionaggio storico meno noto scatena Giovanni Punzo. Nella foto di copertina, l’americana Elisabeth Bentley, reclutata dal Kgb, che dopo aver sedotto una sessantina di funzionari americani, si innamorò dell’agente dell’Fbi che spiava lei. Letti pericolosi.

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L’islam la guerra e il terrore

La recente notizia dell’esclusione del wahhabismo saudita dalla famiglia dell’Islam sunnita ripropone il nodo tra islam e guerra. “La concezione coranica della guerra” del ‘Clausewitz musulmano’, il generale pakistano S.K. Malik, contro le concezioni occidentali da Lenin a Quincy Wright. Il libro è da alcuni ritenuto una delle maggiori fonti di ispirazione del terrorismo. Decisamente equivoco il riferimento alla paura che il nemico dovrebbe sempre provare nel corso di una guerra; e, dalla paura al ‘terrore’, il passo è breve.

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Un secolo di bombe sui curdi dalle spartizioni coloniali

QUASI UN SECOLO DI BOMBE SUL KURDISTAN: il primo capitolo delle vicende moderne di uno dei popoli più bombardati della storia. Dopo gli inglesi negli anni Venti del secolo scorso, ci furono campagne aeree turche, irachene, iraniane e siriane, fino alle attuali. Le bombe della Raf nel 1920, migliaia di voli e tonnellate di bombe, comprese quelle chimiche all’iprite. Utile promemoria sul pasticcio coloniale da cui nascono gli attuali Iraq e Siria, e molti dei guai in corso

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Friuli 40 anni fa, la memoria che non sempre insegna

Giornata di lutto nazionale e primi funerali per le 284 vittime dell’ultimo terremoto. Ultimo in ordine di tempo, perché gran parte dell’Italia è terra sismica, e lo sappiamo tutti. Sappiamo ma non preveniamo. Cordoglio e commozione non bastano. E diventa utile oggi la memoria di un’altra tragedia simile e ancora più grave. Il terremoto nel Friuli del 1976. Ammonimento e speranza di come è possibile uscire da una tragedia ricostruendo il futuro. Altrove, sempre in Italia, non è stato. ‘C’era una volta’ quei tragici giorni a Venzone, Gemona, Osoppo e San Daniele del Friuli

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Russia Turchia, odi imperiali e torbide passioni Ataturk Soviet

Russia Turchia. C’erano una volta due grandi imperi… con uno Zar e un Sultano. Poi fu rivoluzione, e arrivammo a Putin ed Erdogan. Giovanni Punzo con la solita solita macchina del tempo. Le relazioni tra Russia e Turchia segnate da numerose guerre ma con una importante eccezione dopo la prima guerra mondiale. Senza l’aiuto della neonata Unione Sovietica la Turchia non avrebbe potuto respingere l’esercito greco che aveva invaso parte del suo territorio giungendo a poche decine di chilometri da Ankara

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Assedio, crudeltà al rallentatore, la storia sino ad Aleppo

La forma di guerra più crudele fra tutte per la popolazione civile, regolata non da abilità o valore militare ma dalla capacità di sofferenza da parte della popolazione assediata e privata di tutto. Fu così dalla prima guerra per una preda o una caverna migliore. Adesso ci siamo evoluti, abbiamo sostituito la clava con kalashnikov, i sassi con i proiettili ma l’assedio continua. Da Troia con frottola poetica di Omero, alle tragedie dell’ultimo secolo, con Leningrado, o l’altro ieri Sarajevo, o la tragedia in corso di Aleppo. L’assedio in termini storico militari moderni.

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Quel mausoleo ottomano in Siria tra storia, Erdogan e il quasi golpe

Giovanni Punzo, vola dai Sepolcri di Foscolo al mausoleo-segreto di Stato con le spoglie di Suleyman Shah (1178?-1236), nonno del fondatore dell’impero ottomano, che era in territorio siriano. La storia delle guerre di ieri che giustificano spesso quelle di oggi e di domani. 800 e rotti anni fa, Suleyman muore annegato nell’Eufrate durante una battaglia contro i mongoli di Gengis Khan. Storia e personaggi esaltati oggi dal neo sultano post ottomano Erdogan, con modernissime incursioni militari e il solito traditore Gulen colpevole di tutto

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Quando i golpe in Turchia erano una cosa seria

Dalle parti dell’attuale Turchia, quando Osman I, figlio di Ertuğrul, ereditò la guida della tribù dei turchi Oghuz e avviò un impero durato sino al 1023, con l’ultimo sultano, Mehemed VI, prima di Erdogan. Va riconosciuto il merito di tanta storia e potere a Maometto II, Mehmet II Fatih, il Conquistatore di Costantinopoli, 1453, divenuta Istanbul. Ebbene, già allora, fu tentato un colpo di Stato che fallì per la popolarità di cui ormai godeva il sultano Maometto II e il tentativo terminò con la morte del Gran Visir. Poi i colpi di Stato divennero turchi e repubblicani, storia di ieri e di oggi.

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Il sud ferroviario che uccide: prima fu il treno 8017 a Balvano

‘C’era una volta’ ci riporta al più grave incidente ferroviario d’Italia e di Europa. Sempre sud, come pochi giorni fa tra Andria e Corato. Treno merci speciale 8017 da Napoli a Potenza che la guerra aveva riempito di passeggeri caricati e morti come bestie. Ma il racconto di ieri compete a Giovanni Punzo. Il questo sommario l’attualità dei funerali di oggi ad Andria. Presidente della repubblica e 5 mila persone a piangere 23 morti assurde e ad ascoltare il monito del vescovo di Andria.
«Temiamo che per troppi anni e per tante persone queste terre siano state considerate le periferie dell’Italia, quelle periferie alle quali il nostro Papa Francesco ha fatto tante volte riferimento. Speriamo che si sospenda questo fare. Le nostre coscienze sono state addormentate da prassi che ci sembrano normali ma non lo sono: quella prassi dell’economia in cui non si pensa alla vita delle persone ma alla convenienza e all’interesse».

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La rivolta di Watts contro il potere bianco Usa, 1965. Malcom X e Luther King

A Watts, un sobborgo di Los Angeles nel torrido agosto 1965 la sommossa a sfondo razziale durata per 6 giorni nell’agosto 1965. Bilancio finale, 34 morti, 1.032 feriti e 3.952 arresti. Nel 1966 a Oakland i primi disordini delle Pantere nere, movimento di liberazione degli afroamericani pesantemente discriminati, socialmente, politicamente e legislativamente. Principali leader Malcolm X e Martin Luther King.

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69 anni fa l’Exit di India e Pakistan dall’Impero britannico

1947, a metà giugno, finiva l’Impero Britannico. Lord Mounbatten, ultimo vicerè, cedeva il potere britannico al partito del Congresso, e alla Lega musulmana panindiana. Separazione dall’impero e separazione dall’India del Pakistan musulmano. L’esodo di circa 13 milioni di persone da uno stato all’altro con violenti scontri tra musulmani e induisti che porteranno a più di 500.000 morti. Il giorno dell’indipendenza, il 15 agosto 1947, Gandhi non partecipa alle festività con il resto dell’India, ma si addolora in solitudine nella città di Calcutta.

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