Europa di fine ‘800 e l’allora alta diplomazia tedesca

C’ERA UNA VOLTA
Europa di fine ‘800 e l’allora alta diplomazia tedesca. Un po’ come Napoleone, Ottone di Bismarck divenne un mito quando era ancora vivo. Dotato di un pessimo carattere, autoritario e spesso irascibile, fu però un grande diplomatico dimostrando doti non comuni di pazienza e tenacia. Dopo l’unificazione della Germania, che fu definita una ‘tessitura’ come l’opera di Cavour in Italia, diede vita ad un modello di relazioni internazionali ricordato ancora oggi come il ‘sistema bismarckiano’, un equilibrio tra le potenze europee continentali – fatti sempre salvi però gli interessi tedeschi  – che andò in crisi alle soglie della Prima guerra mondiale.

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Il mondo e le piazze attorno a Gaza, memoria di Vietnam

Gli anni Sessanta furono un periodo di grandi trasformazioni, ma anche un periodo convulso e tutt’altro che pacifico. Tra le pagine più ricordate del controverso decennio indubbiamente la contestazione giovanile…

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Nell’Italia di una volta la notte di Sigonella

L’11 ottobre 1985 un aereo di linea egiziano atterra nell’aeroporto italiano di Sigonella, dove è ospitata anche una base aerea della marina militare Usa: la torre di controllo invita l’aereo a raggiungere l’area sotto controllo italiano. Sull’aereo si trovavano i quattro dirottatori della Achille Lauro e due mediatori, ma soprattuto l’aereo era seguito da quattro caccia F 14 e due aerei C 141 statunitensi che atterrarono senza preavviso né segnali radio con a bordo uomini della Delta Force. Nel seguito, un No italiano inatteso e per certi aspetti inimmaginabile.

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Quando gli yankee vanno alla corte di re Artù

Si chiamano ‘relazioni transatlantiche’, ma in decine e decine di incontri politici o diplomatici tra britannici e americani ne sono spesso successe di tutti i colori.  Ogni riferimento alla visita…

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Come scoppiano le guerre

Ad ogni guerra sono sempre seguiti accesi dibattiti per comprenderne le cause, a cominciare dagli eventi che hanno portato all’inizio delle ostilità. Soprattutto le due guerre mondiali hanno attratto centinaia…

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Guerre, religioni e diritto internazionale

Tra i tanti cicli di guerre che hanno attraversato e devastato l’Europa per secoli, quelle di religione furono forse tra le più tremende e sanguinose. Vi fu posta fine attraverso…

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Cronisti di guerra prima della mattanza di Israele a Gaza

La guerra ha sempre avuto dei testimoni, non direttamente parte dei combattimenti, che poi l’hanno descritta per vari scopi. Nell’antichità o nel medioevo poteva accadere che il principe si facesse accompagnare da uno scrivano non solo per la corrispondenza ordinaria, ma allo scopo di abbellire ‘dopo’ episodi bellici a favore della propria immagine. La presenza di un narratore ‘terzo’ è quindi relativamente moderna e spesso molto formale nello scegliere su quale fronte schierare i ‘testimoni ’e quale loro racconto privilegiare.

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La caduta degli imperi. Prima o poi tocca a tutti

La caduta dei grandi imperi attira da secoli l’attenzione degli storici. Il più illustre fu forse l’inglese Gibbon che raccontò la fine dell’impero romano sia come invasione delle popolazioni barbariche,…

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Valery Giscard d’Estaing a Messina con Piero Orteca nel 2003

Conferenza di Messina 1-3 giugno 1955 che traccia i principi per la creazione della Comunità dell’energia atomica e di quello che sarà il Mercato Comune Europeo insieme alla CEE, poi CE ed infine UE. Su Giscard D’Esteing a Messina nel 2003, la cronaca di Piero Orteca nel 2003 che potrebbe far parte della pagina politica di oggi. 

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Napoleone e lo Zar su una zattera nel fiume confine del 1807

Il 7 luglio 1807 Napoleone, imperatore dei Francesi, e Alessandro I, zar di tutte le Russie, sottoscrissero a Tilsit -su una zattera in mezzo al fiume di confine- un trattato di pace cui seguì due giorni dopo un secondo trattato tra Napoleone e il re di Prussia Federico Guglielmo III. Eventuali esagerati paralleli d’attualità a responsabilità vostra.

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Agosto 1974: dimissioni di Nixon e un certo potere in America

L’8 agosto 1974, dopo una tormentata catena di eventi dal 1972, il trentasettesimo presidente degli Stati Uniti Richard Nixon annunciò le proprie dimissioni. Incalzato dalle inchieste, indebolito da continue rivelazioni, Nixon cedette il potere evitando un imbarazzante processo. Parallelismi facili con l’attualità americana e sul mondo che lasciamo ai nostri lettori.

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‘O compri o ti bombardo’: il commodoro Perry prima di Trump

L’8 luglio 1853 una squadra navale americana al comando del commodoro Matthew Perry si schierò nella rada di fronte ad Edo (l’antica capitale), oggi la baia di Tokyo. E ai rappresentanti dello ‘shogunato’, il consiglio di alti ufficiali e feudatari che governava il Giappone, consegnò un ultimatum: o l’apertura del paese ai commerci – primi quelli con gli Stati Uniti –, o il bombardamento navale.

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Crisi delle democrazie nel mondo e cattivi pensieri

Ormai da troppo tempo costretti ad inseguire guerre e conflitti sociali dilaganti nel mondo, scrivendo della crisi della Germania, Piero Orteca aveva sollevato il pauroso dubbio sul Cancelliere Merz politicamente troppo simile al suo lontano predecessore Franz von Papen. Un riferimento per pochi, ed ecco il compito domenicale del nostro investigatore tra gli infiniti paralleli della storia con la nostra tormentata attualità.

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La guerra primo nemico della democrazia

Attualità drammatica. Nel corso di una guerra le istituzioni civili sono sempre costrette ad adeguarsi alle circostanze. Probabilmente il primo a rilevarlo fu Tucidide, ad Atene, circa 400 anni prima di Cristo. Anche nella Roma repubblicana in caso di guerra il potere passava dalle mani dei due consoli a quelle del dittatore. Diversi i casi di democrazie che in previsione di gravi emergenze dispongono in anticipo leggi straordinarie per limitare comportamenti che, vero o falso, potrebbero nuocere allo sforzo bellico.

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Sulla ‘Città umanitaria’ a Gaza, l’utile memoria di ‘Theresienstad’

Nella seconda metà del Settecento l’imperatore asburgico Giuseppe II, figlio di Maria Teresa, fece costruire a una sessantina di chilomtri da Praga una fortezza per difendersi dai prussiani. Un secolo dopo la fortezza ormai obsoleta fu trasformata in carcere. Vi furono internati detenuti ritenuti pericolosi, come Gavrilo Princip, il serbo che aveva ucciso a Sarajevo nel 1914 l’arciduca Francesco Ferdinando. Tra le mura della fortezza anche migliaia di prigionieri di guerra italiani, dopo Caporetto. Ma il peggio venne dopo, col nazismo.

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L’inferno dei traditori oltre Dante

Nel nono e ultimo cerchio dell’Inferno dantesco, il Cocito (dipinto da Botticelli), mettereste prima il Trump dei dazi contro il mondo o Netanyahu genocida che respinge l’ennesima tregua e fa subito altre decina di morti a Gaza? La categoria dei traditori è antica, come le ferocie dell’umanità, e il tradimento più recente sembra sempre il più inaudito, soprattutto quando è preceduto o seguito dalle parole e dalle immagini.

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