Libia, fallisce a Tripoli un azzardato tentativo di golpe

UN ‘QUASI GOLPE’ quello tentato in Libia, peggio di quello finito male in Turchia. Una milizia occupa il Consiglio di Stato, agli ordini dell’ex premier islamista Khalifa Ghwell (nella foto di copertina). Il governo Serraj ordina di arrestarlo, ma lui scappa e tutto sfuma nell’apparente ridicolo. Ma era solo un tentato golpe burletta? La Libia dell’eterna incertezza e la partita aperta per l’Italia dei tre sequestrati

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Libia, Isis resiste, Sarraj non comanda e l’Italia è nei guai

Se Sirte e la Libia ve le raccontavano ripulite da Isis, scordatevelo. Se in Libia credevate che comandava l’amico dell’Italia Sarraj a scapito del generale Haftar, più filo francese, scordatevelo. Se speravate che i sequestratori dei tecnici dell’impresa italiana fossero semplici banditi da convincere con tre soldi e via, scordatevelo e preparate un grosso pacco di milioni per tirarli fuori vivi dalle mani di ‘al-Qaeda nel Maghreb islamico’, l’Aqmi. Intanto scopriamo le donne jihadiste in trincea, l’ultima novità sul fronte del terrore.

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Missione italiana operativa in Libia senza clamori

Operazione Ippocrate, missione di aiuto sanitario e non soltanto, che diventa operativa a Misurata in quasi clandestinità. Il grosso del contingente arrivato via nave. Le avanguardie su voli cargo con attrezzature e i primi sanitari. L’ospedale da campo ‘Role 1’ già operativo da domenica scorsa. Poi arriverà il fratello maggiore ‘Role 2’. Perché l’attuale basso profilo.

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Libia, due italiani rapiti: predoni o gesto politico?

Due italiani rapiti nel sud della Libia proprio quando in quel Paese martoriato stanno per arrivare i 300 militari della missione ‘Ippocrate’ a Misurata. Sono Bruno Cacace, 56enne di Borgo San Dalmazzo. Cuneo, e Danilo Calonego, 66enne della provincia di Belluno. Il sequestro, non rivendicato, è avvenuto a Ghat, città nella regione meridionale del Fezzan, a pochi chilometri dal confine con l’Algeria.

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Missione sanitaria ma molto militare in Libia, dubbi e timori

I ministri annunciano alle Camere la missione «sanitario-militare» in Libia per sostenere Misurata contro l’Isis. Quanto sanitaria e quanto invece militare? Altri, più maliziosi, rilevano che in realtà partono 60 sanitari con attorno più di 230 parà scortati da droni, jet e dalla portaerei Garibaldi. Molto simile ad un intervento di terra nella guerra civile libica, e anche molto pericoloso, a quanto pare. Cerchiamo di capirci qualcosa in più rispetto a quanto ci viene detto ufficialmente. I ‘messaggi’ a Roma dalla Cirenaica di Haftar.

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300 militari italiani a Misurata mentre la Libia torna a bruciare

Missione italiana a Misurata. La tempistica non è delle più fortunate. Dopo mesi necessari ad organizzarsi, Roma ha deciso di inviare in Libia un contingente militare di 300 militari, ospedale da campo e scorta, e la notizia è trapelata il giorno in cui il generale Haftar ha lanciato l’operazione “Lampo improvviso”, andando a prendersi i terminal petroliferi del Golfo della Sirte. Nel momento in cui lo scontro interno alla Libia, governi ed eserciti assortiti, rischiano la vera guerra civile attorno al forziere petrolio.

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Libia, dopo Isis a Sirte la guerra vera per la ‘Mezzaluna petrolifera’

LA MEZZALUNA PETROLIFERA -Le forze armate fedeli al generale della Cirenaica Haftar hanno sottratto al governo Serraj il controllo del terminal petroliferi di Ras Lanuf ed Es Sider. Chi vince questa battaglia avrà in mano il futuro del Paese, salvo la possibile e temuta spartizione del Paese.

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Usa in Libia un altro mese, a Sirte i piani Isis contro l’Italia

Barack Obama ha esteso per un altro mese la missione militare in Libia’ mentre le forze libiche si sono lanciate nell’assalto finale dell’Isis a Sirte. Iniziato l’assalto del complesso degli edifici ‘656’, ultima roccaforte jihadista. A guidare l’ultima resistenza dell’Isis a Sirte, sarebbe un gruppo di tunisini guidati da un super ricercato dall’Italia, Ben Ahmed Al Fezzani, minaccia diretta di attentati a casa nostra.

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Libia, l’irriducibile Haftar ne vuole un pezzo col petrolio

Libia. Personaggio né trasparente né simpatico Khalifa Haftar, colonnello con Gheddafi che si fa generale quando ritorna dopo rifugio e addestramento statunitense. Al soldo della Cia negli Usa, dicono. Oggi di chi? Maestro di golpe falliti, osteggia Al Sarraj e vuole il petrolio della Cirenaica. Molti interessi in campo e giochi sporchi anche in casa occidentale, col vicino di banco di cui è meglio non fidarsi.

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Quale Libia? Il parlamento di Tobruk boccia il governo Sarraj

LIBIA, E ADESSO CHI LEGITTIMA I BOMBARDAMENTI USA? – Il solo parlamento legittimato da un voto popolare boccia il governo Sarraj voluto dai mediatori internazionali Onu, l’esecutivo che ha chiesto i recenti bombardamenti statunitensi. Legalità incerta di un governo da sempre messo in discussione proprio nel momento in cui si profila la vittoria militare contro l’Isis a Sirte e nel Paese. La scelte italiane rispetto a contrapposti interessi anche petroliferi francesi ed inglesi

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Sirte preso il reclutatore di jihadisti in Italia. Resiste la jihad africana

L’ULTIMA RESISTENZA DI JIHADISTI  NIGERIANI, CIADIANI, SUDANESI – 

Arrestato in Libia Moez Al-Fezzani, esponente dell’Isis, uno dei capi dell’esercito del Califfato in Libia e considerato dai servizi italiani un reclutatore di jihadisti nel nostro paese. Ne dà notizia il giornale online Libya Herald. Al Fezzani, in fuga da Sirte, sarebbe stato catturato dalle forze libiche di Zintan, alleate del generale Khalifa Haftar. Espulso dall’Italia nel 2012, Al Fezzani era stato assolto in primo grado dall’accusa di associazione a delinquere e associazione con finalità di terrorismo internazionale, verdetto poi ribaltato in appello nel 2013.

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Sirte quasi liberata, ma che sta accadendo alla Libia?

L’iniziativa Usa che dal 1° agosto riprende a bombardare la Libia in nome della guerra al terrorismo con grandi applausi dei media occidentali. C’è una risoluzione Onu la cui interpretazione stiracchiata viene contestata. E soprattutto c’è la richiesta di intervento Usa da parte del Governo di Accordo nazionale guidato dal Fayez al-Sarraj: l’uomo giusto al posto giusto o una scommessa a perdere?

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L’Italia, la Libia e il segreto di Pulcinella

La necessità di allargare la coalizione che combatte contro il Califfo assieme alla malizia americana -sostiene Orteca- di ampliare a dismisura il numero dei bersagli, “di coloro pronti a pigliarsi una raffica di bombe (l’Isis non fa sconti) nei ristoranti o in qualche aeroporto”. Lo strano parallelismo di notizie filtrate prima dagli Usa poi in Italia.

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Forze speciali italiane vestite da spia in Libia

I FINTI SEGRETI DI FERRAGOSTO. In Libia ci sono tutti gli eserciti che contano, quindi anche noi italiani. Storia vecchia e scoperta giornalistica da pagine vuote di mezzo agosto. Leggiamo, “Forze speciali italiane in Libia con l’ok di Renzi”. I titoli si sa, forzano la notizia. Tipo, “Preso il quartier generale dell’Isis”, che sono un gruppo di costruzioni rifugio dell’ex Rais. Certa invece la nomina del nuovo ambasciatore italiano in Libia con riapertura della stessa ambasciata.

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Libia, come e perché qualcuno bara

«ODISSEA FULMINEA», OSSIMORO IGNORANTE PER I RAID USA –

Obama pare abbia chiesto ufficialmente l’uso delle basi all’Italia, Sigonella prima tra tutte. Lo aveva fatto capire la ministra della difesa Pinotti in una deserta ‘question time’ parlamentare. Lo confermano ora più credibili fonti israeliane. Prima o poi dovrà pure saperne qualcosa il Parlamento. L’Italia presto coinvolta in prima linea dopo il tragico pasticcio franco-anglo-americano contro Gheddafi del 2011. Impresa a perdere, dice Orteca, analizzando i come e i perché.

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Guerra d’agosto, raid Usa da basi italiane

LIBIA, BOMBE USA DA BASI ITALIANE E GUERRA POLITICA IN CASA

Alla Ministra Pinotti la recita in Parlamento dove qualche isolato sopravvissuto delle vacanze prende atto che, oltre a golpe Rai bello che pronto, questo agosto ci sarà anche una guerra sotto casa, poco oltre le spiagge siciliane. Libia. «Il Governo è pronto a valutare positivamente un’eventuale richiesta di uso delle basi e dello spazio aereo se fosse funzionale a una più rapida e efficace conclusione dell’operazione in corso da parte degli Usa in Libia contro l’Isis». Lo ha detto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, durante il question time alla Camera.

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