Donne senza passaporto, la Libia laica si ribella e vince

Dalla Libia laica di Gheddafi al caos regressivo e con tentazioni islamiste della Libia frantumata di oggi. Sta accadendo e poteva pure essere peggio. Il divieto per la donne libiche sotto i 60 anni di andare all’estero da sole, modello Arabia saudita, disposto in Cirenaica dal vice di Haftar. Ispiratore occulto delle regressione civile sarebbe l’imam saudita salafita Osama al-Otaibi, indicato come il consigliere religioso del generale Haftar. Ma il generale che il potere sulla Libia sta ancora cercando di conquistarselo, di fronte alle proteste femminili e non solo, fa marcia indietro e si rimangia l’assurdo decreto.

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Sempre più Russia in Libia, petrolio e non solo

Il colosso russo del petrolio Rosneft e l’ente libico Libia National Oil Corporation (Noc) hanno raggiunto un accordo di collaborazione, «tra cui l’esplorazione e la produzione», ha spiegato l’ente libico, senza fornire dettagli sull’accordo.
Ma non solo: Russia ed Egitto prendono in mano i negoziati interni per il superamento della crisi. Altro che Onu. Intanto il premier del Governo di ‘Accordo Nazionale’ Serraj scampa a un attentato a Tripoli.

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Libia, 6 anni dalla rivoluzione e la Nato delle bombe

Sesto anniversario della ‘rivoluzione’, quell’accenno di primavera araba che aveva illuso i libici e noi. Adesso uno dei premier che non comanda, Serraj chiede aiuto alla Nato dei bombardamenti del 2011. ‘Serve ancora la vostra forza per tenere a bada il mio avversario Haftar che ha il sostegno della Russia e dell’Egitto’. La Nato gongola, l’Europa tace, e l’Italia tiene mano a Serraj.

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Libia, il colpo di Stato permanente se esistesse lo Stato

Una nuova Guardia Nazionale creata al momento sfida Tripoli, mentre il premier Serraj è al Cairo. Dietro questa nuova forza militare l’ex premier Khalifa Ghwell. Gruppi di jihadisti tentano di riconquistare Sirte ma vengono respinti dal generale Haftar. Paese senza controllo e le formazioni jihadiste ancora operative.
‘Times’ di questa mattina: ‘Il governo di unità nazionale della Libia è vicino al collasso’.

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Stop ai migranti dalla Libia, favola per bambini cattivi

Chiudere la rotta del Mediterraneo centrale è irrealistico e inumano, titola Internazionale. Perché quelle 170 miglia marine dalla Libia all’Italia sono già un muro terribile ma non abbastanza alto da dissuadere tanta disperazione del rischiare comunque la vita.
181mila le persone giunte nel 2016 via mare in Italia e cinquemila i corpi senza vita recuperati. Secondo l’Onu, dall’ottobre del 2013 al gennaio del 2017 sono 13.288 i morti e i dispersi nel Mediterraneo.

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Nel pasticcio Libia troppi protagonisti e l’Italia nel mezzo

L’autobomba esplosa il 21 gennaio vicino all’ambasciata italiana appena riaperta ancora in cerca di autore e di bersaglio. La milizia islamista Rada che gestisce le indagini di polizia a Tripoli accusa la Cirenaica di Haftar. Più probabile un attentato islamista.
L’Italia sempre più schierata, al centro di tensioni tra le parti libiche e non soltanto.
E quello strano bombardamento Usa a firma Obama che l’ultimo giorno della sua presidenza manda i bombardieri da Guerre Stellari B2 contro kalashnikov nel deserto per avvertire Mosca.

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L’ultimo raid di Obama è stato sulla Libia

La notte tre il 18 e il 19 gennaio, l’ultimo giorno di Obama comandante in capo delle forze armate Usa. Un raid aereo sulla Libia di bombardieri stealth ‘B-2 Spirit’ partiti e tornati dopo ripetuti rifornimenti in volo dalla loro base in Missouri.
Nel mirino dei bombardieri dell’Usaf due campi dell’Isis in Libia, a poco più di 40 chilometri a sudovest di Sirte, l’ex roccaforte del Califfato in Libia espugnata dai miliziani di Misurata e dai loro alleati poco più di un mese or sono dopo oltre sette mesi di assedio.

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Libia, chi la vuole a strati e chi la vuole a fette. E i russi in Cirenaica?

Speriamo che l’asse italiano unito ce la faccia a vincere la scommessa sui migranti dalla Libia. Nei giorno scorsi il ministro Minniti e il capo dell’Aise Manenti. Poi la Farnersina. Noi apriamo l’ambasciata a Tripoli e va in scena la ‘fiction’ colpo di Stato a Tripoli. Ma se in Cirenaica, arrivano davvero i russi?

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La Russia in Libia con la portaerei Kuznetsov

Ieri a Tripoli un presunto golpe, con le forze dell’ex premier islamista che avrebbero controllato tre ministeri a Tripoli. Poi l’ambasciatore italiano smentisce. Intanto il generale Haftar, l’uomo forte della Cirenaica, avversario politico del premier senza potere Sarraj, se ne andava a bordo della portaerei russa Admiral Kuznetsov in fase di rientro dalla missione nelle acque siriane a trattare col ministro della difesa Shoigu a Mosca. Oltre la Siria, l’occhio del Cremlino sulla Libia.

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La nuova vecchia intesa tra Italia e Libia

Italia e Libia si accordano su frontiere, migranti, interventi militari e petrolio ma l’accordo non è da rendere noto al pubblico. La nuova intesa non è così diversa da quella tra Berlusconi e Gheddafi del 2008. Intanto l’Italia è il primo paese a riaprire l’ambasciata in Libia dal 2011.

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La Libia che ci nascondono e il generale con il colbacco

I libici stanno per ottenere la vittoria su Isis ma perché nessuno sta festeggiando, si chiede qualche attento osservatore dal mondo arabo. Intanto il capo della truppe in Cirenaica, il generale Haftar, ha incontrato al Cremlino i vertici del governo russo. Un passaggio importante per un possibile accordo tra Russia e Usa dopo Trump alla Casa Bianca

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Nel caos Libia Gheddafi non è solo un rimpianto

A cinque anni dall’uccisione e dallo scempio di Muhammad Gheddafi a Sirte il 20 ottobre 2011 fa orrore il video pubblicato da qualche sito in cui si vede Gheddafi che viene violato con un bastone e poi ucciso con un colpo alla tempia da un ragazzo con una pistola d’oro, spogliato, calpestato e martoriato dai ribelli. Ora, in parte della Libia crescono ripensamenti, rimpianti e torna la voglia di Jamahiriya, ‘lo Stato delle masse’.

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Libia caos, via i caccia Usa arrivano gli Emirati Arabi

Fine dei raid aerei Usa contro la roccaforte Isis di Sirte. La “piccola portaerei” per le incursioni su Sirte dei cacciabombardieri ha lasciato il posto a una nave che può imbarcare solo elicotteri. Via gli Usa arrivano gli Emirati Arabi Uniti. Lo svela l’ istituto IHS Jane’s di Londra, che mostra le immagini di una base militare degli Emirati in Cirenaica, dove si trova il quartier generale dell’Esercito nazionale Libico guidato dal generale Khalifa Haftar. Poi le altre presenze straniere sempre più fitte e pericolose in Libia.

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Libia, liberati gli ostaggi italiani. Ora le bugie sul riscatto

Libia, liberati i due ostaggi italiani Calonego e Cacace. Con loro anche il canadese rapito nelle stesse circostanze. Erano stati sorpresi in strada a Gath, Libia profonda, ai confini con l’Algeria. Ora il balletto solito sul riscatto pagato ma non ammesso e così via litigando. Le responsabilità delle imprese all’estero sulle norme di sicurezza.

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Libia, Isis sconfitta a Sirte ma solo per finta

ISIS SCONFITTA A SIRTE? ERA UNA BALLA – Perché Isis continua a resistere e i perché di tante frottole. I raid aerei americani e le offensive delle milizie di Misurata non sono bastati per riprendere il controllo della roccaforte jihadista. Ma il problema più grande è capire cosa sarà di Sirte, e della Libia, dopo la sconfitta di ISIS

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Il gran pasticcio della Libia come non ce lo raccontano

Cinque anni dopo l’uccisione di Gheddafi da parte delle milizie di Misurata, si assiste al dissolvimento del Governo di Unità Nazionale inventato dall’Onu e sostenuto in particolare da Stati Uniti e Italia. Altre forze in casa occidentale sostengono la componente separatista della Cirenaica. La mappa dei disaccordi tracciata da uno che in quelle terre c’è stato occupandosi dei fatti altrui

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