Ora Sarraj ‘niente navi’, chi ci piglia per il sedere?

Il debole premier libico di Tripoli e dintorni ora nega di aver chiesto l’invio delle navi italiane nelle acque libiche
In un comunicato diffuso dai media libici il premier ha bollato come infondate quanto detto da Gentiloni durante la conferenza stampa comune. Ma lui dov’era?

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Navi italiane in Libia e l’uso della forza

Le regole d’ingaggio: via libera all’uso della forza se gli scafisti attaccano. Ma saranno i libici a fermare i barconi e a riportare a terra i migranti in centri d’accoglienza Onu.
Dettagli ancora irrisolti, le disponibilità politiche delle parti libiche, le minacce delle diverse milizie comprese presenze jihadiste ancora consistenti.

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Ora l’Italia sbarca ufficialmente in Libia

Missione italiana in acque libiche, ha chiesto Serraj ieri a Roma, e il SI italiano è arrivato di corsa, anche se dovrà decidere il Parlamento e se in mezzo ci sono molto problemi da risolvere. Almeno sei navi militari, aerei e droni. Comando congiunto con Tripoli, una nostra task-force a terra. Obiettivo: bloccare barconi e scafisti a ridosso delle coste, lasciando nelle retrovie le imbarcazioni di soccorso delle Ong

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Libia, teatrino francese e accordo sui disaccordi

Incontro Sarraj-Haftar a Parigi, «accordo storico», la spara grossa il padrone di casa Macron. Accordo per cessate il fuoco ed elezioni, e lui fa finta di crederci. La Francia torna in Libia dopo quel bel regalo che ha fatto al mondo l’ex presidente Sarkozy nella sua guerra contro Gheddafi in odore di petrolio. Dopo i problemi con l’esercito, ‘le president’ cerca il rilancio. Gli interessi economici, i giochi sporchi dietro.

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Libia, la trattativa segreta della Francia alle spalle dell’Italia

No ai migranti, ma sì agli interessi economici. La Francia vuole prendersi il meglio dal caos libico e lasciare l’Italia sola a gestire l’emergenza sbarchi. Macron promette nuovi interventi diplomatici senza avvertire il governo italiano considerato il coordinatore da Usa e Ue della questione libica. L’incontro del 25 luglio tra il generale Haftar e il presidente Serraj potrebbe comunque concludersi con un nuovo nulla di fatto.

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Chi comanda l’assalto dei migranti dalla Libia

Gli sporchi affari di bande criminali, fazioni tribali, jihadiste o pseudo politiche che rapinano mezzo miliardo di dollari l’anno ai disperati all’inseguimento del miraggio Europa. 1700 gruppi armati in campo, le complicità politiche. Inchiesta di Alessandro Fioroni

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Un altro Gheddafi in Libia

La scarcerazione del figlio prediletto del Colonnello libico, Saif al-Islam Gheddafi. Perché è accaduto, a chi conviene, che parte gioca nella partita per il potere aperta in Libia?
Concedendo l’amnistia ai lealisti, il generale della Cirenaica allarga la cerchia degli alleati interni ma assieme i rischi.
Chi vuole Saif morto subito. Chi sogna di vederlo alla guida della Libia. Chi pretende sia consegnato all’Aja per un processo. Chi preferisce stia nascosto, per carpire il segreto di quella parte del tesoro di Muammar, miliardi dollari scomparti nel nulla.

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Libia: Haftar avanza nel Fezzan per prendersi Tripoli

Battaglia del Fezzan. L’Esercito Nazionale Libico del maresciallo Khalifa Haftar vincente nella regione desertica meridionale libica contro le milizie di Misurata e i loro alleati legati al governo sempre più incerto di al-Sarraj

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Salman Abedi terrorista addestrato. Isis e Libia

LA PISTA LIBICA – Il kamikaze di 22 anni che ha fatto strage di giovani e di se al Manchester Arena era di origini libiche, frequentava la moschea di Didsbury ed era descritto dall’imam come un pericoloso estremista. I genitori erano tornati in Libia e lui era da poco tornato in Europa.
La pista Isis e la Libia e quella bomba assassina, troppo complicata da realizzare per un semplice dilettante.

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Libia: Serraj Haftar si incontrano, possibile svolta

Al Serraj incontra il generale Haftar ad Abu Dhabi. Il risultato del faccia a faccia sarebbe, secondo i media arabi, un’intesa su due punti: nuove elezioni entro marzo 2018 e scioglimento di tutte le milizie. Cronache incerte senza la reazioni per ora da Tripoli

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Libia, patto con le tribù per sigillare i deserti a sud

Un vero e proprio trattato tra i capi delle tribù, delle kabile libiche Tebu, Suleyman e Tuareg, l’accordo tra di loro e l’Italia mediatrice e garante. Il ‘capo tribù’ che rappresentava l’Italia in quel salone enorme del Viminale, Marco Minniti, ministro degli interni e sopratutto, ex responsabile politico delle spie.

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Libia, basi militari Usa e Russia. Italia rischio fuorigioco

Il Pentagono manterrà truppe di terra a sud di Sirte per stanare le ultime sacche di resistenza di ISIS. Forte dell’appoggio al generale Haftar, Mosca potrebbe invece ottenere in tempi brevi un presidio militare sul Mediterraneo.
E l’Italia in questo pasticcio? Italia e Russia, in Libia interessi contrapposti. E i sospetti di trame in casa.

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African command russo a Sidi el Barrani, tra Egitto e Libia?

Gli israeliani rivelano un pericoloso giro di alleanze che porta l’Italia in rotta di collisione con la Russia.
Forze speciali di Mosca a Sidi El Barrani con il compito di allargare il piccolo aeroporto militare esistente.
La base ospiterà anche jet da combattimento, elicotteri, truppe d’assalto e batterie di micidiali missili antiaerei S-300 e S-400. L’installazione sarà modellata su quella di Latakia, in Siria.
Quei vecchi “Leopard 1” italiani e tedeschi contro Haftar.

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Libia, scontri a Tripoli mentre Usa e Russia guardano

Scontri a Tripoli: Sarraj diserta la missione a Roma. Le condizioni in cui versa la capitale libica è stata definita dallo stesso premier Al-Sarraj «critiche e preoccupanti». Il numero due Maetig vola a Washington a chiedere aiuti. Gli Usa: maggiore impegno nella regione, temendo la sempre più evidente presenza russa.

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Libia, guerra civile ‘va e vieni’

Tripoli, la Guardia presidenziale di Al-Serraj caccia il rivale Al-Ghwell
Tregua dopo quattro giorni di combattimenti: le milizie ‘illegali’ dovranno lasciare la capitale.
Ma la vera guerra si combatte sempre attorno ai pozzi di petrolio. La Cirenaica del generale Haftar, e i sospetti sulla presenza di truppe russe ai confini tra Libia ed Egitto.

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Libia a colpi di pozzi di petrolio, azzardo ‘jiadisti utili’

Libia uguale petrolio, chi ha il petrolio ha la Libia. Da sempre è guerra dei pozzi. Haftar controllava tutti i pozzi, Sarraj, il riconoscimento internazionale a vendere quel petrolio, ed era metà e metà. Ma adesso arriva un terzo incomodo, molto estremista e molto imbarazzante, ma che gode di strane simpatie ‘atlantiche’.
Sta a vedere che le tensioni Nato (Usa)-Russia sono arrivare sulla sponda libica. Rischio di cercare ancora una volta lo jihadista ‘buono’ facendo il bis della tragedia siriana.

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