Regeni vietato in Egitto, email violata e bocca cucita ai giornalisti

Giulio Regeni, violata dall’Egitto la sua email e il profilo Google. Misteriosa intrusione un mese dopo la morte. Il Cairo ha sempre negato di aver forzato il suo account. Gli inquirenti italiani chiedono aiuto alla società californiana per trovare le tracce dell’intrusione informatica.

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Regeni: dall’Egitto accenni di verità e omertà ufficiale

Qualcosa di nuovo, accenni di verità dall’Egitto sul caso Regeni, almeno sul fronte giornalistico. Il racconto dell’agenzia Reuters dice che Giulio Regeni era stato fermato dalla polizia e poi trasferito in un compound dei servizi di sicurezza il giorno in cui scomparve, il 25 gennaio. Poi la solita smentita poco convincente dalle autorità egiziane di polizia responsabili di tanti depistaggi

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Al Sisi, il caso Regeni e il potere vero in Egitto

È davvero Al Sisi a comandare oggi in Egitto? L’Esercito solo ‘garante’ certo a stabile del Paese: lo sosteneva il generale Al Sisi nel 2014 quando l’esercito stava per farlo capo di Stato con un golpe. Ma oggi? Spaccature tra gli apparti della sicurezza sul caso Regeni, chi ha torturato e per colpire chi? Gli interessi francesi in concorrenza con l’Italia

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Regeni, la guerra all’Egitto e il ‘rischio Marò’

L’Egitto insiste: «Il caso Regeni sfruttato politicamente in Italia». Il nostro governo ha scelto la linea della fermezza sul caso Regeni. Braccio di ferro con un Paese arabo e con una dittatura militare. Quella che ha inghiottito il povero Giulio è la stessa che ha liquidato i Fratelli Musulmani, che ha dato un colpo al terrorismo e che è un attore indispensabile per la stabilità dell’area. Il generale Al Sisi gioca a suo vantaggio la posizione. La memoria degli errori sui Marò.

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L’Egitto si arrende ai torturatori. Regeni delitto di Stato

Fine del grande bluff dell’Egitto sul caso Regeni. L’Italia richiama l’ambasciatore Massari dopo la beffa del vertice romano con gli investigatori inviati dal presidente al Sisi. Poche e lacunose le carte arrivate dal Cairo, quasi da presa in giro. Negati i tabulati telefonici richiesti “perché l’Egitto difende la privacy”.

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L’Egitto e la tortura sistematica

L’enigma Regeni”, lo chiamano a Il Cairo. Enigma? In attesa che chi sa parli, la delegazione investigativa egiziana è a Roma per fornire ai colleghi italiani i risultati delle indagini sulla morte di Giulio. Prova verità per l’Egitto delle inverosimili ‘verità di Stato’ tentate sino ad oggi. Il generale Khaled Shalabi è il nome sul quale potrebbero ricadere le colpe ufficiali del massacro di Giulio. Ma scopriamo che la pratica della tortura in Egitto non è certo un caso isolato con un solo colpevole.

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Regeni, Anonimo scrive a Repubblica dettagli segreti. Rischio depistaggi

“Ecco chi ha ucciso Giulio”: le rivelazioni di un anonimo ‘pentito’ dall’Egitto che svela via mail a Repubblica, dettagli tenuti segreti sulle torture subite da Giulio Regeni.  Dichiarazioni in arabo e inglese acquisite dalla procura di Roma alla vigilia del vertice tra investigatori in programma domani: “Può averla scritta solo qualcuno molto informato”. Ricerca della verità o depistaggio? Ed esce il nome del generale Khaled Shalabi, capo della Polizia criminale e del Dipartimento investigativo di Giza.

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Regeni, l’Egitto nel dubbio tra inganno e verità vergogna

Secondo i media egiziani: i servizi seguivano Giulio, e l’ammissione sarebbe nel dossier in arrivo martedì a Roma. Fonti interne al ministero degli Esteri citate da Cairo Portal parlano del conflitto tra chi opta per l’assunzione di responsabilità sul caso Regeni e chi preferisce prendere tempo per far passare la tempesta.

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Regeni, ormai caso internazionale, e l’Egitto ci ripensa

Il New York Times a Obama, rivedere rapporti con l’Egitto. Il caso Regeni scuote anche i media americani. Roma, Washington, il Cairo. E come una partita a domino, da Il Cairo una telefonata agli inquirenti italiani. Il procuratore dall’Egitto, “l’indagine prosegue in ogni direzione e quella sui criminali non è l’unica pista”.

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Regeni: escono i suoi documenti e l’Egitto rilancia la pista criminale

L’Egitto: «Uccisi i killer di Regeni». Fatti trovare i suoi documenti. Prima le autorità annunciano una sparatoria con una gang. Poi la stampa locale suggerisce un legame con l’omicidio del ricercatore italiano. In serata la conferma del loro ministero. Attesa su cosa risponderà l’Italia.

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Perché la dittatura egiziana ci deve comunque piacere

Gli affari miliardari tra Egitto e Italia che fanno dimenticare i diritti umani, provoca la collega Marina Forti su Internazionale dopo aver scritto per anni su il Manifesto. L’orribile morte di Giulio Regeni è certo all’origine della rinnovata attenzione al nuovo Egitto del generale – presidente Al Sisi.

 

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La rabbia egiziana raccontata da Giulio Regeni la sua condanna a morte

Spezzoni di verità cercata in buona fede, quasi sempre. Piste reali, dietrologie a volte esagerate e anche speculazioni sulla morte di Giulio Regeni. Sospetti diffusi nei confronti degli apparati repressivi egiziani, ufficiali o ufficiosi che siano, servizi segreti onnipresenti, reticenza egiziana, e rischio che nel calderone dalla dietrologia in controllata trovi spazio anche la macchina del fango

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Regeni, la salma a Roma-L’Egitto annuncia 2 arresti poi smentisce

La polizia egiziana riferisce di aver arrestato due persone poi smentisce ma insiste ad escludere il movente «terroristico» o «politico». La salma di Giulio Regeni  a Roma con i familiari. Medici italiani alla ricerca di nuovi particolari sull’orribile morte

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In Egitto la seconda vita dei sindacati indipendenti di Giulio Regeni

L’ultimo reportage di Giulio Regeni, su un’affollata assemblea di uomini e donne per la libertà. Iniziative popolari e spontanee rompono il muro della paura nato dopo la speranza della primavera araba. Da il Manifesto

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Giulio Regeni oscura tragedia

Giulio Regeni, 28 anni, studiava a Cambridge. Era al Cairo da settembre per una tesi sull’economia egiziana. Scomparso il giorno dell’anniversario di piazza Tahrir, rivoluzione repressa. Sul suo corpo segni di tortura. Versioni contrastanti delle autorità e circostanze del ritrovamento molto sospette

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I desaparecidos nascosti
nell’Egitto dei poteri forti

‘Cosa vuole da me lo Stato’, chiede l’avvocato Abdel Aziz Youssef, detenuto senza imputazione in un carcere del Cairo. La domanda di tanti scomparsi e poi riapparsi nelle prigioni egiziane. In un paese dove la lotta al terrorismo ha sconfinato nella voglia delle autorità di avere mani libere

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