La dittatura egiziana
alleato anti Califfo
crea imbarazzo

Per contrastare i jihadisti del movimento DAISH il Dipartimento di Stato USA offre sostegno a tutti i Governi che intendono contrastare le milizie del Califfo. Il Libano si arruola in fretta data la fragilità delle sue Forze armate. L’Egitto non ha accolto l’offerta Usa. Per convenienza reciproca

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Gerusalemme mia/tua
tra palestinesi/ebrei
l’odio si fa assoluto

L’attacco terroristico ad una sinagoga di Gerusalemme come prova dell’odio assoluto. Due terroristi arabi sono entrati nella sinagoga ‘Kehilat Yaakov’ di Shimon Agassi Street, quartiere ortodosso di Har Nof a Gerusalemme Ovest, con pistole, coltelli e asce lanciandosi contro i fedeli. Sei i morti

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Isis-Resto del mondo
ognuno la sua guerra

Sarà forse ricordata come la guerra più confusa della storia moderna: troppi competitori e obiettivi contrapposti tra stessi alleati, a rendere la contesa incerta ed infinita nei tempi e negli ‘effetti collaterali’. Gli Usa scommettono sui curdi ma Turchia e sauditi sembra abbiano altro in mente

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Gerusalemme sangue
sulla spianata
L’odio nazional-fideista

Netanyahu chiude la Spianata delle Moschee dopo il tentato omicidio del rabbino nazionalista Glick da parte di un militante della Jihad islamica, poi ucciso nella notte. Abu Mazen tuona da Ramallah: ‘Equivale ad una dichiarazione di guerra’. Tensione altissima nella Città Santa. Destre scatenate

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L’obiettivo dei curdi oltre i vecchi Stati del colonialismo

Un popolo che da secoli aspira a ottenere il riconoscimento di nazione -ci ricorda Marsonet- C’è in parte riuscito il ramo iraqeno dando vita a un Kurdistan praticamente autonomo. Restano fuori i curdi di Turchia, di Siria e Iran, e gruppi meno consistenti in Afghanistan, Azerbijan e Armenia

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Libano l’altra guerra
Isis minaccia Beirut
Poi il mare e il caos

Jabhat al Nusra, la formazione di Al Qaeda che si batte in Siria contro Assad e che si è rappacificata con Isis, ora sfida hezbollah proprio sul confine tra Libano e Siria. Una sconfitta dei militanti sciiti che sostengono Assad spianerebbe la strada di Beirut allo Stato Islamico. Lo sbocco a mare

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Sui tagliagole Isis
il Bahrein trucca
e gioca sporco

Il Bahrein gioca sporco. La denuncia di Nabil Rajab, direttore del “Centro per i Diritti Umani nel Golfo”: l’Emirato partecipa alla “Coalizione a guida USA”contro Daish, l’Isis, ma di fatto ha rapporti con la formazione jihadista. E itanto le galere arabe sono zeppe non proprio di jihadisti

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La Palestina esiste
ricorda la Svezia
all’Europa distratta

Gli scandinavi sono il primo Paese dell’ Ue a riconoscere lo Stato di Palestina, il suo diritto ad esistere. Polonia, Slovacchia e Ungheria l’avevano riconosciuto prima dell’accesso nell’Ue. L’ ira di Israele. Convocato l’ambasciatore svedese a Gerusalemme. Gli Stati Uniti sostengono Tel Aviv

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Oltre Iraq-Siria-Libia
ora anche lo Yemen
nel travaglio islam

Nello Yemen è quasi guerra civile. L’Onbu prova a mediare ma è un pasticcio. Nord contro Sud, sunnuti contro sciiti. Ansar Allah, l’ala militare degli sciiti Houthi ha ripreso il controllo della capitale, Sana’a. Il fantasma Iran. Quale partita si gioca nello Yemen e i veri attori in campo?

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Gaza dopo le bombe:
le colonie d’ Israele
le tensioni interne

L’accordo di cessate il fuoco fra Israele e le formazioni combattenti di Gaza. L’opinione pubblica israeliana voleva ancora guerra. Il Governo Netanyahu espande le colonie, provoca gli stessi Stati Uniti ma incassa consensi in casa. E il ‘tentato golpe’ di Hamas contro l’ANP secondo Israele

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Gaza, finita la guerra
la difficile strada
a creare la pace

Operazione ‘Margine protettivo’ per fermare i lanci di razzi dalla Striscia di Gaza e distruggere i tunnel di Hamas. Inizia 51 giorni fa, l’8 luglio. Vittime palestinesi 2136 morti e quasi 11 mila feriti: secondo l’Onu, almeno 491 bambini uccisi. Israeliani, morti 64 militari e 5 civili, uno ieri

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Gaza: guerra infinita,
opposti estremismi
e l’ assuefazione

Fine d’agosto e l’ammazzatoio continua ma non fa notizia. Overdose di violenze e di morti. Sempre più atroci per poter diventare notizia. A Gaza 5 componenti di una famiglia palestinese con 3 figli di cui due di 4 e 3 anni. Un razzo di hamas su Shar HaNegev, Israele, uccide un bambino di 4 anni

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Razzi e intransigenza bloccano la tregua. Bombe su Gaza

Gaza: razzi su Tel Aviv, salta la tregua. Sintesi con causa apparente della ennesima crisi. In realtà, esplicito segnale di debolezza politica delle parti impegnate nella trattativa de Il Cairo. Ancora un po’ di guerra e di morti per ammorbidire l’avversario e/o l’opinione pubblica in casa

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A Gaza si ricomincia
Perché altri morti,
in conto di chi?

Finisce la tregua umanitaria tra Israele e Hamas. Le fazioni palestinesi, annuncia Hamas, hanno rifiutato di prolungare il cessate il fuoco. Sparo di razzi su Israele e immediati raid aerei sulla Striscia. Un bambino palestinese sarebbe stato ucciso a Gaza. Chi vuole il tanto peggio tanto meglio

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Il macello di Gaza contabilizzato in banca

Muhammad Mustafà, Ministro dell’economia palestinese, calcola in 3 miliardi di dollari i danni per i bombardamenti. Piccole imprese, fabbriche, abitazioni, scuole, moschee, ospedali. Rete elettrica, idrica, fogne, telefoni. Disoccupazione al 40%, che sale al 44%. Ma anche Israele non ride certo

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Israele esce da Gaza
Ma soltanto un po’

L’esercito israeliano ha ritirato la maggior parte delle proprie truppe da Gaza. Lo dice Haaretz. L’operazione avviene senza nessun ordine ufficiale di fine dell’ operazione. Verso una ”prossima tappa”. Quale? Nessuna rivendicazione urlata di vittoria. Troppi morti e per quale incasso?

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