Kurdistan tutti per l’indipendenza ma adesso?

Referendum contestato nel mondo e dai risultati scontati in casa. Quasi il 92% dei votanti, popolo curdo, a favore dell’indipendenza del Kurdistan iracheno dall’Iraq. Qualche problema sui dati dei votanti e dettagli, mentre il problema esplosivo resta se sarà vera secessione e semplice provocazione politica rispetto a Baghdad. Minacce da Turchia e Iran, gli interessi equivoci di Washington e Mosca.

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Kurdistan, sogno che minaccia tempesta

Il Kurdistan al voto per l’indipendenza dall’Iraq. Minacce da Bagdad, Turchia e Siria.
Alle urne 5,3 milioni di elettori. Si vota anche nella regione di Kirkuk, ricca di petrolio e in altre zone contese. La Turchia ha chiuso un valico di confine con il nord dell’Iraq.

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Baghdad ordina l’alt al Kurdistan, Turchia truppe al confine

Il governo iracheno ordina la sospensione del referendum per la secessione del Kurdistan. Crescono tensioni e minacce dai vicini: la Turchia invia truppe e tank al confine. L’Iran chiude i confini.
Kurdistan visto come un ‘nuovo Israele’ in Medio Oriente, ‘uno Stato alleato dell’Occidente e nemico dell’Iran’

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Kurdistan: Usa anti indipendenza, ma solo per finta

La formula diplomatica è l’esaltazione della ipocrisia: «Gli Stati Uniti non sostengono il referendum per l’indipendenza del Kurdistan iracheno». Ma i soldati curdi in Siria sono decisivi.
La Casa bianca a far finta, Baghdad e Turchia a minacciare una guerra vera.

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Kurdistan referendum, addio Iraq e rischio guerra civile

Il 25 settembre alle urne per l’indipendenza. Gli Usa premono sul presidente Barzani di fermare la consultazione, mentre il parlamento di Baghdad dichiara il voto incostituzionale.
La partita internazionale, con minacce di guerra esterna e interna.

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Un secolo di bombe sui curdi dalle spartizioni coloniali

QUASI UN SECOLO DI BOMBE SUL KURDISTAN: il primo capitolo delle vicende moderne di uno dei popoli più bombardati della storia. Dopo gli inglesi negli anni Venti del secolo scorso, ci furono campagne aeree turche, irachene, iraniane e siriane, fino alle attuali. Le bombe della Raf nel 1920, migliaia di voli e tonnellate di bombe, comprese quelle chimiche all’iprite. Utile promemoria sul pasticcio coloniale da cui nascono gli attuali Iraq e Siria, e molti dei guai in corso

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Retroscena sul voltafaccia Usa con Turchia e curdi in Siria

Stati Uniti, Turchia, curdi di Siria. «La Casa Bianca si ricompra l’amicizia di Ankara e la base di Incirlik», spara Piero Orteca che non ama girare attorno alle questioni con parole al miele. Infatti, dopo aver definito domenica il vice di Obama, Joe Biden, il ‘garzone’ a cui è stato affidato il lavoro sporco di andare a mercanteggiare Incirlik e soprattutto la permanenza della Turchia nella Nato col despota elettivo turco Erdogan, ci svela gli accordi segreti tra Assad e Turchia dopo la visita a Damasco del capo dei servizi segreti turchi.

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Quel pasticcio americano con Turchia e curdi in Siria

Vergogna planetaria per il tradimento statunitense dei combattenti curdi in prima linea contro gli jihadisti Isis. Ora, una retromarcia di facciata, tanto per ‘far finta che..’. Dopo aver dato il via libera alla truppe turche in Siria, gli Usa fanno finta di scoprire che la Turchia nazionalista di Erdogan resta sempre poco affidabile e che è là per colpire prima di tutto i curdi e non i miliziani del Califfo. E la ‘diffidano’. “Inaccettabili gli scontri tra la Turchia e i curdi”. E ad Ankara ridono.

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Gli Stati Uniti ‘vendono’ i curdi per la Turchia nella Nato

Col cinismo della geopolitica degli interessi, gli Stati Uniti ‘scaricano’ i combattenti curdi, i più fedeli e capaci contro lo Stato Islamico, pur di frenare le isterie di Erdogan e tenere la Turchia nella Nato. Messaggero del poco nobile mercato, il vicepresidente Biden ad Ankara. Sul campo, ai curdi che combattono e vincono contro l’Isis in Siria, l’ordine di ritirarsi ad est dell’Eufrate dai ‘consiglieri militari’ Usa. Nell’incertezza d’essere obbediti, taglio alle informazioni, al sostegno aereo, alle munizioni. Mentre la Russia resta in attesa delle prossima giravolta dell’ ”estroso” Erdogan.
INTANTO DALLA SIRIA – I carri armati di Ankara combattono contro i curdi nei pressi del villaggio di Al Amarna, dieci chilometri a sud da Jarablus, la città strappata al gruppo Stato islamico.

 

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Perché i curdi tra Siria e Iraq diventano bersaglio

La Turchia li vuole tenere ben lontani dai propri confini con il nord della Siria. Abbastanza palese l’intenzione di Erdogan di indirizzarli sul fronte caldo di Raqqa, sostiene Piero Orteca, contando su una battaglia particolarmente cruente che ne decimi le forze. Analisi che ha anticipato di fatto l’intervento militare turco in Siria.

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Ex capo delle spie francesi ‘confessa’ gli errori in Siria e Ucraina. Libia pasticcio in corso

Cominciano a venire a galla i retroscena che hanno alimentato le aree di crisi. L’ex capo dei Servizi segreti transalpini, Juillet, “canta” e ammette gli errori di Parigi in Siria e Ucraina. Nel “Mea culpa” della Francia manca Libia. Quello è un pasticcio in corso e l’Italia è l’alleato/nemico da battere bersaglio da sempre

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Il massacro saudita nello Yemen. Gli interessi in campo

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l’International Peace Institute di Stoccolma, l’Ispi, e Amnesty International pubblicano da tempo rapporti e denunce su quanto avviene nello Yemen, bersaglio da marzo 2015 della campagna militare dell’Arabia Saudita e della sua coalizione sunnita.

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Se la Lega Araba si fa Lega sunnita anti Iran e sciiti

Il 10 marzo i ministri degli Esteri arabi, riuniti a Il Cairo scelgono il diplomatico egiziano Abul Gheit, l’ultimo ministro degli esteri dell’ex presidente Mubarak come nuovo segretario generale della Lega Araba. Il giorno successivo, la Lega Araba proclama Hezb’Allah “organizzazione terroristica” dietro la decisione di Arabia Saudita e monarchie del Consiglio del Golfo di dieci giorni prima. Libano e Iraq si astengono e l’Algeria esprime “riserve”. In passato non sono mancate divisioni per interessi divergenti dei vari Stati, mai su questioni religiose.

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La Turchia sta davvero per invadere la Siria?

In quattro giorni il governo turco con l’Arabia Saudita, hanno prima deciso di intervenire in Siria e poi ci hanno ripensato. Per quanto? Turchia e Arabia Saudita annunciano operazioni aeree e di terra contro l’Isis ma la prima cosa che fa Ankara è bombardare i curdi siriani. La Nato dovrebbe adesso schierarci con Erdogan e i sauditi fautori dell’islam wahabita e sponsor dei jihadisti?

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Siria: svelata base russa
Segreti burletta già in tv

Siria: a Latakia lo schieramento di missili e aerei russi. Foto satellitari del Fisher Institute israeliano. Da giorni stampa internazionale e italiana dedicano attenzione e foto al ‘segreto’ svelato. Bufala. Da mesi, svela Marc Innaro, corrispondente Rai da Mosca, potevate vedere di più in Tv

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Biden vice Usa da gaffes minaccia la Siria e il Pkk

Il vicepresidente Usa in Turchia, parole in libertà: «Gli Stati Uniti non escludono l’opzione militare in Siria». E per compiacere l’ospite turco, paragona Isis alla guerriglia curda Pkk che lo combatte. La Casa bianca ‘precisa’ per smentire e non far saltare la trattativa. Erdogan applaudiva

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