Alla riconquista di Mosul: i problemi durante e dopo

Scattata nella notte l’operazione per liberare Mosul, annuncia il primo ministro iracheno Al Habadi. La più grande e impegnativa battaglia di terra contro il gruppo Stato islamico. E non sarà impresa facile. Combattenti curdi peshmerga, appoggiati dall’esercito iracheno e dalle milizie sciite, e coperti dalle operazioni aeree statunitensi. Preoccupazioni per la situazione umanitaria, con un milione di civili potrebbe essere coinvolto nei combattimenti.

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Verso la battaglia di Mosul, ma il dopo è rischio Iraq

Obama ha avvertito: “La battaglia sarà dura. Mosul è una grande città e l’Is si è profondamente radicato”. Problema vincere, ma soprattutto, non perdere dopo aver vinto. Quesito chiave: cosa succederà se l’operazione dovesse avere successo? Cosa accadrà in Iraq tra le diverse componenti etniche e religiose del Paese di fatto quasi disgregato tra un sud sciita con Bassora capitale, un centro sunnita attorno a Baghdad ma senza petrolio, e un nord curdo sempre più separatista e indipendente? Nella foto, un convoglio dell’esercito iracheno avanza verso Mosul per combattere contro i jihadisti del gruppo Stato islamico.

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Una guerra tira l’altra: alta tensione tra Baghdad e Ankara

Baghdad minaccia apertamente: «La presenza di un contingente militare turco nell’Iraq settentrionale senza il nostro benestare, rischia di far scoppiare un “conflitto regionale” dalle ripercussioni potenzialmente catastrofiche». L’avvertimento sullo sfondo della ormai imminente offensiva su Mosul, l’ultima roccaforte Isis in Iraq, con i probabili vincitori che già litigano per l’eredità.

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19 ottobre attacco a Mosul, lo strano segreto strombazzato

Ordine di servizio del Presidente americano Obama diramato al Pentagono e al suo Stato maggiore. Forse avvisando i jihadisti gli Usa sperano di convincere i loro avversari a ritirarsi prima, considera Piero Orteca. Le rivelazioni israeliane forniscono dettagli alla ormai prossima verifica. Alla battaglia di Mosul dovrebbero partecipare quasi 12mila soldati Usa delle forze d’élite. Timori per l’uso di armi chimiche da parte dei Isis, come già avvenuto altre 20 volte. Il ruolo della Turchia e della Russia. L’asse Erdogan Putin che preoccupa Washington e la Nato.

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Minaccia Isis alla diga ‘italiana’ di Mosul. Allarme o allarmismo?

Diga di Mosul. Massimo allerta per gli italiani in Iraq, riporta Analisi Difesa. L’Isis si preparerebbe a colpire la Diga di Mosul, la cui difesa è garantita da centinaia di militari italiani che affiancano i peshmerga curdi. I lavori di ripristino della diga affidati alla ditta italiana Trevi, di Cesena. ‘Fonti qualificate’, così le definisce Analisi Difesa, all’origine della notizia priva per ora di qualsiasi forma di conferma da fonti ufficiali.

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Iraq corrotto. Parlamento inquisito caccia in ministro della difesa

Iraq, guerra in casa alla vigilia della ormai troppe volte annunciata battaglia contro Isis per liberare Mosul. Si litiga e ci si lacera all’interno su quale delle due istituzioni chiave per il Paese sia più corrotta dell’altra: Parlamento o esercito? Il parlamento di alcuni corrotti replica a chi lo accusa votando l’impeachment del ministro della difesa Khaled Al Obaidi.

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Il Califfo fu detenuto nella prigione lager Usa di Abu Ghraib

Califfo. ‘Al Baghdadi fu detenuto ad Abu Ghraib nel 2004, prima dello scandalo torture nella prigione Usa’. Lo svela il giornale online ‘The Intercept’. Quando venne rinchiuso, ad al Baghadi, il cui vero nome è Ibrahim Awad Ibrahim al-Badry, fu assegnato il numero US9IZ-157911CI. La sigla svela la detenzione ad Abu Ghraib. Finora si riteneva che fosse stato rinchiuso a Camp Bucca, nel sud dell’Iraq.

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Iraq: al saldo i conti col Califfo, pronti quelli di casa

IL RELIGIOSO SCIITA MOQTADA AL-SADR VERSO IL POTERE A BAGHDAD
In Iraq è quasi guerra civile, con la popolazione musulmana sciita presa di mira da Isis sunnita. E per la difesa di moschee, mercati e posti di blocco compaiono sempre più spesso le le formazioni armate del carismatico religioso sciita Muqtada as-Dadr. Verso lo scontro con il premier Abadi accusato anche di complicità nella corruzione dilagante, di inerzia di fronte alla Turchia che viola quotidianamente lo spazio aereo nel Nord iracheno consentendo il massacro dei curdi, incapace infine di gestire le forze armate.

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La folle guerra all’Iraq di Bush e Blair, la Gran Bretagna si pente

Guerra evitabile, che vuol dire guerra folle le cui conseguenze paghiamo ancora oggi. Lo ha detto sir John Chilcot nel rapporto sulla partecipazione britannica alla guerra in Iraq. Conflitto basato su dati di intelligence “imperfetti”, lE bugie sulla armi di distruzione di massa in possesso di Saddam e una progettazione “totalmente inadeguata”. “Gli Usa e la Gran Bretagna minarono l’autorità dell’Onu”. Blair balbetta che nel 2003 era”in buona fede”. Ma non giura su quella di George W. Bush.

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Falluja, battaglia santa del Ramadan nello scannatoio Isis

Da quasi due settimane si combatte intorno a Falluja. Le forze governative irachene circondano la città e provano a tagliare gli accessi segreti e i tunnel sotterranei di Isis. L’attacco finale è stato rimandato a causa dei civili nelle mani degli jihadisti che li stanno usando come scudi umani, e le notizie di stragi tra i civili si moltiplicano. E da oggi è il sacro Ramadan, con quali conseguenze sulla battaglia?

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Fallujah, l’ultima battaglia dell’Iraq in frantumi?

20 mila uomini fra esercito regolare, polizia e le milizie sciite addestrate dal generale iraniano Qassam Suleimani per riconquistare Fallujah, la città con oltre 200 moschee centro dell’Islam sunnita a 65 km da Baghdad, da oltre 2 anni controllata dal Califfato. 90 mila civili ostaggio. A Baghdad il traballante e corrotto governo al-Abadi alle prese con le proteste popolari guidate dal religioso sciita al-Sadr

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Usa e Iran attaccano assieme Falluja ma fingono di no

SE «L’IMPERO DEL MALE» USA AIUTA LO «STATO CANAGLIA» IRAN PER ISIS È L’INFERNO. Corsivo malizioso di Piero Orteca rispetto ad una svolta strategica che molte ‘Cancellerie’ che contano nel mondo hanno preferito sottacere o far finta di non vedere: Le strane alleanze sul campo di battaglia in Siria e ora nella irachena Falluja.

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Diga di Mosul, apre il cantiere italiano a 50 chilometri dalla capitale del Califfato

Un’impresa senza precedenti: mettere in sicurezza opera civile sulla prima linea di una guerra, Arrivati gli ingegneri e già compiuti i primi ‘carotaggi’ dalla Trevi di Cesena. C’è chi teme che lo Stato islamico possa trasformare in una bomba liquida il colossale invaso nella base italiana destinata a diventare il più grande accampamento di truppe occidentali dell’intero Iraq

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Iraq, gli Usa attaccano Isis al rallentatore, ecco i perché

Le truppe governative addestrate da Washington se la prendono molto comoda. L’offensiva diretta verso Mosul è stata praticamente fermata. Ben sette divisioni di Baghdad sono scappate di fronte al nemico. Ed una crisi politica in Iraq è sempre dietro la porta

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La Diga di Mosul affidata all’Italia a rischio catastrofe

“Serio rischio di cedimento della diga di Mosul, sarebbe un disastro mille volte peggio di Katrina”. Nuovo allarme sulla tenuta della diga di Mosul. Gli Usa mettono in guardia i residenti lungo il fiume Tigri sul rischio di cedimento, stimando che un crollo della diga metterebbe in pericolo di vita quasi 1,5 milioni di iracheni.

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Settimana cruciale per l’Iraq. Autobomba al mercato

Almeno 70 morti in duplice attacco nel distretto sciita di Baghdad rivendicato da Isis. La strage  nel mercato di Jameela, uno dei più affollati della capitale irachena. L’attentato più grave da quando il primo ministro Haider al-Abadi si è insediato un anno fa.

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