Spionaggio e mafia contro politici avversari nella Spagna di Rajoy

Una rete mafiosa istituzionale, messa in piedi durante il primo governo di Mariano Rajoy quando il ministro degli Interni era Jorge Fernández Díaz. Una specie di polizia segreta per spiare gli avversari, ricattarli e metterli in difficoltà con falsi dossier e macchina del fango.
Anche il leader di Podemos, Pablo Iglesias, nel 2016 era finito nel mirino. Svelata una rete di spionaggio e ricatto politico gestita dall’ex commissario di polizia José Villarejo

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Viaggio in Andalusia, le rabbie color Arlecchino oltre Parigi

A Parigi Gilet gialli con venature politicamente ‘cromatiche dal retro Bannon’, l’incazzatura nera delle periferie e il populismo rosso.
-A Budapest, super governo sovranista e forcaiolo, sindacati in piazza e resurrezione di morti politiche presunte.
-In Andalusia, destra Vox antisistema e contro tutti.
-Un importante contributo dalla Spagna di Noelia Vizcarra

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Barcellona, si scontrano le proteste di polizia e indipendentisti

Catalogna. A un anno dal referendum secessionista del 1 ottobre la piazza torna a scaldarsi. Guerriglia urbana a colpi di polveri colorate.
-Gli indipendentisti mobilitati per l’anniversario del referendum annullato.
-E la protesta di un sindacato di polizia che chiede eguali salari della Guardia Civil con quelli dei Mossos catalani.

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Migranti, oltre la barriera di Ceuta, e non c’è muro che tenga

Migranti. Un gruppo di oltre 800 persone ha scavalcato la doppia recinzione di sette metri di altezza e si è scontrato con gli agenti marocchini e la Guardia Civil spagnola.
-Secondo la Croce Rossa, 132 persone sono rimaste ferite tra i migranti. Oltre a loro anche 22 agenti.

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Barcellona città delle spie sul fronte separatismo

Come la battaglia per la Catalogna indipendente ha diviso Barcellona e ha trasformato la destinazione turistica in un centro di spionaggio, racconta Michael Stothard sul seriosissimo Financial Times.
-Quasi un giallo e quasi certamente vero.

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Spagna, nuovo premier, Sanchez, per nuove elezioni

Il parlamento spagnolo ha approvato la mozione di sfiducia presentata dal leader socialista, Pedro Sanchez, contro il primo ministro Mariano Rajoy.
-Per la Costituzione spagnola, dimissioni di Rajoy e ministri al re Felipe VI, e nomina di Padro Sanchez nuovo capo del governo.
-Che però non ha maggioranza parlamentare.

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Spagna, ‘cuenta dolorosa’ per Rajoy, crisi per corruzione

Governo Rajoy vincente in Catalogna, precipita verso la crisi per una sentenza di corruzione che coinvolge tutto il partito popolare. -Mozione di sfiducia del Psoe.
-Il Pp minacciato perfino dall’alleato Ciudadanos, crisi inevitabile.
-E il rapper condannato per ‘ingiurie alla corona’, latititante con gli esiliati catalani.

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ETA, terrorismo spagnolo pentito quando colpiva in Italia

Eta, Euskadi tà askatasuna, Paesi Baschi e libertà. L’Eta sta per sciogliersi. E chiede perdono.
-Oggi la quasi dimenticata pista italiana dell’organizzazione che colpì con decine di bombe bersagli spagnoli anche in Italia, con feriti e stragi mancate.
-La storica intervista del Tg1 a un capo militare dell’ETA in quel 1991, recentemente su TvStoria

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La Spagna più ricca dell’Italia, meno Re e più sviluppo

Secondo i dati del Fondo monetario, nel 2017 Madrid ha visto un prodotto interno lordo più alto del nostro Paese. E nei prossimi cinque anni potrebbe essere più ricca del 7%.
-Ma ora incombono anche Slovacchia e Repubblica Ceca.
-Alla fine degli anni ’90 l’intera economia il nostro Paese era due volte più grande rispetto a quella iberica mentre adesso la differenza è solo del 50%
-Video YouTube, “Los Borbones son unos Ladrones”, “I Borbone sono dei ladri”, canzone cantata da una ventina di rapper spagnoli, accusa la casa reale spagnola di limitare la libertà di espressione e di essere una continuazione del regime fascista di Francisco Franco.

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Puigdemont libero ma lontano dalla Catalogna, cosa conviene e a chi?

L’ex leader catalano Carles Puigdemont in libertà condizionata “in attesa di una decisione sulla estradizione”.
– Il tribunale tedesco dello Schleswig-Holstein rilascia l’ex presidente catalano con una cauzione di 75.000 euro.
– La Spagna non potrà processarlo per il reato più grave.
– In attesa del giudizio sulla seconda imputazione lui resta lontano dalla Catalogna logorata da infinite proteste

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Riecco Puigdemont e la Catalogna torna a infiammarsi

L’ex presidente catalano Puigdemont fermato in Germania su mandato d’arresto europeo.
– Oggi comparirà in tribunale: si prevedono tempi brevi per l’estradizione in Spagna.
– Alla notizia, decine di migliaia di manifestanti a Barcellona, Girona e in altri centri della Catalogna sono scesi in piazza e hanno anche ingaggiato scontri con la polizia Leggi Tutto

Catalogna, Puigdemont si arrende ma candida un carcerato

Carles Puigdemont in esilio, sconfitto politicamente, indica il suo numero due come successore. La mossa sblocca la crisi istituzionale ma il percorso resta ignoto: Sanchez è infatti in prigione da 4 mesi.
– La situazione politica in Catalogna è in stallo dalle elezioni del 21 dicembre scorso, vinte dagli indipendentisti.

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Catalogna, Puigdemont addio, forse torna il confronto

In Catalogna tutto è fermo da più di tre mesi: l’indipendenza non si è avverata, l’articolo 155 che ha commissionato il governo locale è ancora in vigore dal 27 ottobre, le elezioni di dicembre hanno replicato la composizione delle forze preesistente, con la stessa, traballante maggioranza secessionista.
– L’assenza di Puigdemont e l’immobilismo che ormai ha stancato anche la maggioranza dei parlamentari indipendentisti.

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Indipendentisti in mezza Catalogna

Il blocco indipendentista, 47 % dei voti, conquista la maggioranza. Insieme all’estrema sinistra della Cup i partiti secessionisti ottengono 70 seggi. Boom degli unionisti di Ciudadanos, crollo di Rajoy. Affluenza record: 82%

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Catalogna al voto senza secessione

Successo secessionista, unionista o maggioranza trasversale? Oggi la Catalogna vota, e il risultato resta incerto. Ci sarà chi vince, ma di poco, ci sarà di perde, ma di poco.
– Sia che gli indipendentisti raggiungano una striminzita maggioranza, sia che prevalgano i partiti favorevoli all’unità nazionale, la Catalogna non diventerà una Repubblica indipendente.
– La sfida della «frattura sociale»: su 5,5 milioni di elettori 2 milioni sono per l’indipendenza, ma altrettanti sono contro

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Esorcismo Catalogna -3 al voto, silenzi da paura

Strana disattenzione delle stampa mondiale alla vigilia, solo tre giorni al voto in Catalogna, il vero referendum sulla ipotetica secessione, partiti separatisti catalani, diverse anime, partiti unionisti catalani, e i tradizionali partiti nazionali spagnoli, alcuni spaccati al loro interno proprio sulla Catalogna.

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