Economia e guerra in equilibrio precario: la Russia

Il PIL della Russia che nel 2024 era cresciuto del 4,3% viene oggi stimato dal Ministero dell’Economia all’1,8% nel 2025. Un’economia surriscaldata dalla guerra che ora si trova davanti a minacce concrete, come dichiara il ministro dell’Economia,  Reshetnikov, secondo cui il paese è «sull’orlo della recessione».

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Corruzione e autoritarismo in Ucraina denuncia il Financial Times

Mentre l’Unione Europea si svena (e rischia la Terza guerra mondiale) per combattere assieme all’Ucraina, a Kiev litiga sulla ‘trasparenza’. Sulla fine ingloriosa di parte deii nostri miliardi di euro di aiuti. E poi la ricostruzione. La denuncia dell’austero Financial Times contro il Presidente ucraino Zelensky.

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Il difficile bilancio Ue su cui litigare da subito

Non solo dazi sul traballante tavolo dell’Unione europea. La presidenza della commissione ha presentato la proposta per il budget comunitario 2028-2034: 2000 miliardi che, eliminando l’effetto dell’inflazione, si ferma a 1.763 miliardi: l’1,26 % del Pil medio Ue. Politico.eu lo ha analizzato definendolo «Un bilancio confuso che mette in luce le debolezze di Von der Leyen e che ha evidenziato divisioni e rivelato fragilità politiche»

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Davvero se si vuole la pace bisogna prepararsi alla guerra?

È davvero necessario il riarmo per prevenire aggressioni e conflitti, si chiede Massimo Nava. Ma davvero la massima latina «si vis pacem, para bellum» avrebbe un attualissimo significato politico che incoraggia la deterrenza? Ma i pensatori contro la guerra contestano la rincorsa al riarmo mascherata di pacifismo

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Bignami del commercio internazionale e della crisi dei dazi

Bignami del commercio internazionale e della crisi dei dazi. Ciò che spesso si dimentica è che dietro ai miliardi di dollari di merci, ci sono delle relazioni commerciali consolidate da anni. Non quelle tra Stati, non tra i governanti, ma tra operatori economici, nello specifico clienti e fornitori, persone.

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L’America ‘post democratica’ di Trump in guerra col mondo

Se le azioni di Trump sono ancora politica e non espressione di qualche patologia mentale, allora ha ragione chi denuncia il ‘caos sistemico’ di attaccare gli alleati più vicini anziché gli avversari. «Colpire i punti più deboli degli interlocutori per evitare controffensive». Oggi il primo esame della Borse, soprattutto quelle americane

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Tornano le mine antiuomo, le armi più vigliacche al mondo

Nel 1997 a Ottawa, 122 Paesi decidevano la messa al bando delle mine antiuomo. Pochi giorni dopo, a Stoccolma, il premio Nobel per la pace a Jody Williams per suo impegno…

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La Srebrenica di un testimone di casa 30 anni dopo

Srebrenica. Poco si sapeva, qualcosa si intuiva, molto si temeva. Isole etniche che la politica nazionalista di tutte le parti preferiva ‘perdere militarmente’, per non pagare il prezzo politico di una spartizione per arrivare alla fine del massacro, anche se nel peggior modo possibile.

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Al banchetto del gas russo in beffa all’Unione europea

‘Dopo il danno, la beffa’ denuncia il Corriere della Sera. «Alla faccia dell‘Ucraina, dei cittadini europei e dei principi etici, ammesso che abbia senso il solo parlarne ancora a proposito di notizie che circolano da qualche settimana in ambienti di Bruxelles, rilanciate da fonti autorevoli quali Financial Times, Bloomberg, Die Zeit e Politico», colpisce Massimo Nava.

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Le guerre impossibili della Russia secondo l’Economist

Mentre a Roma si riuniscono i ‘volenterosi’ europei, che dovrebbero salvare (e, soprattutto, ricostruire) l’Ucraina, la prestigiosa rivista britannica Economist, demolisce una delle tesi che giustificano il poderoso riarmo occidentale: la Russia, non è in condizione di attaccare nessuno.

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‘Ucraina offresi’ per l’ignoto dopoguerra

Ricostruzione a guerra in corso che sta andando molto male. Armi e fondi subito per un Paese che ormai vive con le donazioni e con un esercito armato dai fondi di mille arsenali. Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina, gli invitati (Italia in testa) con smodate mire economiche. Ma gli Usa di Trump vorrebbero prendersi tutto. l’Ucraina iun bancarotta.

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L’Ucraina degli imbarazzi occidentali e la campagna estiva russa

I russi sfondano a nord est e avanzano a Kharkiv, Sumy e Zaporizhia, avvertono le fonti militari più accreditate, ma è ancora presto per comprendere se Mosca ha scatenato la grande offensiva estiva che tutti avevano previsto, avverte Analisi Difesa. Ma è certo che le forze russe stanno accelerando le operazioni d’attacco su quasi tutti i fronti, mentre l’impotenza e le divisioni occidentali si nascondono dietro il silenzio mediatico.

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Francia, la Grande Armèe di Macron la pagano i pensionati

La ‘grandeur’ costa. Ma Macron pensa che ne valga la pena, e deve decidere a chi farla pagare. Pensionati in trincea. Non c’è l’esercito che permise a Bonaparte di arrivare fino a Mosca. E si inventa di averne uno per impedire a Putin di arrivare fino a Parigi. Ma c’è chi ci crede.

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‘Caro amico ti scrivo, anzi, ti scrivero’: trottola Trump al ridicolo

‘Caro amico ti scrivo’. Trump tra Colbert don Corleone. In attesa della ‘lettera di Trump, che attacca la Ue sulle auto e sulle ‘troppe regole’. Il presidente Usa fa slittare ad agosto l’entrata in vigore. Ma a Bruxelles Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione, ieri era sulla difensiva al Parlamento europeo in vista del voto di sfiducia di giovedì proposto dall’estrema destra

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‘Taco-Trump’ (torna sempre indietro). Ricatto dazi a scadenza, ma rischia lui

Il presidente degli Stati Uniti Trump il 2 aprile con in mano la tabella coi dazi da applicare al resto del mondo. Mercoledì 9 luglio scade il termine fissato dal presidente per stringere accordi con le decine di paesi a cui aveva promesso grossi dazi: introdotti, sospesi e rimandati infine per 90 giorni. I 90 giorni scadono

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La follia del 5% di armi Nato sull’Europa esplode prima in Slovenia

Lubiana: 5% del Pil per la difesa e permanenza nella Nato, il governo sloveno traballa a colpi di referendum L’ala sinistra della maggioranza lancia la consultazione sul riarmo, il primo ministro Robert Golob risponde con un’altra sull’Alleanza atlantica. Quel 5% per difendere l’Europa o per affondarla?

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